NON UCCIDETE ELUANA.

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NON UCCIDETE ELUANA E’ urgente che il popolo della VITA si mobiliti il più presto possibile per salvare Eluana dall’ennesimo tentativo di ucciderla. Per farsi sentire abbiamo due vie: la posta elettronica e il telefono. Per la posta elettronica scrivere a: segreteria@laquieteudine.it Per il telefono telefonare a: Ufficio Segreteria dell’Asp “La Quiete”, la responsabile dell’ufficio è la sig.ra Barbara Duriavig, tel. 0432-8862216 oppure 0432-8862214, fax. 0432-26460. Che cosa scrivere? Scrivete quello che volete oppure: “Per salvare la vostra anima e per impedire la morte di una civiltà NON UCCIDETE ELUANA Non mettetevi a disposizione di chi vuole spegnere una vita” Dato che la casa di riposo è convenzionata con il comune di Udine non sarebbe male scrivere e telefonare anche in comune. Stesse parole… Per scrivere al comune: e-mail: urp@comune.udine.it Per telefonare in comune: Ufficio Relazioni con il Pubblico Telefono: 0432-271616 – Fax: 0432 – 271355 Eluana Englaro giunta a Udine La Clinica La Quiete “accoglie” la ragazza L’ambulanza che trasporta Eluana Englaro, partita da Lecco lunedì all’1 e 30, è arrivata alla casa di cura ‘La Quiete’ di Udine alle 5.54 di martedì mattina. Ad accoglierla lo staff medico che dovrà attuare il protocollo del distacco dell’alimentazione forzata, che tiene in vita la donna in coma vegetativo da 17 anni. Al momento della partenza, fuori dalla clinica lecchese, alcune persone avevano inscenato una protesta. L’ambulanza che ha trasportato Eluana Englaro a Udine è entrata alla casa di assistenza ‘La Quiete’ per un ingresso secondario. Per evitare l”assalto’ delle decine di teleoperatori e reporter che da alcune ore sostavano davanti all’ingresso principale della struttura sanitaria, polizia e carabinieri hanno fatto entrare l’ambulanza da un altro accesso. L’unico mezzo ad entrare nella clinica è stata l’ambulanza: papà Beppino invece, che aveva seguito in macchina da Lecco la figlia, non è giunto a fino a Udine, ma si è fermato a Bergamo. L’uomo dovrebbe raggiungere la clinica nel pomeriggio di oggi o, più probabilmente, nella giornata di domani. Cosa succede ora?

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Il protocollo prevede il prosieguo dell’alimentazione forzata per tre giorni, poi l’avvio della procedura di distacco del sondino attraverso il quale la ragazza viene alimentata. Eluana in queste condizioni potrebbe sopravvivere per circa due settimane.

INNO ALLA VITA

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è una ricchezza, conservala.

La vita è amore, donala.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, accettala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è felicità, meritala.

La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa di Calcutta Grazie

per la Tua Attenzione PACE E GIOIA NEL CUORE Fabrizio Artale Uniti SI Vince… staff@missioneinweb.it

98 Risposte

  1. grande prof! sono ovviamente d’accordo con lei. la mia sensibilità moderata non può che farmi riflettere su questo caso tanto discusso. Certo, si pensa alla sofferenza del padre Beppino durante questi 17 anni di agonia, ma quale grado di disperazione può mai spingere un padre ad arrivare a tanto?!! Nessuno può permettersi, anche solo per un istante, di decidere sulla vita altrui. non siamo nulla per poterlo fare. è qualcosa di molto più grande di noi. E proprio perchè siamo solo uomini rischiamo di cadere in errori gravissimi presi dalla collera, dall’ira, dal dolore ed in questo caso dalla disperazione. Speriamo che qualcuno illumini quelle coscienze e faccia si che quella vita continui fino a quando il signore lo vorrà.
    A presto!

    p.s. su Facebook c’è un dibattito in merito su un gruppo fatto da angelo golino. anche li si può dibattere in materia per avere altri spunti di riflessione.

