Quando la mafia trovò l’America…..di Salvatore Lupo*

La mafia non si identifica con una società locale, ma rappresenta il frutto perverso dell’incontro di ambienti tra loro diversissimi. Anche per questo la sua storica fortuna deriva dall’intreccio tra i due versanti. Un intreccio che viene generalmente ricondotto alla grande migrazione otto-novecentesca, ma che è divenuto poi un fenomeno permanente. Esso si ripropone a ondate per tutto il Novecento, sia nei periodi in cui la migrazione fluisce liberamente, sia quando è regolamentata o proibita. Si muovono le persone, i prodotti legali e illegali, ma anche i modelli associativi criminali. Si tratta di flussi che vanno dalla Sicilia all’America ma anche nella direzione opposta. E il meccanismo è cosi fluido perché ci sono vuoti sociali, aree grigie tra legaliti e illegalitè, sistemi di corruzione politica e affaristica, meccanismi identitari che creano campi di azione favorevoli su entrambi i versanti.
A cavallo tra i due secoli come nei ruggenti anni ‘io, negli anni della Grande Crisi come nella congiuntura drammatica della seconda Guerra mondiale, tra le isterie della guerra fredda e le speranze degli anni ‘6o fino a periodi a noi pid vicini. Nel flusso variegato degli eventi storici, due società cosi diverse domandano entrambe mafia, necessitando dall’altro lato di strumenti non poi cosi diversi di lotta alla criminalità organizzata.

*Salvatore Lupo insegna storia contemporanea all’Università di Palermo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: