Incontri.Di Giuseppe Mendola.

INCONTRI GIUSEPPE MENDOLA

gm

L’INSTANCABILE CRITICO D’ARTE E PROMOTORE DI TALENTI

di

Ferdinando Russo

Solo gli ultra centenari viventi, come Giuseppe Alessi e Giuseppe Cottone, per la lunga frequentazione e conoscenza possono testimoniare, in maniera eccellente, l’esemplare laboriosità di questo poeta e critico d’arte, di questo funzionario modello, lontano anni luce dai fannulloni di Brunetta.Lo ha fatto il preside Cottone nell’introduzione all’ultima fatica di Giuseppe Mendola.

E, per noi, più contemporanei, Mazzamuto, Orlando, Milone, Migliaccio, Tommaso e Nicola Romano, vale il detto “se ritrovi un amico ritrovi un tesoro“.

Un amico come Mendola ci riporta alla generazione, che lo identifica nel laico intellettuale credente, vissuto nella fede e nell’impegno civico, impareggiabile nella professione pubblica, nelle attività politiche e pedagogiche, nell’attiva partecipazione ecclesiale, cui è stato educato nell’Azione Cattolica e nella FUCI.

Giornalista e poeta, critico d’arte per vocazione ed amore per la creatività del genio siculo.

Ci ha prima trasmesso i suoi “RICORDI (Casale nella mente –Palermo nel cuore-edizioni Primosole Palermo)(1) in cui, scrive Pietro Mazzamuto, <ha messo insieme il meglio della sua ispirazione>, scoprendo una vocazione narrativa che più tardi troveremo in INCONTRI CON GLI ARTISTI (Scirocco & Koraledizioni-Terrasini) (2)

Ed è in questo volume antologico, in questo, <lavoro di molteplici ed utili istanze culturali, che serve, talaltro e soprattutto, a rilanciare l’arte, in una dimensione non più che denota un’elite, che risolve conflitti e contraddizioni tra natura e storia e tra individualità e collettività.>.Ed è proprio Mazzamuto ad affermare, nella prefazione, che: <Giuseppe Mendola ha voluto offrire ai suoi lettori ed ai suoi amici, il vasto e articolato campionario di dipinti contemporanei….indubbiamente a titolo di esemplificazione, sia della complessiva omogeneità estetica e storica della pittura d’oggi, sia dell’ovvia diversificazione tra corrente e corrente, tra autori ed autori, e aggiungiamo pure tra regione e regione, se la totalità o la parte maggiore dei pittori scelti e recensiti appartiene alla Sicilia.>

Occorre certamente leggere per intero la dotta e puntuale testimonianza di Mazzamuto su questa Galleria della pittura contemporanea di Mendola, (pagg.23-16 d’Incontri),poiché in essa .

cogliamo la fantastica creatività degli artisti della Sicilia, che, ancora per Mazzamuto, <oltre che nell’arte letteraria, nella quale vanta qualche significativo primato, sembra esprimersi bene anche nelle arti figurative, indubbiamente forte della sua esperienza antropologica, cioè storica, dunque culturale, di terra capace di accogliere, e anche patire, le più svariate esperienze etniche e nello stesso tempo di maturare ed offrire altrettanti modelli archetipici d’esperienze intellettuali e fantastiche.>

Si accresce così la attività di Mendola quale promotore artistico, scopritore di talenti ed egli costruisce, con la sua attività, una galleria di pittori ed artisti che, almeno una volta, hanno usufruito dei suoi giudizi, dei suoi stimoli, da Vincenzo.Vinciguerra a GirolamoDi Cara.

Nel libro di Mendola troviamo, infatti, tanti dei migliori maestri conosciuti: A.Bellia,A:Affronti, Pino e Totò Bonanno, G. Forte, F.Franchina, V.Gentile, G.Bruno, R.Cavallaro, Giambecchina, V. Vinciguerra, G.Marchese, V.Ribaudo, C.Nazari, C.Lala, F.Mineo, Rizzo, Vetrano, Masia, Lo Cascio, La Mantia, A.Lugaro, M.L.Riccobono, G.Novelli Traina e altri valenti artisti .

Il Nostro è un intellettuale poliedrico, poeta, scrittore, critico, promotore d’eventi, docente di diritto Pubblico ed Ordinamento Enti locali all’Istituto Superiore di Giornalismo, componente del Consiglio Ispettoriale degli ex allievi Salesiani e della Confederazione degli ex alunni delle scuole cattoliche, distintivo d’oro di Don Bosco.

Lo abbiamo conosciuto nella FUCI di Micela, Brighina, Albanese, Mignosi, Valle, Crimi, Fusco, Silvestri, Pusateri, Migliaccio, Rubino, Perollo e poi tra i collaboratori ed operatori sociali delle ACLI Don Bosco, il circolo cittadino che ha goduto dell’insegnamento di Don Gemmellaro,Don Zingali, Don Ricceri e di Don Placido Tricomi <che di nome era placido, in realtà una persona buona ma vulcanica nell’apostolato>.