  2. Caro Bruno,hai perfettamente ragione. La nostra ragione ci dice che la vita è sacra e la nostra fede che è santa! Il dolore del padre? Tanto di rispetto e di comprensione. Ma la scelta di ucciderla,perchè di questo si tratta ,no. Non può essere condivisa in quanto esseri umani. Tu, da futuro e bravo medico,farai sempre di tutto per aiutare i tuoi pazienti a lenire le sofferenze…..mai uccidere una vita umana. Lottare sino alla fine,senza accanirsi più di tanto quando non c’è più nulla da fare, ma rispettare sempre la dignità della persona ammalata.
    Il paradosso italiano è che se uccidi un animale vai in galera,se stupri una ragazza dopo due giorni sei a casa,se fermi una vita ammalata, ma sempre vita è che respira da sola e viene nutrita con un sondino, non succede nulla.La repubblica della banane!

  3. «No all’accanimento, ma la vita è sacra»

    Il caso di Terri Schiavo, analogo a quello di Eluana Englaro, fu però, in concreto, assai diverso. Il padre e la madre di Terri volevano conservarla in vita; fu il marito che, interpretandone la volontà, chiese e ottenne dalla giustizia il potere di sospendere la nutrizione. Questo rendeva il caso meno chiaro, perché il marito poteva avere interesse a liberarsi della moglie malata, mentre il padre e la madre erano invece decisi a volere la vita della figlia.
    La vicenda di Eluana Englaro è l’opposto di quella di Terri Schiavo: qui è il padre che si impegna a chiedere l’interruzione della nutrizione sulla base di dichiarazioni della figlia, che avrebbe espresso l’intenzione di non essere assistita nel caso si fosse verificato quello che poi è accaduto. Il caso di Eluana è quindi assai diverso: il padre impegnato a chiedere lo stop alla nutrizione è molto più credibile del marito di Terri Schiavo. E quindi è il padre ad aver determinato il sentimento sia dei giudici della Corte d’appello di Milano che della Cassazione, sia dell’opinione pubblica. Nel caso di Beppino Englaro nessuno pensava che potesse essere mosso da altro interesse se non quello di compiere la volontà della figlia.
    L’opinione pubblica si è divisa e si è divisa la politica: non vi è dubbio che il caso concreto del padre sia quello che ha determinato il fatto per cui la morte di Eluana è stata vista come accettabile.
    Il sentimento diffuso non sembra in favore di nessuna tesi: né quella di imporre ai molti casi diversi che sono in Italia un’analoga soluzione, né quella di impedire che casi simili siano risolti come il caso Englaro. Ogni caso costituisce un problema a sé.
    La sacralità della morte è una verità avvertita anche al di fuori del mondo religioso per cui vita e morte appartengono a Dio. Anche chi non crede in Dio o prescinde da Lui riconosce che la morte è sacra. È per questo che anche in Europa occidentale, che è il paese meno religioso del mondo, l’eutanasia non ha avuto la stessa sorte dell’aborto. Sopprimere il feto o gestire l’embrione come se fosse una cosa è sembrato un fatto «naturale» e l’aborto ha avuto corso legale in tutta Europa e in tutto il mondo. Ma in Occidente, ed anche in Europa, la sacralità della morte è stata avvertita: è per questo che la domanda non è stata accolta con la medesima facilità con cui è stato regolato il caso dell’aborto.
    Il ministro della Giustizia, a nome della maggioranza, ha chiesto una legge. Ma i casi sono così diversi che bisogna fare attenzione a includerli in una forma unica. Tanto più che una legge dividerebbe i due schieramenti, anche quello maggioritario, e farebbe della conformità alle tesi religiose, non della sola Chiesa cattolica, un evento di divisione e di crisi di cui non vi è il bisogno.
    L’opinione pubblica italiana ha percepito il problema e non reagisce a esso in modo uniforme, perché il caso del padre che chiede la morte della figlia interpretandone la volontà ha avuto la compassione di coloro che forse pensavano che, nelle medesime circostanze, avrebbero avuto il medesimo problema.
    Occorre vigilare con attenzione perché la vita venga salvaguardata, ma non imporre l’obbligo di farlo in nome della legge.

