LE BIOTECNOLOGIE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA NOSTRA VITA

      

In guerra contro i tumori 

 di  Giovanni Perconti

(articolo segnalato al blog dall’On.Ferdinando Russo)

 

Si è tenuto a Palermo, presso Palazzo Steri, un corso dal titolo “Biotecnologie e Medicina”. Il corso è stato patrocinato dall’Università degli Studi di Palermo, dal Centro di Oncobiologia Sperimentale (C.OB.S.) e dalla Regione Siciliana – Assessorato alla Sanità.

Il corso si è svolto all’interno della Sala Magna dello storico palazzo del ‘300 dove esperti hanno preso la parola discutendo diversi esempi delle più moderne applicazioni in campo biotecnologico.

L’incontro è stato organizzato in due sessioni presiedute dal prof. Leonardo Santi, presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie e le Scienze della Vita di Roma, e dalla prof.ssa Ida Pucci Minafra, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Applicazioni Cliniche (D.O.S.A.C.) e Presidente del C.OB.S.

La prima sessione è stata aperta dal prof. Santi il quale ha sottolineato come le biotecnologie intervengano nel miglioramento di molteplici aspetti della nostra vita avendo applicazioni in diversi campi e settori come la farmacologia, la medicina, l’agricoltura, la zootecnia, la bio-industria, la scienza forense, l’ambiente e tanto altro. Da questo l’importanza e la necessità di una informazione corretta e diffusa su questi argomenti.

Il primo seminario è stato tenuto dal prof. Carlo Alberto Redi, Accademico dei Lincei e direttore scientifico della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo di Pavia, il quale ha affrontato il tema di estremo interesse della ricerca sulle cellule staminali descrivendo come queste cellule si originano e le potenzialità terapeutiche sia delle staminali somatiche (o adulte) che di quelle embrionali. A seguire la dr.ssa Adriana Albini, Responsabile Ricerca Oncologica del Polo Scientifico e Tecnologico IRCCS Multimedica di Milano ha discusso come l’individuazione di nuovi indicatori predittivi e di bersagli terapeutici può essere decisiva nella prevenzione e nella cura di una malattia estremamente complessa e diversificata come il cancro. Ha preso quindi la parola il Dr. Antonio Pizzuti dell’istituto CSS-Mendel di Roma che ha esposto una sintesi di quali sono oggi, nell’era post-genomica, le nostre conoscenze sulle malattie genetiche.

Nella stessa sessione hanno preso la parola il prof. Marco Soria, Professore Ordinario di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, il prof. Lorenzo Silengo del Dipartimento di Genetica, Biologia e Chimica Medica dell’Università degli Studi di Torino, e il dott. Carlo Serafini della Merck Serono S.p.A. di Roma. Questi studiosi hanno evidenziato l’influenza sulla farmacologia delle più recenti scoperte nel campo delle biotecnologie. E’ noto che le risposte ad alcuni farmaci sono individuali o che le dosi efficaci di un farmaco possono variare tra pazienti e questo è dovuto alle differenze esistenti  tra i genomi dei diversi individui; questi genomi possono potenzialmente essere modificati mediante il trasferimento di materiale genetico allo scopo di prevenire o curare le malattie. Sono stati affrontati questi argomenti approfondendo alcuni concetti come quelli di farmacogenetica, farmacogenomica e terapia genica sottolineando anche le difficoltà e il tempo necessari per sviluppare, provare e produrre nuovi farmaci.

Dopo la pausa pranzo durante la quale i partecipanti al congresso hanno scambiato idee e pareri sugli argomenti trattati, si è aperta la sessione pomeridiana con l’intervento della prof.ssa Ida Pucci Minafra la quale da diversi anni si occupa dello studio della proteomica del carcinoma mammario. Durante il suo seminario la prof.ssa Pucci Minafra ha messo in risalto diversi concetti importanti. E’ noto a tutti ormai che l’insorgenza e la progressione di un tumore sono causate dalla mutazione di alcuni geni ma non tutte la mutazioni hanno la stessa importanza. Alcune mutazioni intervengono secondariamente quando il tumore si è già formato e vengono dette passenger al contrario delle mutazioni driver che iniziano il processo di trasformazione neoplastica. Lo scenario dei geni coinvolti nella maturazione di un tumore, sottolinea la prof.ssa Pucci Minafra, è quindi molto complesso e questo in particolare vale per una malattia molto eterogenea come il tumore mammario.

Un altro concetto importante emerso durante l’incontro è che alcuni tumori possono essere causati da un infezione virale, come spiegato dal prof. Antonio Perino direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria P. Giaccone di Palermo. In particolare il cancro del collo dell’utero può essere provocato da alcuni virus della famiglia dei Papilloma virus; molte persone vengono in contatto con questi virus, ma nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a contrastare l’infezione del virus del quale non rimane traccia. In una piccola percentuale di casi, invece, il virus può rimanere nel corpo di un individuo infettato aumentando le possibilità di insorgenza del cancro. Questo oggi si può prevenire, spiega il prof. Perino, mediante la vaccinazione. Nei successivi interventi il prof. Feo, del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Applicazioni Cliniche (D.O.S.A.C.) di Palermo, ha descritto come marcatori tumorali, ovvero molecole che ci segnalano la presenza o ci consentono di conoscere lo stadio di un tumore, possono essere ricercati tra le proteine coinvolte nel metabolismo cellulare, mentre la prof.ssa Carla Giordano (D.O.S.A.C.) e il prof. Vittorio Gebbia (Oncologia Medica – Clinica “La Maddalena” – Palermo) hanno parlato rispettivamente delle basi molecolari dell’insorgenza del tumore alla tiroide e dell’individuazione di bersagli terapeutici nelle neoplasie del tratto gastro-intestinale.

Il congresso si è chiuso con l’intervento del prof. Ettore Cittadini, presidente della Fondazione Istituto San Raffaele – Ospedale G. Giglio di Cefalù, che ha evidenziato come le più avanzate scoperte nel campo delle biotecnologie possano trovare applicazione anche nel trattamento dell’infertilità di coppia. Il prof. Cittadini si è soffermato in particolare sulle prospettive terapeutiche offerte dall’uso delle cellule staminali nel campo della medicina della riproduzione.

Il valore dell’incontro descritto è legato alla grande quantità e all’interesse degli argomenti trattati oltre che all’importanza dei relatori provenienti da diversi istituti scientifici e università italiane.

Tutti i partecipanti hanno rimarcato con i loro interventi la crescente importanza delle biotecnologie per la ricerca e lo sviluppo in ambito medico e hanno fornito agli iscritti al corso numerosi esempi dei vantaggi ma anche dei problemi delle applicazioni biotecnologiche nell’ambito della ricerca preclinica e clinica.

 Giovanni Perconti.

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