DL137(Riforma Gelmini)votato alla Camera il 9 Ottobre 2008

Testo del DL 137 (Riforma Gelmini) con il maxi emendamento votato alla Camera il 9 ottobre 2008 ed in attesa di pubblicazione sulla Gazetta Ufficiale. 

Decreto Legge Gelmini

D.L. 1° settembre 2008, n. 137 – Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università. (G.U. 1° settembre 2008, n. 204).

 

 

 

 

 

Testo con la integrazione delle norme previste dal maxiemendamento.

Articolo 1. Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.
        1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altres attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.
        2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Articolo 2. Valutazione del comportamento degli studenti.
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivit ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
        1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’universit e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
        2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento  effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
        3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universit e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravit del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonch eventuali modalit applicative del presente articolo.

Articolo 3. Valutazione del rendimento scolastico degli studenti
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
        1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimit, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
        2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonch la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.
        3. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
        3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297,  sostituito dal seguente:
            «4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo  espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi».
        4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,  abrogato.
        5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universit e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilit degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalit applicative del presente articolo.

Articolo 4. Insegnante unico nella scuola primaria 
1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64  ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una pi ampia articolazione del tempo-scuola.
        2. Con apposita sequenza contrattuale  definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
        2-bis. Per la realizzazione delle finalit previste dal presente articolo, il ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’universit e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalit di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalit di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
        2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.

Articolo 5. Adozione dei libri di testo 
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si  impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinch le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Articolo 5-bis. Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento
1. Nei termini e con le modalit fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
        2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.
        3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva  sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria  disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

Articolo 6. Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria 
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341 e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attivit di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento, nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.
        2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.

Articolo 7. Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  sostituito dal seguente: 
«433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attivit professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attivit didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».

Articolo 7-bis. Provvedimenti per la sicurezza delle scuole 
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni,  destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso  ricompreso.
        2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse gi assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonch quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.
        3. La revoca di cui al comma 2  disposta con decreto del ministro dell’istruzione, dell’universit e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalit, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa  disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
        4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalit,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilit di eseguire le opere.
        5. Il ministro dell’istruzione, dell’universit e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticit sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.
        6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.
        7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell’economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

Articolo 8. Norme finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
        1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
        2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sar presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

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10 Risposte

  1. Per gli insegnanti e per i precari
    http://insegnanti.miglioramento.com
    http://precari.miglioramento.com

  2. L’emendamento approvato alla Camera, di istituire classi separate per gli immigrati, e’ una vergogna, che cambia radicalmente i connotati della scuola pubblica. Da luogo dell’integrazione, dell’apprendimento e della socializzazione, ora diventa luogo di segregazione, intolleranza e diffidenza.
    Se ne vuoi sapere di piu’, leggi qui

  3. io direi volentieri…ma stamm pazziann? cioè ma veramente skerziamo? ma ki è questa idiota che si permette di farci da stato? cioè una che vuole privatizzare la scuola con il debito pubblico che ci ritroviamo…va solo sua figlia a scuola, sempre se non si è ammazzata per disperazione…
    una che non vuole classi miste xk gli stranieri “rallentano” il programma…allò primo, chi vuoi che ci và a scuola se la privatizzi? quindi altro che programma, dopo li metti a guardare i programmi televisivi…seconda cosa…e del sociale? cioè tu per farti forte e pèr compensare altre spese, togli tutto alla scuola..la unica vera fonte di futuro…ma scherzi?
    ma poi …io sono vedente e vado in una scuola per non vedenti..il 30% della scuola è vedente per mermettere proprio la socialità tra questi due…
    e tu che fai? la togli. perchè x te essere diverso, essere qualsiasi altra xsona che non sia come i tuoi sporchi figli, sia una nullità. ma chi sei? ma come ti permetti di venire qui a dettare leggi? ma guardati allo specchio e fatti un esame di coscienza..
    togli dei soldi a noi per darli alle armi..li dove c’è guerra…allora sai cosa vi dico? la guerra ve la cercate…e mi fate schifo.
    ma come potete poi pretendere?
    noi che vi preghiamo per ANDARE A SCUOLA. noi che ci sforziamo di essere migliori. perchè? perchè in questo sporco mondo se non hai una laurea non lavori. oppure non sei nessuno. e tu ci togli questa possibilità, quella di essere la gente del futuro…ma quale futuro possiamo prosperare e creare noi per voi che ci trattate così?
    senti gelmni senti un consiglio. io sono una dei tanti, ma spero che lo stesso mi ascolti: da grande era meglio se facevi la puliscicesso. magari ti riusciva meglio comandare.

  4. Sono tutte cazzate.Le riforme,e tutti i ben di Dio,compresi scioperi alle riforme in italia non hanno mai cambiato nulla.

    Ergo,chi avrà potere,farà quello che vuole,mentre chi non ne ha,non avrà mai voce in capitolo.E questa cosa non si cambia.