Il Circolo ha visto, accanto a Mendola la partecipazione attiva di Maria Nuara, Giuseppe Salvatore Russo, Sandro Migliaccio, Giuseppe Catalano, Tanino Ingrassia.

La comunità salesiana di Palermo ed il Circolo ACLI lo hanno impegnato, per la restaurazione della biblioteca salesiana, e poi, nel CIPEA, nel teatro, nelle attività sociali e culturali. con Don Calogero Riggi, Don Luigi Alessi, con il giovanissimo Don Mario Cogliandro, promotore del primo Cine club Don Bosco e poi, nel settore artistico-teatrale con il protagonista Accursio Di Leo e con un nutrito gruppo di attori,giovani e valenti..

Mendola vive nel Circolo ACLI parte del suo tempo libero e la sua esperienza amministrativa presso l’Assessorato agli enti locali la trasferisce negli incontri con gli amministratori,con gli operai sui temi della partecipazione alla vita cittadina, dei diritti dei lavoratori, della sicurezza, della formazione politica e culturale.<Lavora con impegno>,scriverà l’attuale Arcivescovo di Catania Mons.Salvatore Gristina,<pur sapendo che saranno altri a cogliere i frutti della sua attività attuale>.

La domenica torna nella Chiesa di S.Caterina, nota negli anni della FUCI e, dopo la S.Messa, collabora con Don Tricomi ad organizzare le passeggiate turistiche-culturali degli operai alla scoperta dei beni artistici e monumentali di Palermo e dei comuni della provincia.

Scopre in tal modo la sua vocazione artistica di critico ed operatore culturale.

Sono quelle esperienze e quella formazione, che lo portano a scrivere in Ricordi: <impara /nel silenzio dell’anima/ad amare i tuoi simili/e ringraziare Dio>.

I racconti di Mendola della parziale autobiografia Ricordi sono come le pareti di un museo che raccontano la vita contadina, semplice, generosa, accogliente, nel paesaggio della Sicilia degli anni quaranta, nel corso della gran guerra, tra sfollati e bombardamenti, nel centro storico, vissuto con la sensibilità di chi sarebbe divenuto un acuto critico d’arte del patrimonio culturale, violentato dalla guerra e stimatore e promotore delle generazioni d’artisti post bellici ,che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

Li ritroviamo in Incontri ed ora.nel saggio dal titolo Dalle notazioni critiche ai risvolti storici dell’arte-(3),edito da Centro diffusione Arte.Edizioni e promozioni artistiche,.presentato, recentemente, da Tommaso Romano e da Nicola Romano.

Il critico mostra la sua maturità e s’inserisce tra gli storici dell’Arte ed in particolare degli artisti, nati e vissuti in Sicilia.

Mendola è buon conoscitore degli artisti siciliani, ma non pecca di provincialismo ,né della retorica della sicilianità.

Il libro si apre con una pagina su Guttuso, il pittore di Bagheria, la patria di Tornatore , di Dacia Maraini, di Ignazio Buttitta, che tanto lustro hanno dato all’arte in Sicilia.

Il giovane Mendola è colpito dall’impegno civile di Guttuso, che trapela nelle sue opere e ne ricerca il pensiero, i risvolti, la passione politica, attraverso uno studio accurato delle sue pitture, richieste dai musei più prestigiosi.

Lo troviamo al Cenacolo di Palermo ad ammirare una prima di Vincenzo Vinciguerra ed il critico Capuzzo lo ascolta e lo incoraggia alla critica ed al giornalismo culturale.

E’ ancora la Sicilia a fare da scenario a Vinciguerra <con la sua straordinaria ricchezza ambientale, artistica, culturale.

Ma al Nostro non interessa l’isola degli pseudo -famosi, la sua nascente vocazione ad incontrare gli artisti vuole essere <un reciproco arricchimento per parlare, osservare, conoscersi, facendo causa comune per l’Arte e con l’Arte migliorare >.Dall’autodidatta all’iniziato e come i grandi critici <è preso per incantamento dal mondo dell’arte>.

Il suo accostarsi, con curiosità e amore, ad una pluralità d’artisti ne ha raffinato la capacità d’analisi. Ha incoraggiato i suoi autori, li ha umilmente corretti, li ha educati al confronto, alla sincerità ed al bello. Spesso li ha resi realmente famosi e li ha salutati senza crediti, ma gioioso della loro fortuna, pago dell’esperienza di averli incontrati.

La città di Palermo, per Mendola, deve amare maggiormente il suo patrimonio ed egli mostra per i cittadini distratti i bronzi di Mario Rutelli, che ornano i suoi teatri artistici, dal Massimo al Politeama, alla Statua della Libertà.

