Ai tanti Valleunghesi sparsi per il mondo….

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Cari concittadini,

in questi giorni  la nostra amata Valleunga,che ci ha dato i natali,vive ore non belle.Infatti,lo scioglimento del consiglio comunale per “infiltrazioni mafiose”(da capire ancora le cause e i soggetti interessati),ha assegnato, al nostro amato paese, un primato che non ci fa onore.

Ho visto che in tanti,dall’Italia e dall’estero,vi siete collegati con il mio blog,forse per la prima volta. A tutti voi,valleunghesi sparsi nel mondo,vorrei rivolgere un caloroso saluto e un affettuoso pensiero. Il paese dove siamo nati, e ne siamo orgogliosi,ci chiama sempre,perchè ciascuno è attratto,come una sorta di calamita naturale,verso il luogo dove è nato,dove ha trascorso alcuni anni della sua vita e dove ha lasciato ricordi,affetti,amici,parenti.

I RICORDI NON PASSANO MAI! 

Per questo motivo,ho creato due anni fa,questo blog,TERRA MIA, per provare a ricordare e a mettere in rete le tante cose belle che ci sono a VALLELUNGA,assieme a qualche capitolo meno bello.La civiltà contadina,da cui tanti di noi provengono,ha caratterizzato la storia di Vallelunga.Non a caso,nello stemma del comune figurano,delle spigne di grano e dei grappoli d’uva.Siamo orgogliosi di essere figli di contadini,gente onesta che ha lavorato duramente la terra.

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(Vincenzo Ferlisi e la moglie Antonina Piazza)

Poi il triste fenomeno migratorio per l’assenza di lavoro e la costruzione dell’autostrada Palermo-Catania che ha “tagliato fuori” Vallelunga dai circuiti commerciali in cui prima era inserita, grazie alla statale 121,che portava tanti forestieri a fermarrsi a Vallelunga per comprare l’ottimo olio,il pane,il vino,la carne,i formaggi,il pomodoro,le mandorle…..

Come non ricordare il culto alla MADONNA DI LORETO

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(la Beddra Matri di Luritu),

patrona della cittadina e di tutti i vallelunghesi sparsi nel mondo.

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(A Figureddra:cappella votiva dedicata alla Madonna di Loreto,di recente restaurata)

Il culto e la grande devozione al “Signore di Bilici”(u Signuri di Bilici)

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Le cinque chiese presenti in paese,la Madrice,le Anime Sante e i tre oratori sede,ancora oggi,delle tre confraternite esistenti:quella del SS.Sacramento,quella della Madonna del Rosario e quella del SS.Crocifisso.

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Inoltre lo splendore della settimana santa “vallelunghese” con la creazione delle tavolate con gli agnelli di zucchero,i pani da cena,la lattuga,il finocchio,il cedro.

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Le tante tradizioni culinarie locali,la passata di pomodoro( a sarsa),il pomodero essicato (siccagnu),l’estratto di pomodoro(l’astrattu),il torrone di mandorle(a cubaita),i buccellati natalizi (u vurciddratu) ripieni di conserva di mandorle,Vallerega4 i fichi secchi,le olive schiacciate,la favolosa salsiccia locale!

I tanti cittadini di Vallelunga,che hanno raggiunto i 100 anni di vita….l’elisir di lunga vita: dove risiede?

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Il palazzo delle scuole,che ha formato intere generazioni di ragazzi;

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I tanti vallelunghesi come Mons.Nicolò Audino,vescovo di Mazara del Vallo per 30 anni,l’arciprete don Antonino Criscuoli,lo studioso don Giovanni Castrogiovanni, Prof.Francesco Insinna,il sindaco Tommaso Biondo,il Prof.Luciano Spoto,il Prof.Liborio Zuzzè,il sig.Giuseppe Cipolla,le maestre Santina Spera e Fifì Oliveri,i maestri Fortunato Geraci e Michele Falzone,Padre Calcedonio Ognibene,Padre Giuseppe Giorgio(vallelunghese d’adozione),il segretario comunale Filippo Gaeta,tutti passati a miglior vita!

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(Padre Caldedonio Ognibene e il Prof.Fortunato Geraci.)

L’artigianato locale:la selleria Amenta,i bravissimi orafi locali di scuola “valenzana”,come il compianto Totò Ognibene,e tanti altri bravi artigiani lavoratori della creta,del ferro e del legno.

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(La selleria diCarmelo Amenta-Creazioni in terracotta degli artigiani Coticchio-l’orafo Totò Ognibene)

Il museo etno-antropologico,creato dall’ingegnere Totò Lo Re.

