
RICEVO IN PARI DATA E RITRASMETTO DA ANTONELLA RUSSO TESTO DELLA LETTERA APERTA A CASINI in vista dell’apertura della Convention annuale di Chianciano di cui all’oggetto.
Grato per ogni attenzione
vivissime cordialità
Ferdinando Russo
ANTONELLA RUSSO
LETTERA APERTA A PIER FERDINANDO CASINI
ALLA VIGILIA DELLA CONVENTION UDC DI CHIANCIANO
da Antonella Russo presidente provinciale UDC di Palermo
Scrivo, alla vigilia della Convention di Chianciano, dalla Sicilia a nome delle donne, che ho invitato a Palermo, ad aderire all’Unione di Centro e che numerose ho trovato tra i moderati, scrivo a nome dei politici cattolici richiamati da Bagnasco a nuove responsabilità civili e da parte dei molti siciliani, che, ancora recentemente, nelle elezioni amministrative hanno creduto e votato per l’Unione di Centro con riferimento a Casini, quasi ad incoraggiarlo nel difficile compito di progettare una grande coalizione per il dopo Monti.
La Convention di Chianciano difficilmente potrà ascoltare tutte le nostre voci.
Prevediamo, comunque, che ci sarà ampio spazio per le donne, anche se non come avverrebbe in Finlandia, e per chi chiede il rinnovamento della classe dirigente, tra i grandi della politica, che saranno presenti.
Gli eletti o i candidati di rilievo, saranno alla ricerca della “Cosa Bianca” (auspicata a Trento ricordando De Gasperi), o dei “Poli variabili” e temporanei, o delle “case bianche“ o “rosee”, dello ipotizzato “blocco centrista” per superare la burrasca delle prossime nazionali nel dopo Monti e in Sicilia, prima, del dopo Lombardo, ove ci apprestiamo ad offrire la nostra convinta collaborazione al Partito Democratico ed a Bersani, seppur tra le enormi difficoltà che il travagliato governo ed il bizzarro governatore lasciano a chi gli subentrerà.
Preferiamo, pertanto, in tale circostanza, inviare questa lettera aperta a Pier Ferdinando Casini, a conferma della fiducia che ha destato in molti di noi, la sua intransigenza a difesa della migliore memoria dei politici cattolici, la sua costanza nel sostegno a Monti, nel rigore proposto per superare la crisi economica, anche se molte indicazioni pervengono a scapito dei più deboli, dei pensionati, dei giovani e delle donne disoccupate, (la Sicilia ha al riguardo un suo primato anche se si scopre che i pochi fortunati hanno trovato nel precariato una fuga dall’emigrazione).
E nel momento che il Governo dei tecnici ha da porre i programmi della “crescita” e dell’uscita dalla crisi, sentiamo il dovere di invitare Casini, nella logica dell’unità del Paese, di ricordare a Monti i Territori senza “rappresentanza” del Sud, come scrive Giuseppe de Rita, ove si allevano fermenti di antipolitica per la incapacità di rappresentare ed intervenire a ricostruire fiducia nella centralità e nella giustizia equilibratrice del Governo nazionale da parte delle popolazione delle diverse regioni.
Qui nascono i Forconi, si agitano i nipoti di Sturzo, si esasperano le rivendicazioni autonomistiche (spesso con propaganda da straccioni), mentre preti di frontiera, anche se prontamente richiamati
da avventure confessionali, raccolgono motivazioni che covano nel retroterra delle coscienze davanti a palesi ingiustizie, a ritardi nell’uso delle risorse, e nella programmazione dei disegni di rinnovamento, a disattenzioni sulla realtà della disoccupazione, della legalità, della sicurezza, degli sprechi.
Nuclei di resistenza, di rivolta, di facili predi, si alimentano, alla vigilia dei momenti elettorali, tra gli astensionisti vecchi e nuovi.
Ma, senza essere piagnoni, diciamo che, talvolta, non è possibile neppure fare la “carità” (si colpisce Biagio Conte il laico francescano che ospita i senza casa e senza pane).
