E’MORTO IL “PAPA”DELLA MAFIA

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Era ricoverato all’ospedale Sandro Pertini di Roma da qualche settimana, oggi pomeriggio ha tirato le cuoia. Michele Greco, il “Papa” della mafia (qui il suo famigerato sermone dalla gabbia del maxiprocesso), boss dei boss di Cosa nostra tra la fine degli anni ’70 e gli ’80, era il signore di Ciaculli. Nato nel 1924, rispettato dai suoi simili per le straordinarie “doti di mediatore”, ascese allo scranno più alto del gotha mafioso nel 1978, dopo il tramonto di don Tano Badalamenti. In questi tristi tempi di revisionismo e poltiglia, coi morti ancora caldi all’angolo della strada, qua c’è il rischio che a qualcuno venga perfino in mente di “rivalutare” macellai di questo calibro. E allora ricordiamo che Michele Greco, arrestato nel febbraio ’86 e condannato all’ergastolo, insieme al fratello Salvatore fu il mandante dell’omicidio del magistrato Rocco Chinnici, fatto saltare in aria con un’autobomba il 29 luglio 1983, insieme a Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, i suoi agenti di scorta, e a Stefano Li Sacchi, il portiere dello stabile davanti al quale si consumò la strage, eseguita da Pino Greco. E’ a questi eroi silenziosi e discreti, alle loro famiglie, che oggi va il nostro unico pensiero.

Mafia: i Lo Piccolo si nascondevano a Terrasini

 

(ANSA) – PALERMO, 11 FEB – Gli investigatori della squadra Mobile hanno localizzato il covo dove il boss Salvatore Lo Piccolo e il figlio Sandro, arrestati il 5 novembre scorso in una villa di Giardinello (Palermo) avrebbero trascorso gli ultimi sei anni della loro latitanza.

Il rifugio, individuato anche sulla base delle indicazioni di alcuni ex fedelissimi dei Lo Piccolo che hanno cominciato a collaborare con la giustizia, si trova a Terrasini, una località balneare del Palermitano a poca distanza da Giardinello. Il covo dove i Lo Piccolo avrebbero trascorso gli ultimi anni della loro latitanza è una grande villa a due elevazioni, che si trova nei pressi della strada statale; a poche decine di metri da un supermercato della catena Sisa.

Nel rifugio, i Lo Piccolo avrebbero vissuto insieme con una famiglia di tre persone, che avrebbe presso in affitto la villa. Secondo alcune indiscrezioni, gli investigatori sarebbero riusciti a risalire al covo attraverso le indicazioni fornite dal pentito Gaspare Pulizzi, ex guardaspalle di Totuccio Lo Piccolo.
Nella villa, che è già stata sottoposta a un’accurata perquisizione, sono stati trovati alcuni oggetti personali appartenenti ai Lo Piccolo, ma nessun documento utile alle indagini. Gli inquirenti ritengono che il covo sia stato “ripulito” subito dopo la cattura dei due Lo Piccolo, probabilmente dall’altro figlio del boss, Calogero, arrestato il 16 gennaio scorso nell’operazione denominata ‘Addio Pizzo’.

Due persone, un uomo e una donna sono state sottoposte a interrogatorio negli uffici della procura di Palermo. Si tratta, a quanto pare, della coppia di coniugi che avrebbe ospitato nella propria abitazione di Terrasini, i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, negli ultimi anni della loro latitanza. I due sono accusati di favoreggiamento e si sono presentati in Procura accompagnati dal loro legale. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di persone titolari di un contratto di affitto della villetta di Terrasini.

I due avrebbero dichiarato di non essersi resi conto che i loro ospiti fossero i boss ricercati, e di averlo compreso solo dopo il loro arresto (avvenuto il 5 novembre scorso), riconoscendoli dalle foto sui giornali. I Lo Piccolo infatti avrebbero chiesto ospitalità sotto falso nome. In particolare, sarebbe emerso che
Sandro Lo Piccolo si faceva chiamare “Giuseppe“.(ANSA)

Mafia, duplice omicidio a Partinico

Giuseppe e Gianpaolo Riina, rispettivamente di 37 e 31 anni sono state uccisi stamattina in un agguato di stampo mafioso. Una terza persona (un dipendente delle due vittime) è rimasta ferita. Si tratta di Fulvio Giordano di 24 anni residente a Giardinello. Gli investigatori hanno ritrovato in contrada Albachiara una Fiat Punto di colore verde parzialmente bruciata che potrebbe essere stata utilizzata dai killer.

Le vittime sarebbero i figli di Salvatore Riina, omonimo del boss di Cosa Nostra, un imprenditore ucciso nel ’98 e accusato di avere coperto la latitanza di alcuni mafiosi. Secondo la pentita Giusi Vitale l’omicidio fu eseguito, su ordine del fratello Leonardo, da Franco Pezzino, attualmente in carcere. I due uomini avevano una piccola impresa nel settore del movimento terra e avevano ottenuto appalti, non di grossa entità, anche da enti pubblici come i comuni di Partinico e Giardinello.

Sono stati due sicari a sparare. Secondo la ricostruzione degli investigatori i due sarebbero giunti su un’ auto. Poi sono scesi e hanno impugnato due pistole, forse calibro 9 e 44, e hanno fatto fuoco mirando ali due fratelli con le bracia tese. Un duplice omicidio compiuto con freddezza e da persone che, alla luce degli elementi noti, hanno agito con esperienza e rapidità. I due assassini poi sono saliti nell’ auto e sono andati via a forte velocità incendiando poco dopo la vettura. (segue)

Mafia, da latitanti i lo Piccolo villeggiavano a Trappeto

Una villetta a pochi passi dalla spiaggia di Trappeto è stato il covo estivo di Salvatore e Sandro Lo Piccolo durante la loro latitanza. I Lo Piccolo vi hanno soggiornato nei mesi di luglio e agosto 2007, utilizzandola come “residenza estiva” probabilmente per poter sfruttare la sua particolare vicinanza al mare.

Il rifugio per la villeggiatura dei due boss sarebbe stato individuato seguendo le indicazioni di Gaspare Pulizzi, ex fedelissimo dei boss di Tommaso Natale, che da poco ha cominciato a collaborare con la giustizia.
I capimafia avevano affittato la villetta sul mare fornendo false generalità, e mostrando documenti contraffatti al proprietario. Quest’ultimo è stato già interrogato dalla procura di Palermo. L’uomo ha detto di aver sempre affittato stagionalmente la villetta e di non aver immaginato che gli inquilini dell’estate 2007 fossero due capimafia. Il proprietario della villa di Trappeto, che non è indagato, ha quindi fornito agli inquirenti le fotocopie dei documenti falsi a lui consegnate dai Lo Piccolo al momento di pattuire l’affitto.

Nella casa sulla spiaggia di Trappeto, i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo l’estate scorsa non sono andati da soli. Si sono fatti accompagnare proprio dal fedele Gaspare Pulizzi, che aveva affittato una villetta vicina, anche questa sul mare, dove si è fermato con la sua famiglia nello stesso periodo, due mesi, per poter seguire da vicino la latitanza dei suoi capi. Anche il proprietario di questa casa, interrogato ha detto di non conoscere la reale identità del suo inquilino. Neanche lui risulta indagato. Le villette sono state ispezionate dagli investigatori, ma nulla di utile alle indagini sarebbe emerso dai rispettivi sopralluoghi, prova che i boss vi avrebbero soggiornato solo per brevi periodi.

http://www.partinico.info/

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