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Infine la triste piaga della mafia locale di cui ho già scritto in questo blog.

Pertanto,cari amici e concittadini vallelunghesi,vi rinnovo i miei sentimenti di stima e d’affetto,nella certezza che tutti noi siamo fieri ed orgogliosi di aver avuto i natali a Vallelunga Pratameno!

PS.un saluto particolare all’amico e compagno di scuola Ing.Ferdinando D’Anna e a RICH Lo Manto  i cui nonni sono originari di Vallelunga e che vive in California,che mi hanno scritto a mezzo mail:grazie!

La mafia a Vallelunga Pratameno (CL).

Questa è una narrazione, per sommi capi, e tirata fuori dal cilindro dei miei ricordi.

Vallelunga Pratameno è un centro fondato a metà del 1600 dai Notarbartolo e dai Marino di Termini Imerese. Premesso che Vallelunga Pratameno è stato,ed è,un comune di gente laboriosa ed onesta,di coltivatori della terra,decimato,negli anni,dal triste fenomeno migratorio verso il nord Italia,la Germania e altri paesi europei,pur tuttavia,a Valleunga Pratameno, piccolo centro agricolo ricadente al centro della Sicilia,nel cosidetto “vallone”,la mafia è stata sempre di casa.Non fosse altro perchè vicino a due altri centri,Villalba e Mussomeli,che negli anni ’50 hanno segnato la storia della mafia con personaggi del calibro di Don Calò Vizzini e Genco Russo. Negli anni ’50 una feroce faida si scatenò tra due fazioni:i Trabona-Cammarata,con a capo Totò Trabona,detto “l’arracchiato”, e i Madonia con a capo il patriarca Francesco. Una scia di sangue e decine di cadaveri segnarono la storia della mafia “agraria” di Vallelunga. Successivamente,mentre i componenti della cosca Cammarata finirono o uccisi(Giovanni Cammarata fu ucciso la sera del Corpus Domini-“u Signuri”,nella piazza del paese) o in galera,i Madonia “emigrarono” verso Catania e Gela. Così Francesco Madonia incominciò a stringere rapporti con i boss del calibro di Di Cristina,di Riesi,e a controllare il territorio gelese.Erano gli anni del boom economico e della mafia del “cemento”.Francesco Madonia,detto Ciccio,strinse rapporti con i corleonesi che stavano conquistando Palermo, con la cosidetta “calata dei viddrani”. Ne divenne un fedele alleato e quando fu ucciso per opera del boss Di Cristina,quest’ultimo venne eliminato, dalla mano dei corleonesi, che non gli perdonarono lo “sgarro”. A prendere le redini della famiglia Madonia fu il figlio:Giuseppe detto Piddru. Piddru divenne subito un pezzo da 90 nel gotha mafioso regionale e continuò la sua alleanza con i corleonesi a Palermo e i Santapaola a Catania. Ma Piddru non dimenticò il suo paese d’origine:Vallelunga. Dove creò un legame tra la “vecchia” mafia,rappresentata da u zu Tanu Pacino (Gaetano Pacino),u zu Calogerinu Sinatra (Calogero Sinatra) e le nuove leve. Lo scettro del potere fu dato all’emergente Ciro Vara che si attorniò di altra gente. L’ascesa di Ciro Vara,divenenuto,nel frattempo, compare di Piddru, fu rapida e sanguinaria. Da bravissimo calciatore che portava il numero 10 dietro la maglia del Valleunga Calcio,passò a spietato e silenzioso killer di cosa nostra.Parecchi omicidi commessi(12 0 13) e tanti altri reati di cui lo stesso Vara si è autoaccusato,pendendosi.Nel frattempo,Piddru macinava affari con il cemento a Gela e Catania,soprattutto nella costruzione della diga Disueri.Trovò,sulla sua strada,ad opporvisi gli STIDDRARI,nati in opposizione a cosa nostra,e i morti a Gela e dintorni non si contarono più. In seguito  al pentimento di Vara,vi furono diverse operazioni di polizia con decine di arresti in tutto il vallone e non solo e diverse condanne. Tutto ciò,mentra a Vallelunga imperava la DC contrastata,solamente,dal coraggio di qualche comunista:Cosimo Anzaldi.

 

San Giuseppe 2009:altari,mense,tavolate…

VALLELUNGA PRATAMENO (CL)

Istituto San Pio X-Casa del Fanciullo

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TERRASINI (PA)

Abitazioni private

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SAN CATALDO (CL)

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Chiesa di San Giuseppe-San Cataldo.