    il giornale.it
    19 novembre 2008

  4. Carissimi Maik07e Bruno, purtroppo la stragrande maggioranza delle persone che sono favorevoli all’interruzione dell’alimentazione a Eluana Englaro non hanno la minima idea, per non averlo mai visto, di cosa sia uno “stato vegetativo permanente” altrimenti detto “coma vigile” o ancora “sindrome apallica” cioè senza “pallium” (corteccia cerebrale responsabile delle funzioni superiori e quindi anche dello stato di coscienza dell’individuo).
    L’anestesista a capo dell’equipe medica che dovrà seguire Eluana fino alla completa sospensione delle funzioni vitali, (equipe che P. Livio Fonzaga direttore di Radio Maria ha definito “Associazione di becchini”) ha affermato che Eluana in realtà è già morta e che il suo decesso risale a 17 anni fa.
    Alla luce di quanto detto da questo luminare, la Medicina dovrà rivedere e correggere molte sue certezze relative a questa condizione, trovandosi di fronte a una “morta” che tossisce, deglutisce a quanto si apprende alimenti come lo yogurt, ha un ritmo sonno-veglia ovvero tiene aperti gli occhi di giorno per chiuderli la sera quando dorme, reagisce agli stimoli dolorosi quale un pizziccotto e a quelli sonori. emette suoni anche se non articolati, oltre naturalmente a possedere tutte le funzioni vitali che le permettono di vivere senza l’ausilio di macchine.
    Come dicevo i più credono che lo stato di questa povera giovane donna sia quello di un vegetale, immobile, assolutamente incapace di ogni sia pur minima reazione.
    Per loro sarebbe una vera rivelazione scoprire che non è così. I mezzi d’informazione queste cose non le dicono o se le dicono lo fanno molto in sordina.
    L’ultima cosa che un osservatore può pensare è quello di trovarsi alla presenza di una persona morta.
    Inoltre se l’equipe medica di Udine è così sicura che Eluana è già morta, che le sue funzioni cerebrali sono inesorabilmente spente con la conseguente impossibilità che lei in seguito alla disidratazione provi dolore, perchè si è premurata di dichiarare che le verranno comunque somministrati sedativi, come eufemisticamente li chiamano?
    Perchè?
    La verità è che nessuno è in grado di stabilire cosa Eluana provi attualmente e a quale tipo di sofferenza verrebbe sottoposta senza la contemporanea sedazione farmacologica.
    E non sono pochi i medici seri disposti a riconoscerlo.
    Sperando ancora, vi saluto cordialmente
    Federico Lenchi

  5. Alla cortese attenzione del personale dell’Istituto La Quiete di Udine

    Come uomo sono profondamente rattristato da quanto sta avvenendo in queste ore intorno alla persona di Eluana Englaro.
    Da medico con un passato decennale di rianimatore sono invece scandalizzato dal comportamento di questi colleghi definiti dal conduttore di una radio “Associazione di becchini”.
    Mi stupisco inoltre che nessuno di voi, che lavorate seriamente in questa struttura, abbia intrapreso un’azione decisa in opposizione a questa barbarie.
    Che Dio ci scampi da questa cultura di morte.

    Federico Lenchi

  6. Da 32 anni, nostro figlio, deve essere lavato, vestito, sfamato, poiché da solo
    non è in grado di soddisfare alcun bisogno. Sovente, per imboccarlo devo
    prenderlo per i capelli. Se non sollevato di peso (in due)
    e posto a sedere su una carrozzella, le sue giornate sono trascorse su quel
    letto. Ora, chi può affermare che la qualità della vita di mio figlio sia
    migliore, di quella di Eluana? Nostro figlio non ha mai delegato a noi alcuna
    scelta, ma chi esiterebbe un solo istante ad affermare che quella è una vita
    di merda?  E quanti ragazzi, ragazze, uomini, donne, vivono quella condizione?
    Se smettessimo di alimentarli morirebbero di stenti. Mi auguro che quella
    sentenza non veda mai attuazione, perché se ciò dovesse accadere, il giorno in
    cui il sig. Englaro si trovasse solo di fronte allo specchio, “finalmente
    liberato” non avrebbe di certo il conforto dei radicali e di tutti  coloro che
    stanno strumentalizzando questa vicenda. E’ un vero peccato che quell’uomo non
    abbia saputo trasformare i  diciassette anni di indubbia sofferenza in una
    opportunità di crescita. A dirlo non è un talebano, ma un ateo.
    Rispettosamente.
    Omero Faggionato
    Vicenza

