RITORNO SUI BANCHI DI SCUOLA….

L’Ocse, la Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico di cui fanno parte 30 Paesi del mondo, ha dato i suoi numeri sulla situazione internazionale dell’istruzione nel consueto rapporto, Education at a Glance 2008.

Spulciando tra gli indicatori del Capitolo D non mancano le sorprese degne di attenzione e di attenta riflessione.

A 15 anni gli studenti italiani stanno sui banchi di scuola per 1089 ore all’anno di curricolo obbligatorio (33 ore in media alla settimana), contro una media europea che va da un minimo di 763 ore di curricolo obbligatorio ad un massimo di 902 (nell’Ocse da 706 a 910): 22/23 ore settimanali in media in Europa, contro le 33 in Italia.

In Italia le classi, tra scuola statale e non statale, sono composte mediamente da 18,4 alunni nella primaria e da 21 nella scuola secondaria, contro una media europea di 20,2 nella primaria e 22,7 nella secondaria. Nella scuola elementare, classi meno numerose le troviamo solo il Islanda, Slovenia, Lussemburgo e Russia.

Il rapporto insegnante/alunno vede l’Italia attestarsi su numeri bassi: 10,7 alunni per docente nella primaria e secondaria, contro una media europea di 14,5 nella primaria e di 11,9 nella secondaria. Per fare un esempio specifico, in Finlandia la media è di 15,0 nella primaria, 12,9 nella secondaria.  

Bassini anche gli stipendi degli insegnanti italiani (e lo si sapeva) se raffrontati a quelli dei colleghi europei. All’inizio della sua carriera un insegnante elementare percepisce circa 24 mila dollari l’anno (16.800 euro) che sono diventati 35.600 alla fine della carriera (25.000 euro); un docente di scuola superiore parte con 26.000 dollari (17.500 euro) e matura uno stipendio di circa 40.900 (28.700 euro) alle soglie della pensione. In Europa mediamente si percepisce di più: da un minimo di 28.500 dollari ai 46.700 per gli insegnanti elementari al top della carriera; da un minimo di 31.700 ad un massimo di 53.000 dollari per gli insegnanti di scuola secondaria superiore.

Se proprio volete diventare ricchi, andate in Lussemburgo: all’insegnante di scuola primaria si riconoscono da un minimo di 50.000 dollari all’inizio della carriera, ai 102.000 circa quando lo stesso è al vertice; all’insegnante di scuola superiore le cose vanno ancora meglio: si varia dagli oltre 72.000 dollari (3.800 euro per 13 mensilità) ai quasi 126.000 (6.800 euro sonanti al mese).

E veniamo ad un punto critico: quanto tempo l’insegnante dedica all’insegnamento in classe? Questo indicatore ci condanna agli ultimi posti nella graduatoria. Secondo i dati Ocse, nella scuola primaria italiana le ore di effettivo insegnamento sono 735 all’anno, mentre nella secondaria, di primo e secondo grado, sono mediamente 601.

La media europea presenta i seguenti numeri: nella scuola primaria le ore di insegnamento effettivo sono 806, mentre nella secondaria sono 672 (scuola media) e 634 (superiore). Ma abbondano le eccezioni. In Finlandia si insegna dalla cattedra per un tempo scuola ancora più basso: 673 nella primaria; 589 nella media; 547 nella superiore.

Negli Stati Uniti, l’eccesso opposto, le ore di insegnamento trascorso in classe sono ben 1.080 in tutti e tre gli ordini di scuola (una media di 6 ore al giorno) mentre al docente è chiesto di restare a scuola per altre 250/280 ore l’anno. Buona la paga Usa, anche se non eccezionale.

Quali le conclusioni?

Da noi lavorano più gli alunni degli insegnanti, dato che è più il tempo speso dai ragazzi nelle aule che non il tempo dedicato a impartire loro un insegnamento curricolare.

Complici le troppe discipline e la mancanza, almeno alle superiori, di una distinzione tra curricolo obbligatorio e curricolo opzionale.

Se si vuole innalzare la qualità della scuola italiana, specie nella fascia degli alunni quindicenni, una strada da perseguire è quella dell’incrocio tra tempo trascorso in aula e offerta di insegnamenti fondamentali da parte dei docenti. È necessario riqualificare il tempo scuola, già a partire dalla scuola primaria, riducendo all’essenziale discipline e ore d’insegnamento e aumentando qualità e densità degli insegnamenti.

Una sfida che implica la revisione dell’impianto complessivo dell’offerta formativa, specie della secondaria di secondo grado, mediante la distinzione tra insegnamenti obbligatori e altri scelti facoltativamente dalle famiglie.

Argomenti correlati:

SCUOLA/ Non di soli fannulloni è fatta la nostra classe docente

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=5327

ISTRUZIONE/ Dall’Ocse l’ennesima conferma: la nostra scuola spende molto, e male

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=5245

Il Rapporto Ocse(in Inglese)

http://www.ilsussidiario.net/openlink.htm?http://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_37455,00.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: