Quando si dice l’elisir di lunga vita! Così il 26 gennaio di quest’anno la vallelunghese più longeva ha spento le 101 candeline.Si tratta della signora Serafina Criscuoli ,che da tanti anni vive a Palermo, circondata dall’amore dei suoi tre figli e dall’affeto dei suoi tanti nipoti.
Eppure davvero incomprensibile l’assenza di attenzioni,nel suo paese natio,verso la signora Serafina, da parte di chi dovrebbe avere il buon senso istituzionale,ma soprattutto etico,di festeggiare la nonnina di tutti i valleunghesi.Non vivi a Valleunga,non sei della “casta”locale?Allora non puoi essere attenzionata.
In barba alla disattenzione nei suoi confronti ,la signora Serafina ha tagliato il traguardo dei 101 anni,sta bene è lucidissima di mente e,udite udite,a 101 anni non prende un solo farmaco!
Una donna molto provata nella vita,la signora Serafina,rimasta vedova in giovane età e con tre figli piccoli da crescere,non si è mai scoraggiata.Una donna di grande umanità,cultura e di grandissima fede.
Viene spontaneo chiedersi se a Valleunga esista l’elisir di lunga vita poichè altre persone hanno superato i 100 anni e sono stati,giustamente,festeggiati.Probabilmente si!
Immersa tra riglogliosi uliveti e spendidi vigneti,Vallelunga,offre un aria salutare e pulita.Ottimi prodotti tipici come l’olio,il vino,il pane,
la carne eccellente di bovini,ovini e suini.L’economia locale è stata decimata prima dalla costruzione della Palermo-Catania e,come se non bastasse,dalla pessima viabilità di accesso al paese di cui nessuno si occupa più di tanto.Per arrivarci sembra che stai facendo un tratto della Parigi-Dakar:più vicino a Dakar che a Parigi!
Decimata dal triste fenomeno migratorio che ha portato tantissimi giovani e famiglie di Vallelunga a cercare lavoro nel nord Italia o all’estero,rimane un artigianato locale della lavorazione della terracotta,ad opera della famiglia Coticchio, 
del ricamo a mano,unitamente alla produzione dell’attrezzatura del cavallo(selle,sottoselle,staffe,sottopancia,testiera,imboccatura e redini)ad opera della famiglia Amenta Carmelo.
Come non ricordare la Valenzana Golden,dell’indimendicabile orefice Totò Ognibene,grande artigiano dell’oro e,soprattutto,una persona dal cuore d’oro, di recente passato a miglior vita.
Vallelunga possiede una monumentale chiesa madre sita nella piazza principale del paese,dedicata alla Madonna di Loreto patrona dei vallelunghesi,
e quattro chiese rettoriali:Il SS.Crocifisso,la Madonna del Rosario,quella del SS.Sacramento e delle Anime Sante del Purgatorio che veicolano la storia religiosa e civile della cittadina da metà del 1600 ad oggi.Una storia religiosa e civile,checchè ne pensi qualche presunto pensatore da strapazzo che non è in grado di guardare un centimetro oltre la punta del suo naso e perde tempo a rivangare modalità ancestrali ed eccessivamente localistiche,che si inserisce a pieno titolo in un contesto molto più ampio e dimostra come la storia locale è legata,inevitabilemnte,a processi ed eventi più generali.
Due esempi:la settimana santa,testimonianza della fede cattolica vissuta e nella dimensione liturgica e con le modalità ricorrenti del cosidetto “cattolicesimo popolare”, e la costruzione del monumento ai caduti per ricordare i figli di Vallelunga che persero la vita nel primo grande conflitto mondiale.
E’ possibile visitare il museo della civiltà contadina
e a pochi chilometri di distanza la tenuta di Regaliali
con la sua ottima produzione vinicola.
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