  7. Si continua a parlare di “non uccidere Eluana”, di “lasciarla vivere”. Ma vi rendete conto che dimenticate un diritto fondamentale di ogni essere umano? La libertà. Si dice che Eluana abbia affermato, prima di entrare in coma, che se fosse successo qualcosa non voleva essere mantenuta in vita. Cosa provate a vederla distesa da 17 anni in coma irreversibile? E se in tutti questi anni abbia solo il dolore? State demonizzando suo padre, ma mettevi nei sui panni. Sapere che con certezza sua figlia non si sveglierà mai più e tenerla in vita senza coscienza attraverso una macchina. Suo padre ha vissuto un ventennio di false speranze, di dolori immani e di sofferenze senza fine. E adesso non fate altro che rendergli la vita ancora più infernale. Preferite veder un uomo attaccato alle macchine per tutta la vita, senza alcun minima possibilità di reagire a questo fatto, piuttosto che lasciarlo andare. Ci vedo un pò di “sadismo” nel lasciarla in quelle condizioni. E poi perché non fate vedere le foto di adesso, invece di quelle di 17 anni fa? L’Eluana che i suoi genitori conoscevano, che i suoi amici conoscevano è morta 17 anni fa…Ma d’altronde appena qualcuno fa una affermazione del genere tutti diventano falsi moralisti, come per esempio la Chiesa Cattolica. Per Giovanni Paolo II l’eutanasia è stata concessa. Ma forse in quel caso ci sono le attenuanti, visto che se non moriva non si poteva eleggerne un altro. Quanta ipocrisia.

  8. @ per Federico,

    grazie delle tue delucidazioni da esperto in materia!

    @ Per Omero,

    grazie della tua bella testimonianza. Ti sono vicino nel tuo cammino di profonda umanità. Nella sofferenza di tuo figlio e nel Vostro servizio incondizionato a Lui,state dimostrando,qualora necessario,che la vita umana è il bene supremo per tutti,credenti e non,e dunque va difesa senza se e senza ma. Grazie ancora e un abbraccio fraterno a tuo figlio e a Voi che lo accudite amorevolmente.

    @ Giuseppe,

    pur rispettando il tuo dire,mi permetto di farti notare che prima di scrivere è ragionevole documentarsi. E sul caso Englaro e sulla morte di G.P.II sei accecato dal complesso “anticattolico”,ma dimostri di essere privo di conoscenze vere e oggettive. La libertà non va di pari passo con le mistificazioni!

  9. Non capisco quali siano le mistificazioni. Eluana è in stato vegetativo irreversibile e non ha alcuna possibilità di svegliarsi. Gli amici e i suoi genitori gli hanno detto già addio. Lei, a quanto detto dal padre e dai suoi amici, avrebbe detto, durante la visita a un amico in coma, di non volere mai vivere in questo modo. Per GP II ci sono state un notevole numero i voci clericali che hanno ammesso che è stata eutanasia. C’è pure un articolo di repubblica che testimonia che GP II è morto per mancata nutrizione con il sondino gastrico. Non è accecamento “anticattolico”, è solo costatazione dei fatti. In cosa mistifico?
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=FLEBD

  10. E poi per saperne di più, ho trovato interessante le 12 domande di panorama per capire la vicenda Englaro.
    http://blog.panorama.it/italia/2009/01/30/12-domande-e-12-risposte-per-capire-il-caso-eluana/

  11. Se vuole c’è anche il video della conferenza stampa in cui il medico anestesista Lina Pavanelli dimostra che la morte di Wojtyla è un caso si eutanasia per la chiesa cattolica…
    http://www.radioradicale.it/scheda/235674/micromega-la-dolce-morte-di-papa-wojtyla-dibattito-con-mina-welby-paolo-flores-darcais-lina-pavanelli-giov

