LA MAFIA DEL VALLONE……

L’associazione culturale denominata LA RADICE,fondata nel comune di Valleunga Pratameno,è “un’organizzazione di volontariato che intende perseguire finalità di solidarietà sociale.Non persegue fini di lucro,pertanto è un’organizzazione no-profit e ritenendo la cultura,in tutte le sue accezioni,locale,nazionale,comunitaria ed internazionale,il mezzo più adatto ed efficace per l’evoluzione dei popoli…..”.Il concetto di cultura altro non è che “una visione della vita”,dei suoi valori di fondo,che i soggetti,singolarmente e comunitariamente,devono ricevere,vivere e trasmettere alle generazioni future. Diceva un grande filosofo tedesco Martin Haideggher che tutti noi nasciamo in u solco già scavato da altri e che nessuno di noi deve cominciare da capo,ma deve continuare a scavare il solco….Così emerge,all’interno di un vero percorso culturale,il concetto fondamentale di comunità locale,di storia locale e,dunque,di riscoperta e salvaguardia delle proprie RADICI. Un concetto,quello della storia locale,oggi ampiamente rivalutato proprio contro il maldestro tentativo di MASSIFICAZIONE del genere umano e di perdita delle IDENTITA’ locali,regionali e nazionali. Contro questo percorso di assoluto relativismo STORICO-CULTURALE,urge riscoprire le proprie radici,metabolizzarle,viverle tramandarle alle nuove generazioni. Il concetto di RADICE,però,implica anche la presenza,in forza della dialettica etico-storico-sociale,tra bene e male,di qualche radice SELVATICA che i percorsi negativi della storia hanno fatto crescere e sviluppare. Bisogna prenderne atto per un efficace percorso di contrasto alla Radice selvatica. Esattamente ciò che ha fatto la predetta associazione culturale,ponendo in essere un interessante lavoro di ricerca sulla mafia del Vallone. Su che cosa sia la mafia,credo non ci sia bisogno di spendere troppe parole,vivendo in Sicilia! Il Vallone è,per chi non lo conoscesse,quella parte centrale della Sicilia,dove si incontrano le punte estreme di tre provincie:Palermo-Caltanissetta-Agrigento. Costituito da comuni,della provincia nissena, come Mussomeli,Villalba,Vallelunga,Sutera,Campofranco,Milena,Bompensiere,Montedoro,Campofranco. Dai comuni di Cammarata,San Giovanni Gemini,della provincia di AG e dai comuni di Lercara Friddi e Castronovo di Sicilia della provincia di Palermo. Questo territorio ha assunto, nella storia repubblicana della Mafia, un ruolo di primaria importanza. Infatti è notorio a tutti come personaggi del calibro di Don Calò Vizzini,Genco Russo,Luck Luciano,rispettivamente capi mafia di Villalba,Mussomeli e Lercara,hanno dato un notevole contributo allo sbarco degli americani nell’isola. Una mafia,quella degli anni ’40,sostanzialmente legata alla gestione dei feudi,agraria,ma che non ha disdegnato di creare legami politici con i potenti di turno per avere anche la gestione politico-amministrativa del territorio. Infatti il famoso Don Calò Vizzini,fu nominato sindaco di Villalba il 27 luglio 1943 proprio dagli americani. A proposito di Don Calò,voglio narrarvi un fatto,storicamente accaduto,raccondatomi da una persona che lo ha conosciuto personalmente.Un giorno Don Calò,accompagnato sempre dal suo autista,scese a Palermo per “disbrigo pratiche”.All’improvviso,a metà della via Roma,gli venne da minzionare e fece fermare il suo autista. Non curante di trovarsi nel cuore della città,si mise in una traversa e minzionò!Un vigile urbano assistette alla scena e multò il malcapitato Don Calò con lire 500. Don Calò,sotto lo sguardo attonito ed incredulo del vigile,estrasse,dalla sua tasca,un mazzone di soldi,prese 1000 lire e li diede al vigile. Il quale,replicò,non conoscendo il personaggio in questione,che non aveva il resto.Don Calò non si scompose più di tanto,fece scendere il suo autista e gli disse:”piscia puru tu!”. Dopo di chè si rivolse al vigile e gli disse:”ora siamo pari”!

Per non divagare, e ritornare al tema,l’associazione La Radice,ha posto in essere una ricerca “dal basso” del fenomeno mafioso nel vallone.Cioè sono state poste in essere delle ricerche,da parti di ragazzi,dei diversi comuni predetti,proprio sui personaggi di spicco della mafia del vallone.La mafia di ieri legata fortemente a quella di oggi.Così come esiste un forte legame posito tra la cultura di ieri e di oggi,in egual modo,ciò avviene tra la Radice “malata “di ieri,che genera altre Radici “malate” di oggi.Duque,da Don Calò Vizzini,ai corleonesi di Totò Riina e di Bernardo Provenzano,trovando strettissimi collaboratori nel nisseno,nell’agrigentino e nell’ennese.E’ notorio a tutti come nel feudo di Verbuncaudo si sia nascosto il “Papa”della mafia Michele Greco.Così come molti mafiosi del vallone,capeggiati dai Madonia di Vallelunga,abbiano partecipato alla stagione stragista posta in essere dal capo dei capi. Queste ricerche,sono state raccolte e pubblicate. Cioè affidate alla memoria collettiva,per non dimenticare.Dunque un plauso a questa interessante iniziativa che partendo da un importante evento storico,lo sbarco degli americani in Sicilia,ha analizzato tutto l’interessante contorno che permise tutto ciò.

La cultura,cioè il cambiamento radicale di mentalità,l’affermazione del senso dello Stato,delle sue istituzioni e delle sue leggi,unitamente ad un sano percorso etico-morale e al fenomeno repressivo posto in essere dai magistrati e forze dell’ordine,danno a tutti noi la speranza di credere in un futuro migliore,senza Mafia,per il quale ci battiamo con grande senso di civiltà.

Quadri del pittore partinicese:Prof.Gaetano Porcasi:

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