Molto rischia Palermo se cancella o adombra i suoi monumenti, le Chiese, le ville storiche, se non continua, con mezzi ed intraprendenza amministrativa, a restaurare i palazzi storici ed i quartieri sventrati del centro storico, se non recupera attenzione, intelletti e relazioni, attorno agli artisti isolani e a quelli nazionali, nei musei cittadini e nella ormai ospitale Galleria moderna dell’ex Convento di S.Anna.

Mendola, nel suo libro ne divulga gli attuali spazi espositivi mentre, ricapitola le mostre realizzate, quella su Vincenzo Lo Jacono, su Trascendenza e profano negli artisti internazionali e cerca tra i pittori siciliani e quelli che hanno lasciato nell’isola segni degni d’ammirazione: P.Novelli, Fiume,Resta, Sciuti, Catti, Corteggiani, De Maria Bergler, Leto, Boldini, Pasqualino Noto, Barbera,.Di Giovanni, Sciuti e poi Umberto Boccioni, Emilio Greco, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Pirandello Gino Severino, Civiletti, Migneco, De Lisi, Giorgio De Chirico e tanti altri, di cui si è occupato da critico.

Sogna di vedere,nella Galleria, tutti i nuovi artisti, che ha incontrato,i giovani delle Accademie e delle Scuole d’arte e, per essi propone di allargare gli spazi espositivi.Anche per dissotterrare, restaurare e offrire alla fruizione pubblica le opere,che attendono di venire alla luce dai depositi e dai magazzini che li conservano.

C’è invero, nella Galleria, già ora, una Sicilia, che non si puo’ cancellare, quella mitologica e paesaggistica, che si staglia come scenario impareggiabile, come miniera inesauribile di colori, sentimenti, ambienti, riferimenti universali, che dal Mediterraneo si proiettano nell’Italia del Novecento fino al XXI secolo.

E Mendola si fa storico dell’arte, severo e serio, in qualche modo educatore di un tipo d’arte non esclusivista e fazioso, partigiano e superbo, autoreferenziale, ma aperto all’accoglienza, all’accettazione di quanti emergono nella fotografia,nella pittura,nella scultura,nella grafica,nella poesia,nella musica, in un dialogo che trasforma gli incontri in reciproci accrescimenti creativi, in itinerari spirituali.

Sono gli artisti “Dall’uno all’altro mare “, che Mendola ricerca, quasi a farli incontrare per trovare nell’arte occasioni di un lavoro creativo, stimoli alla trascendenza, momenti educativi alla cittadinanza, protesi ad unire, nella competitività, gli uomini tutti, attorno al bello ed al vero del creato, per un’intellettualità del sapere diffusa, comune, universale.

Mendola ritrova nell’arte la passione, che da giovane l’ha portato a farsi guida dei lavoratori del circolo ACLI Don Bosco, per la conoscenza del patrimonio artistico depositato nelle chiese e negli edifici pubblici della città e dell’Isola.

Ora nella Palermo del terzo millennio è arrivato l’Arcivescovo Metropolita, Mons.Paolo Romeo ad incoraggiare gli artisti ed a dialogare con loro.

.Quindici prestigiosi maestri, aderendo all’invito loro rivolto dal Centro diocesano delle Confraternite,già diretto dal Prof.Clementini, stimolati da un’idea di Loreto Capizzi e Francesco Scorsone, generosamente, hanno donato alla Chiesa Palermitana, un’opera per la Via Crucis.

E l’Arcivescovo scrive loro: <L’arte, e in special modo quella sacra, in quanto linguaggio della bellezza ed espressione d’esperienza spirituale, racchiude in se una dimensione religiosa in quanto manifesta, tramite la creatività dell’artista, l’esperienza della Trascendenza che si manifesta nella percezione contemplativa nel creato, nell’ascolto della Parola e negli avvenimenti dell’anima>. (4).

Un grato riconoscente plauso, quello del Presidente della Cesi, mons.Romeo ,che ricorda il Cardinale Pappalardo, promotore di due edizioni della Rassegna nazionale del Sacro nell’Arte Contemporanea e che raggiunge la vivace UCAI (Unione Cattolica degli artisti Italiani) ,diretta da Fulvia Reyes, mentre premia quanti, come Giuseppe Mendola, hanno dedicato gran parte della loro vita alla promozione delle arti, nella città di Palermo, senza molti clamori mondani ,da Muccioli, a La Duca, a Zingales, Matta, Carbone, Capuzzo, Rossi, Gerbino, Giunta, G.Napoli, T.Romano, Quatriglio.

(1) G.Mendola, Ricordi, Casale nella mente, Palermo nel cuore-Edizioni primo Sole

(2) G.Mendola, Incontri con gli artisti, Kora Edizioni

(3) G.Mendola., Dalle notazioni critiche ai risvolti storici dell’arte –Centro Diffusione Arte

(4) S.Romeo, in “Un’opera per la Via Crucis “da un’idea di Loreto Capizzi e Francesco Scorsone

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