    Al di là del fatto se sono pro o contro alla riforma,questa situazione c’è stata anche quando si sono reintrodotti gli esami di riparazione.Quindi,i ragazzi,le ragazze e tutte le associazioni studentesche,fanno casino per niente.

  5. gelmini accirete…………….

  6. RIFORMA GELMINI LE RAGIONI DEL NOSTRO NO!

    Centinaia di migliaia di studenti, insegnanti e genitori stanno scendendo in
    piazza in ogni città d’Italia contro la Riforma scolastica del Ministro
    Gemini.
    Lotta Studentesca, parte attiva in queste iniziative di protesta, vuole
    brevemente spiegare le ragioni del dissenso che la portano a manifestare in
    piazza con altre decine di sigle studentesche, anche di sinistra. La natura
    degli attacchi all’istruzione pubblica assume una portata ed un rilievo
    senza precedenti, nonostante non sia il primo degli attacchi alla scuola
    bensì il coronamento di un processo di disintegrazione iniziato quantomeno
    vent’anni or sono.
    Questi ultimi provvedimenti economici sono figli della sistematica
    deresponsabilizzazione dello stato nei confronti dell’istruzione, e si
    muovono nell’ottica si paragonare la scuola ad una qualsiasi azienda che
    debba seguire le leggi del mercato. L’aziendalizzazione della scuola aprirà
    la porta ai privati, che prevedibilmente diventeranno i decisori della
    didattica e padroni della conoscenza.
    Si tratta del compimento di un progetto che vede come obiettivo principale
    da una parte l’istituzione di poli d’eccellenza privati e alta formazione
    per pochissimi facoltosi, dall’altra percorsi formativi scadenti e senza
    servizi per tutti gli altri. E questo è il punto principale del nostro
    dissenso. Con la riforma Gelmini si trasformano le scuole in fondazioni
    private.
    Nelle scuole-fondazioni i consigli d’istituto si trasformeranno in consigli
    di amministrazione, di cui faranno parte anche “rappresentanti dell’ente
    tenuto per legge alla fornitura dei locali della scuola ed esperti esterni
    scelti in ambito educativo, tecnico o gestionale”, leggi “privati
    interessati”.
    Contestiamo l’enorme taglio di finanziamenti statali alla scuola.
    Attualmente, nel settore dell’istruzione, la spesa in rapporto al Pil nella
    media dell’Unione è pari al 5,1%. L’Italia è già notevolmente al di sotto
    della media con una quota intorno al 3%.
    I tagli promossi dalla Gelmini per manifesto volere del Ministro
    dell’Economia Giulio Tremonti, si aggirano intorno agli otto miliardi di
    euro. L’effetto di queste misure colpisce innanzitutto gli organici:
    verranno tagliati i posti di 87mila insegnanti più alcune decine di migliaia
    di posti tra collaboratori scolastici, personale di segreteria etc.
    Con i tagli dei finanziamenti per le assunzioni, al posto di molti docenti
    di ruolo avremo molti docenti precari: poiché le nomine sono solitamente
    annuali, ad ogni inizio scolastico cambieranno la maggior parte dei docenti,
    ossia vedremo distrutto completamente il principio della continuità della
    didattica. A farne le spese saranno in primo luogo gli studenti, ma anche i
    giovani insegnanti a cui si vuole negare un futuro nel nome di una strana
    forma di “just in time”.
    La volontà del governo di “fare cassa” sulla scuola avrà effetti non
    commensurabili e che danneggeranno il futuro di tutti gli italiani.
    Stando a quanto detto dalla Gelmini, buona parte degli istituti “minori”,
    ossia quelli con meno di 600 alunni verranno unificati.
    Complice la grave crisi economica in cui riversiamo, questo significherà un
    notevole aumento delle spese di trasporto degli studenti di provincia che
    incideranno negativamente sul bilancio famigliare.
    Le ore settimanali di lezione verranno ridotte a 24 nella scuola primaria,
    con l’introduzione dell’ormai famoso “maestro unico”. La scuola primaria
    italiana, per quanto a nostro soggettivo avviso sia scaduta, è sempre stata
    una delle poche eccellenze nazionali.
    Il maestro unico è un’idea che farebbe regredire l’Italia di almeno 50 anni.
    Non siamo contrari ad esso a priori, sarebbe una buona idea in tutt’altro
    contesto.
    Sappiamo tutti che le nostri classi non sono più quelle di una volta, ed i
    nostri insegnanti nemmeno. Nel corso degli anni infatti i docenti, da una
    generale competenza onniscente, sono passati ad una sempre maggiore
    specializzazione. Oltretutto abbiamo a più riprese denunciato la nota
    ignoranza di molti dei nostri docenti, e per questo la specificità
    dell’insegnamento diviene ineludibile. Inoltre dobbiamo confrontarci con il
    problema degli stranieri.
    Infatti sono 700 mila, secondo le previsioni del ministero dell’Istruzione,
