Carini nel cinquecento….di Giovanni Filingeri.

 

Premessa

 

La storia di Carini mostra larghe zone d’ombra, spazi non sufficientemente indagati e comunque ricostruzioni non suffragate da meticolose ricerche documentarie. Si è reso, pertanto, necessario l’allargamento della ricerca verso ambiti meno studiati o forse involontariamente trascurati dagli storici.

Il saggio, che qui si presenta, è la sintesi di un approfondimento archivistico durato circa un biennio. Esso si sofferma a “fotografare” l’immagine urbana di Carini nel Cinquecento e le sue impareggiabili emergenze architettoniche. Una descrizione scarna che coglie, fuggevolmente, i fatti più salienti della vita urbana e la sua evoluzione tangibile, in un humus sociale complesso che necessita di approfondimenti per poterne recepire gli ultimi esiti. Si scopre, così, la straordinaria bellezza di monumenti che la storia locale ignora del tutto o quasi. Si abbozza l’immagine di una città viva e genuina che si ricompone, come le tessere di un mosaico, attraverso l’approfondimento della sua cultura artistica e materiale, nelle sue varie forme espressive, permeata dalla primordiale vocazione agricola e pre-industriale. Si rivelano, altresì, le intenzioni, gli scenari operativi, le connessioni tra gli uomini del mondo religioso, economico e culturale che tale patrimonio hanno costruito e prodotto.

La loro conoscenza ci riporta alle radici umane e all’identità culturale del popolo carinese che, sedimentate nel corso dei secoli, vanno riconosciute, riappropriate e tutelate dall’intera collettività. Sappiamo, infatti, che l‘appropriazione della memoria storica collettiva, in un’ottica sociale, stimola positivamente la diffusione e la produzione di una nuova cultura che può farsi interprete dei bisogni della comunità, attraverso un uso dinamico ed intelligente delle risorse locali (ambientali, beni culturali ecc.). Inoltre, la ricerca, nella città del passato o nel passato della città, di quei modelli di vita, di cultura e di storia, vivi ed eterni, ci può aiutare a comprendere il presente in cui viviamo, il senso e le possibilità delle sue trasformazioni.

A tal proposito ci è sembrato opportuno offrire in visione all’attento lettore o studioso il materiale documentaristico, cioè le imprescindibili fonti primarie attraverso le quali poter correlare ed interpretare quel complesso di eventi, dati e segni che, spesso, vengono forniti dal territorio in maniera anonima ed indistinta. Pertanto, l’approccio e gli itinerari di ricerca conservano (intenzionalmente) il carattere di chi vuol dare al testo la veste documentaria rigorosamente locale, con pochi richiami di carattere storico generale. E, quasi certamente, con la raccolta e il riordino sistematico di fonti, più o meno inedite, si può già definire una griglia di informazioni e di conoscenze di base, utile a ricostruire la storia di Carini e del suo territorio.

Il ricorso frequente alla notazione ha il duplice obiettivo di colmare la carenza di citazioni di fonti da parte della storiografia locale e, al tempo stesso, quello di rendere il lettore partecipe e critico della documentazione di riferimento. A tal fine, il testo è indenne da paludamenti accademici, accompagnandosi ad un serie di dati ed illustrazioni. L’uso indiscriminato del presente storico serve, poi, a descrivere con maggior vivacità gli episodi e le citazioni archivistiche coeve.

La nostra ricerca, oltre della rassegna delle chiese preceduta da alcune puntualizzazioni in merito al loro inserimento nel tessuto urbano in continua evoluzione e di cui costituiscono presenza significante, si occupa degli aspetti iconografici e devozionali dei luoghi di culto e della fervida religiosità popolare che ha fatto germogliare le numerose confraternite carinesi; maggior spazio dedica alla ricostruzione della viabilità generale e delle sue intrinseche connessioni con le principali direttrici d’espansione dell’urbano carinese.

A tal proposito, è opportuno chiarire che l’evoluzione del tessuto urbano dei secoli XII-XV, basandosi su fonti frammentarie che datano dal 1270 al 1547 e dagli spunti tratti sul campo, è meritevole di ulteriori indagini ed approfondimenti. E’ difficile ricostruire la dimensione urbana di una comunità riproducendone tutti gli aspetti, quasi come una serie di istantanee, in specie quando mancano le fonti o queste non sono tempestivamente consultabili’. Peraltro, è innegabile, e certamente non giova all’economia di questo studio, che le vicende relative alla genesi urbanistica di Carini siano state del tutto trascurate dagli esperti di storia medievale.

Oltre della dimensione urbana, il saggio si occupa di rievocare un evento che ha dato popolarità e spessore alla storia di Carini negli ultimi cinquecento anni, appassionando intere generazioni. Si tratta del “caso” della baronessa di Carini, il triste epilogo di una tragica ed inquietante vicenda familiare, che ha alimentato molto la fantasia popolare.

Pertanto, con un approccio che si propone di essere efficace e coinvolgente perché l’amore per la storia sia sempre più diffusa, ne scaturisce un percorso che – spero – possa condurre il lettore ad addentrarsi nel contesto storico e culturale della cittadina: una completezza di visione ed interessi che può qualificare il lavoro per se stesso come fatto di ricerca e soprattutto per gli aspetti documentaristici.

Resta una serie d’interrogativi, volontariamente introdotti nella stesura del testo, con il proposito di innescare una continuità d’interesse e suscitare la maturazione d’altre proposizioni e ricerche.

Un ringraziamento particolare va all’Amministrazione Comunale di Carini e all’Unione dei Comuni della Baronia Carini Giardinello, che hanno accolto con entusiasmo e disponibilità la divulgazione di questo saggio.

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3 Risposte

  1. Egregio Dottore,
    sono un impiegato della Biblioteca Etnografica “G. Pitrè”,
    come è noto il Comune non ha i fondi per acquisto libri; il personale sta contattando personalità, Comuni, Provincie, Regioni e altre Biblioteche, che possano fornirci materiale
    per arricchire il nostro patrimonio culturale.
    Ritenendo che il suo libro: “Carini nel cinquecento”, possa essere utile al contesto la preghiamo di farcene dono.
    Cordiali saluti Vincenzo Oliveri
    visita il mio sito: http://www.webalice.it/vincoli59

  2. Ill.mo Dott.Oliveri,
    l’autore del saggio in questione non sono io,ma il Dott.Filingeri.Io ho solamente recensito il volume nel mio blog.Posso girare la sua richiesta all’autore e se egli lo riterrà opportuno ve ne farà pervenire copia.
    Cordiali saluti.

  3. certo che la vera storia non sempre le persone la VOGLIONO conoscere ma la storia DI vita CHE RIIGUARDANO I PROPRI ANTENATI vissuta FA MOLTO BENE CONOSCERE CHE GRAZIE HA LORO OGGI NOI SIAMO QUI

    pero si cerca sempre di raccontare le storie non nostre mi piacerebbe LEGGERE QUESTO LIBRO

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