102 Candeline per la Sig.ra Serafina Criscuoli:Auguri!

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Domani 26 Gennaio 2009,la Signora Serafina Oliveri in Criscuoli,Vallelunghese doc,compirà 102 anni.Augurissimi alla Signora Serafina,ai suoi tre figli e ai suoi tanti nipoti .

 “Ad multos annos”

dal Webmaster di Terra Mia.

Aiutiamo l’Africa e l’opera di Rino Martinez.

- LETTERA  APERTA -

Palermo, 4 ottobre 2008

 

La Missione Umanitaria

“Africa: Cuore per la Vita”

prevista per il periodo di ottobre~dicembre 2008

è stata rinviata per mancanza di fondi

 

Con le lacrime agli occhi e col cuore gonfio di angoscia vi comunico questa triste e penosa notizia che andrà a ripercuotersi drammaticamente su tanti Bambini che chiedono soltanto il diritto di vivere…

Questo ennesimo impegno umanitario è molto gravoso e delicato e deve essere affrontato con tanta fede, amore per il prossimo, molta prudenza e capacità organizzativa, tutte doti umane e concrete che il nostro gruppo missionario “Ali per Volare” sa di avere e che solo la mancanza di risorse economiche ha potuto frenare. Noi confidiamo nella Provvidenza, pertanto, ci rivolgiamo a Voi tutti, affinché non muoia la speranza di salvare tante vite umane. Contavamo sull’aiuto di alcune figure di alto profilo sociale che poi sono venute meno al loro impegno…

Ogni giorno, da quei luoghi di disperazione, ci giungono comunicazioni di morte e di sofferenza che ci affliggono ma che non ci fanno arrendere! Siamo amareggiati e delusi ma non demordiamo, anzi rilanciamo la nostra seria e forte iniziativa con più convinzione, perché sappiamo bene che servirà a salvare molte migliaia di creature innocenti dell’Africa martoriata e dimenticata che è nei nostri cuori. Tutti insieme possiamo diventare una Forza positiva e vincente, non solo con il supporto della carità personale, piccola o grande che sia, ma soprattutto con una tenace campagna di sensibilizzazione attraverso i media, internet, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle parrocchie, negli oratori, oppure, realizzando ogni sorta d’iniziativa o magari, con l’aiuto di qualche istituzione, un grande concerto o un evento nazionale in prossimità delle feste natalizie.

Guiderò personalmente questa spedizione, che partirà nel mese di gennaio 2009 per concludersi a marzo 2009, in uno dei luoghi più sperduti e dimenticati della terra, nella regione di Likouala, nel grande distretto di Enyéllé, dove attraverseremo per circa 600 Km otto villaggi, nei quali vivono tanti Bambini molto malati della tribù

dei PIGMEI “i figli della Foresta”, che senza un intervento sanitario immediato e mirato corrono il serio “rischio di estinzione”.

Ci recheremo in quei luoghi pieni di insidie solo per amore così come ci ha insegnato nostro Signore Gesù Cristo, per vaccinare 22.000 persone contro la poliomielite, la difterite, il tetano, il morbillo e per curarli dal paludismo, dalle malarie e dalla lebbra.

Porteremo anche vitamine e zanzariere e nel villaggio di Enyéllé, che conta 8.000 abitanti, realizzeremo una piccola farmacia comunitaria permanente, che consentirà agli otto villaggi di fare visite mediche e fruire delle medicine necessarie ed inoltre costruiremo una piccola scuola nel villaggio di Longha. In questo gravoso impegno missionario sarò affiancato da medici, volontari, infermieri, squadra di autisti per fuoristrada e piroghe, figure istituzionali della sanità congolese, trasportatori per tutto il materiale sanitario, volontari della fondazione Kombe, guide e personale per la sicurezza e la logistica.

 

 

 

 

INVIA LA TUA PICCOLA OFFERTA

PER SALVARE 22.000 VITE UMANE

altrimenti destinate all’estinzione…

 (Pigmei della grande foresta Africana)

 

Associazione Missionaria Interculturale

“Ali per Volare” ONLUS

 

CAUSALE: Missione Cuore per la Vita

 

CONTO CORRENTE POSTALE

88459680

ABI: 07601 – CAB: 03200

 

CONTO CORRENTE BANCARIO

IBAN IT94 U033 5901 6001 0000 0001 078  

 ABI 03359  CAB 01600 U

 

BANCA PROSSIMA SPA Filiale di Milano

Via Manzoni, ang. Via Verdi – 20121 Milano

 

Vallelunga Pratameno,dalle origini al 1986.Di Giuseppe Cipolla.

 

La storia di Vallelunga  è  legata alla storia delle sue origini e a quel che è stato di essa nel corso dei secoli . Gli avvenimenti più importanti,dalle origini sino al 1986,sono stati raccolti e pubblicati dal Sig.Giuseppe Cipolla.

Il sig.Cipolla,per tutti era “don Piddruzzu”,uomo mite,silenzioso,di grande fede è stato un grande ricercatore della storia locale del paese che gli ha dato i natali. Di Vallelunga, come terra feudale, si ha notizia fin dal 1349, regnando Federico II d’Aragona: sotto di lui, ne era signore Giovanni di Caltagirone I barone di S.Stefano. in seguito il feudo pervenne a Ferruccio degli Omodeì e alla sua famiglia rimase fino al 1568 quando, a causa di forti debiti, la baronia di Vallelunga fu venduta a Don Vincenzo Notarbartolo da Polizzi.

Il feudo restò ai Notarbartolo fino a tutto il 1620 e furono proprio i Notarbartolo che verso la fine del 1500, fondarono nel luogo un centro di case coloniche ed abitazioni rurali.

Il 26 gennaio 1621 il feudo venne acquistato da Don Pietro Marino da Termini Imerese. Questi, allo scopo di chiamare nel feudo popolazioni per abitarlo, chiese ed ottenne il 3 settembre 1633 dal Viceré Duca di Ayala la relativa “licentia populandi”.

Ottenuto il privilegio furono emessi i bandi che furono pubblicati nei paesi vicini al feudo da popolare quali Cammarata, Chiusa Sclafani, Caltavuturo, Petralia.

Ai nuovi abitatori veniva promessa la concessione di terreni su cui fabbricare col pagamento di lievi censi sul suolo e dei terreni in enfiteusi per impiantarvi dei vigneti e farvi delle chiuse. Fu promesso inoltre l’esenzìone dì alcune gabelle e la concessione di terre comuni per comodità degli abitanti e per il deposito del letame.

Don Pietro Marino stabili quindi il sito dove costruire il nuovo comune, ne circoscrisse la periferia e vi fabbricò case ad uso di civile abitazione, che concesse in enfiteusi ai nuovi abitatori.

Il feudo di Vallelunga diveniva così un feudo nobile e popolato. il Casale prendeva la denominazione di “Terra Marini” e i Marino stessi vi presero residenza. Quindi Don Pietro Marino, con istanza del 22 febbraio 1634, chiedeva al Vescovo di Cefalù il permesso di edificare una chiesa che divenne  la Parrocchia, consacrata a Maria SS. di Loreto,il cui atto istitutivo è datato 1634.Il culto alla Vergine laureatana,introdotto dai Marino,si diffuse rapidamente tra gli abitanti in ottemperanza alla grande diffusione che esso ebbe proprio nel XVI sec.,in Italia e in Europa,in forte contrapposizione alla riforma protestante e come cammino concreto della controriforma cattolica.

La Vergine lauretana divenne così la patrona dei Valleunghesi e tanti ne hanno portato e ne portano il nome(Loreto e Laura)

Nel 1652 il feudo fu venduto a Cristoforo Papè la cui famiglia mantenne Vallelunga fino al 1812 anno che sancì l’eversione della feudalità.Il piccolo paese fu inserito nella Valle di Mazzara, sotto la comarca di Polizzi e nella diocesi di Cefalù . Solo dopo il 1819. fu annesso alla provincia di Caltanissetta nel mandamento di Mussomeli.Nel 1844,in seguito alla fondazione della dicoesi di Caltanissetta,Vallelunga passò sotto la giurisdizione canonica della neo nata diocesi.Inoltre il Cipolla ci offre degli interessanti cenni storici intorno al tribunale della SS.Crociata per continuare poi con al serie dei sindaci,dei decurioni,dei presidenti del Municipio,gli assessori e i commissari prefettizi. Dunque i podestà e l’entrata delle truppe alleate.L’era repubblicana con la serie dei sindaci,assessori e commissari prefettizi. Un capitolo interessante,il settimo, è dedicato alla costruzione della ferrovia Palermo-Catania. L’ottavo capitolo si occupa dei notia esercenti in Vallelunga,dal 1666 al 1986 e dei notia vallelunghesi che esercitarono fuori sede il notariato.Il capitolo IX è dedicato alla storia religiosa del comune,con la serie degli arcipreti-parroci,gli economi curati,i vicari foranei e i sacerdoti.Quindi la storia della nascita delle tre confraternite,tutt’oggi esisitenti:del SS.Sacramento,del SS.Rosario e dei Sette Dolori,meglio conosciuta come la confraternita del SS.Crocifisso.Quindi un paragrafo dedicato alla costruzione della casa del fanciullo “S.Pio X”,voluta dall’arciprete don Calcedonio Ognibene e donata alla congregazione dei “Servi dei Poveri”, o “Bocconisti”,fondata dal Beato Padre Giacomo Cusmano.