Si danneggiano a Palermo i servizi educativi di Pino Puglisi, si incendiano le riserve delle aree più prestigiose per il turismo e la ricchezza delle biodiversità, mentre sulle coste della Sicilia e delle Puglie si avvicinano le trivelle, i trasporti aerei scoraggiano il turismo e lasciano gli aeroporti in balia di vacanzieri esacerbati, le cooperative dei giovani di Sicilia e di Calabria nei terreni espropriati alla criminalità, non godono dell’auspicata sicurezza, le aziende che entrano in crisi, non trovano i La Pira di un tempo, e le imprese agricole di prodotti di eccellenza che trainano l’export, non trovano nel sistema bancario l’attenzione voluta.
Non siamo stati educati ad essere raccoglitrici di lagnanze. All’apparire del Governo Monti, come dipartimento delle pari Opportunità donne di Palermo, abbiamo chiesto una particolare attenzione al Sud, dichiarando che ci saremmo opposti a tutte le provocazioni scissioniste o leghiste, confermando la nostra opzione autonomista, ma in un sistema di federalismo autenticamente europeo, auspicando che le donne, impegnate e animate a raggiungere, negli studi e nel lavoro gli stessi livelli di carriera degli uomini, non abbiano a scontare ritardi nell’accesso nei luoghi decisionali e nei meccanismi di selezione dei vertici aziendali, come nella partecipazione alla vita delle istituzioni ed alla formazione della nuova classe dirigente ,tanto auspicata nel Paese.
Ma avvertiamo discriminante, specie per il Sud, qualsiasi disattenzione per la scuola, la formazione professionale per il lavoro, la ricerca, come anche la limitazione dei posti nei concorsi scolastici di opportunità per i docenti della Sicilia, ove mancano asili nidi , dove le famiglie non conoscono più il tempo pieno per i loro ragazzi, dove altissima è la dispersione scolastica se l’abbandono degli studi ha i suoi picchi nell’Isola ove tre su dieci dei 56mila alunni spariti dai banchi sono siciliani, con il record del 26% di giovani 18-24enni senza diploma.
E ricordiamo ora a Pier Ferdinando Casini di farsi attento ascoltatore quando il cardinale Bagnasco, al Santuario della Madonna della Guardia, torna a richiamarci e ad appellarsi all’unità fattiva e indispensabile di tutte le forze responsabili per la rifondazione della politica e delle procedure partecipative ed alla cura delle autentiche priorità “dell’economia e del lavoro”. Ascoltare è una virtù, scrive il direttore di Avvenire, ed è dovere della dirigenza politica il costante impegno a sentire la voce e la vita dal basso, il sentire della gente.
La convention di Chianciano sia sensibile al rinnovamento della classe dirigente del Paese ed ascolti le difficoltà delle tante famiglie italiane, specie delle aree meridionali, come le richieste delle donne che non sono solo quelle delle quote rosa o di genere, ma quelle di potere utilizzare tutte le competenze e le loro potenzialità nelle famiglie e nella società politica, specie nella presente congiuntura. Soltanto così troverà echi favorevoli nel mondo cattolico e nell’associazionismo femminile, e nei movimenti dei lavoratori, tante volte responsabili, nella storia della Repubblica, davanti alle difficoltà del Paese.
Saremo grati ancora a Pier Ferdinando Casini ed a quanti, nell’Unione di centro, con Cesa, Buttiglione, D’Onofrio, D’Alia, Binetti, Pezzotta, Tassone, ed i parlamentari e dirigenti, eletti negli organi nazionali e regionali, hanno operato con il coraggio mostrato nel conservare, anche quando altri hanno rinunciato alla loro identità, la memoria della politica dei cattolici, carica di valori, a difesa della persona umana, della famiglia, del lavoro, della scuola, della cultura, della libertà da ogni condizionamento, con una apertura al confronto ed alla cooperazione politica, al di sopra di ogni radicalismo e velleitarismo .
E come donne non ci sottrarremo dal dare il nostro contributo alla uscita dalla crisi economica, ricordando che dove alta è la partecipazione femminile nel lavoro, nelle imprese, nelle istituzioni, anche l’apporto al risparmio ed allo sviluppo ed al prodotto interno lordo è rilevante e rimarchevole.
Lo sarà anche nel Sud e nella Sicilia dalla quale scriviamo..
Il saluto delle donne alla Convention, sia di conforto e di maggiore sensibilizzazione al partito che si appresta ad affrontare i temi della crescita del paese, non disgiunta dalla dalle riforme innovative e dalla politica elettorale in Sicilia e, speriamo nel 2013, anche nel Paese.
ANTONELLA RUSSO
Presidente Provinciale UDC Palermo
antonellarusso@katamail.com
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