    gli studenti di origine straniera che si sono seduti sui banchi all’inizio
    del nuovo anno scolastico. La scuola italiana si trova di fronte a un boom
    che non ha precedenti neppure rispetto alle grandi cifre degli ultimi anni
    che hanno fatto registrare tra le 46mila e le 50mila nuove iscrizioni.
    L’aumento rispetto alla stagione didattica 2007-2008, che aveva visto
    574.133 studenti stranieri iscritti, sarebbe infatti di oltre 125mila nuove
    iscrizioni. Sempre secondo le stime del ministero, ai ritmi di crescita
    attuale del fenomeno, entro il 2011 si arriverà a quota un milione di
    studenti figli dell’immigrazione.
    Gli studenti italiani già pagano il prezzo peggiore di questa immigrazione,
    ossia una progressiva scadenza della qualità della didattica, immaginiamo
    quindi cosa potranno imparare in una classe con una percentuale elevatissima
    di studenti stranieri gestita da un maestro unico!
    Con più di 30 alunni il tempo che il docente potrà dedicare ai singoli
    studenti sarà sempre minore, buttando ai venti l’efficacia della sua azione
    educativa.
    Passiamo alla cancellazione nei fatti del “tempo pieno: una forma di attacco
    indiretto alla famiglia italiana. I genitori entrambi lavoratori, ossia la
    maggior parte, non potranno che affidare i propri bambini ad istituti
    privati a pagamento. Anche qui, possiamo immaginare quali spese ulteriori
    dovranno affrontare le famiglie italiane.
    Cosa propone LOTTA STUDENTESCA
    – Cancellazione di tutti i provvedimenti che prevedono la trasformazione di
    scuole e università in fondazioni di diritto privato, dell’autonomia
    scolastica e universitaria, di ogni forma di regionalizzazione e di
    differente stanziamento di finanziamenti, annullamento di qualsiasi
    stanziamento statale agli istituti privati: la scuola deve essere pubblica,
    statale ed unitaria.
    – Piano di edilizia scolastica per la totale revisione degli edifici
    scolastici, di cui oggi almeno la metà non ottempera ai requisiti minimi di
    sicurezza. Lotta Studentesca pretende dalle istituzioni nuovi investimenti
    nel settore edilizio per permettere l’utilizzo agli studenti di spazi dediti
    ad attività sportive e culturali, dotati di piani di sicurezza adeguati e
    rispettosi dei canoni di agibilità, ordine e pulizia odiernamente
    trascurati. Chiediamo anche una completa revisione estetica degli istituti,
    che spesso si presentano esternamente decadenti ed indecorosi. Senza buona
    forma non ci può essere buona sostanza.
    – limite massimo di 20 alunni per aula, per favorire l’apprendimento degli
    studenti e le capacità didattiche degli insegnanti.
    – numero paritario di studenti, docenti e personale non docente nel
    Consiglio d’Istituto. La scuola è di tutti e prima di tutto degli studenti,
    la loro voce deve avere un valore maggiore.
    – aumento salariale uguale per tutti i lavoratori della scuola. La scuola
    italiana è quella che peggio tratta i suoi dipendenti, e non a caso il
    livello di istruzione e cultura media sta scemando.
    – no agli stage ed al tirocinio gratuiti, che sono il baluardo dello
    sfruttamento del lavoro.
    – applicazione del turn-over: per ogni insegnante che va in pensione deve
    essere assunto un giovane docente.
    – abolizione del precariato scolastico e della flessibilità
    – Più sport nelle scuole! Lotta Studentesca chiede un aumento immediato
    delle ore di Educazione Fisica, materia fondamentale per lo sviluppo fisico
    e mentale dello studente, materia in cui si possono potenzialmente superare
    tutte le differenze sociali tra gli alunni e realizzare una reale parità.
    Chiediamo che l’educazione fisica diventi insegnamento obbligatorio per
    tutti coloro che non sono vittime di gravi e reali impedimenti, e non più
    materia facilmente eludibile come è oggi. Vogliamo strutture più attrezzate
    nelle scuole che possano servire anche in orari pomeridiani soprattutto nei
    quartieri popolari più disagiati
    Lotta Studentesca

  7. Caro Kamerad,grazie per essere intervenuto su un tema così attuale e scottante come la riforma della scuola e soprattutto il concetto di scuola come veicolo fondamentale ed insostituibile,in uno stato di diritto,per educare le giovani generazioni.
    Grazie anche a tutti coloro i quali hanno espresso il loro parere su questo blog!

  8. ciao, diffondete questa iniziativa contro la legge 133 http://blogspam.wikidot.com

  9. troppa strumentalizzazione

  10. che tristezza ,scimmiottare i vostri nonni senza un pensiero autonomo W la Gelmini e abbasso la vostra insipienza

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