Un volume fondamentale per chi volesse conoscere la storia,dai primi del 1600 al 1986,del comune di Vallelunga Pratameno.

Vallelunghesi caduti e dispersi in Russia(Campagna di Russia 1941-1943).Di Giuseppe Piraino.

Se è vero, come afferma Italo Calvino, che “scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto”, leggere è invece un ricercare, ritrovare o inventare quanto di apocrifo si cela dentro il testo, quanto di “marginale o anacronistico” è destinato a diventare,invece, centrale e attuale. Nel colloquio che si dispiega tra lo scrittore e il lettore, l’opera, affidata entro un precario cesto di vimini allo scorrere delle acque del tempo, si offre come un dono da corrispondere, un pegno da riscattare, un debito da sciogliere.

In questo senso, e dal momento che un testo non è mai forma chiusa e compiuta restando perennemente e dinamicamente aperto alle diverse e molteplici provocazioni di quanti lo interrogano, ci viene consegnato un interessante volume ad opera dello scrittore vallelunghese Giuseppe Piraino che grazie alle sue ricerche storiche ha riportato alla luce alcuni figli di Valleunga caduti o dispersi nella campagna di Russia durante il secondo conflitto bellico.

La gratitudine, innanzitutto, a chi ha scritto il prezioso volume,Pino Piraino,dipendente regionale e dirigente del museo archeologico di Marianopoli.

E,soprattutto,ai soldati vallelunghesi,morti e dispersi,nella campagna di Russia dal 1941 al 1943.

La pubblicazione di un libro è operazione non priva di implicazioni problematiche. Chi ne cura la stampa è chiamato a domandarsi se i testi raccolti e selezionati siano davvero in grado di restituire il profilo e l’identità a coloro che non hanno più voce e,forse,neppure una tomba.

Ci si chiede se la scelta operata ne rispetti l’oggettivo dramma umano,familiare,sociale descritto o piuttosto lo tradisca a favore di ragioni estrinseche o estranee alle reali motivazioni da cui il volume è, originariamente, scaturito.

E’ noto che i libri non rimangono mai gli stessi ma cambiano nel tempo perdendo e guadagnando, a secondo delle stagioni, spegnendo alcune luci e ricevendone altre, sperimentando nuove risonanze e stemperando gli accenti originari, lasciando spesso cadere quanto sembrava indistruttibile e incorruttibile e rivelando, invece, epifanicamente, nuovi segreti significati, insospettabili e carsici percorsi.

Certamente sia le intenzioni che lo scrivere di Pino Piraino hanno raggiunto il loro obiettivo primario:RICORDARE i soldati di Vallelunga morti e dispersi in quella terribile follia che fu la campagna di Russia.

Rendere onore a chi ha servito la Patria,partendo da cuore della Sicilia,per arrivare tra il rigido e spietato freddo di Russia.

La Patria chiamava,seppur in quel contesto di follia collettiva che fu tanto il nazi-fascismo quanto il comunismo stalinista e post stalinista, e i figli di Vallelunga non si tirarono indietro.

L’operazione storico-culturale di Pino Piraino,dunque,merita un grande apprezzamento per aver riportato alla luce alcuni dei soldati vallelunghesi caduti in Russia:Giuseppe Barone,Luciano Cammarata,Vincenzo Guida,Ciro Gulino,Loreto Lo Iacono,Calogero Muscarella,Francesco Notaro,Rosolino Nuara,Luciano Oddo,Salvatore Plicato.

Un contributo alla conservazione della memoria dei singoli e della comunità vallelunghese che onora questi suoi figli caduti per servire la Patria.

Di notevole rilevanza storico-affettiva risulta essere la testimonianza di un sopravvissuto il sig. Giuseppe Licata che,dopo tanti anni,di rimozione e di silenzio su quella terribile esperienza è riuscito a narrarla e a consegnarla ai posteri.Il senso etico del ricordare che non è più tra noi.

Un popolo senza MEMORIA è un popolo SENZA FUTURO!

Il volume è stato pubblicato dal Comune di Vallelunga Pratameno.

P.S.:Per acquistare il volume rivolgersi,per iscritto, alla Biblioteca Comunale di Valleunga Pratameno,93010,CL;

oppure direttamente all’autore scrivendogli alla seguente mail:valprato2008@libero.it

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