  12. Caro Giuseppe permettimi di ricordarti che il paragone tra le condizioni di Giovanni Paolo II e quelle di Eluana Englaro è improponibile.
    Le condizioni cliniche del Papa erano arrivate ad uno stato di assoluta irreversibilità per cui ogni ulteriore terapia sarebbe risultata un inutile oltre che doloroso ACCANIMENTO TERAPEUTICO.
    Infatti era subentrata un’ipertermia superiore ai 41 gradi centigradi indice di un generalizzato cedimento organico , reso evidente da una ingravescente insufficienza cardiaca, respiratoria e renale. Queste condizioni , come ho detto, non erano più suscettibili di qualsivoglia terapia per quanto intensiva potesse essere, come qualsiasi rianimatore potrebbe confermare. Del resto il pontefice, nelle giornate precedenti alla morte, era stato sottoposto a intensa terapia farmacologia, ad alimentazione parenterale e a una TRACHEOTOMIA. Per tali ragioni, spiegami come si possa parlare di EUTANASIA.
    Cosa si sarebbe potuto fare di più: un trapianto cuore, fegato, reni, polmoni?
    La famosa frase “ lasciatemi andare” sbandierata come vessillo dai fautori di certa lobby anticlericale voleva semplicemente dire questo: “ Avete fatto tutto il possibile. Tutto quello che con la vostra arte medica potevate fare l’avete fatto. Vi ringrazio, ma ora arrendetevi perché tutto ormai è inutile. Sono giunto al termine, lasciatemi solo con il mio Dio”.
    Mi stupisco che una collega anestesista abbia potuto dire quello che tu riferisci perché non ho mai visto nessun paziente di 84 anni già provato da gravi patologie quali il Parkinson riprendersi da una situazione quale era quella in cui si trovava il Papa.
    Sei ancora dell’idea che il Papa potrebbe essere ancora qui? Guarda che praticare una tracheotomia non è uno scherzo, e certamente non è eutanasia.
    A Eluana comunque non l’hanno fatta perché Eluana respira da sola, ha il ritmo sonno veglia, cioè tiene aperti gli occhi di giorno e li chiude quando dorme, tossisce, se la imbocchi deglutisce, inoltre prova a darle un pizzicotto. Però si dice che è morta!
    Tu come prova della nostra ottusa insipienza di cattolici ci inviti a guardare come è ridotta. Certo non sarà bella come lo era a vent’anni prima dell’incidente, ma forse è questo il criterio per stabilire chi è degno di vivere e chi di morire. Solo chi è bello, sano, forte , efficiente deve vivere? E dei tanti infelici che riempiono gli ospedali che ne facciamo? Dobbiamo far morire anche gli ammalati di Alzheimer che non si nutrono da soli, o i bambini cerebrolesi nelle medesime condizioni.
    Guarda che non c’è più limite quando si decide di sostituirsi al Padreterno.
    Eluana è stata una povera ragazza molto sfortunata, ma proprio per questo meritevole di tanto amore. Questo amore l’ha trovato in quelle suore che in silenzio, senza clamore, l’hanno accudita, coccolata, accompagnata nella sua malattia e circondata d’affetto come madri amorose per tutti questi anni.
    Il dolore autentico delle suore, la loro sofferenza al momento della partenza di Eluana da Lecco verso quel luogo dove troverà la “dolce morte” per fame e per sete l’abbiamo vissuto tutti.
    Così come l’accorato appello a non farla morire della zia, sorella del padre Beppino.
    Tu hai detto di guardare come è ridotta Eluana. Anch’io te lo dico . Guarda come è ridotta e allora sono sicuro non potrai fare a meno di amarla ma di un amore autentico, generoso che solo quel cristianesimo che dimostri di disprezzare sa indicare.
    Ti dico anche di andare a trovare i tanti infelici che come Eluana si trovano in coma vigile (questo aggettivo ti faccia riflettere) altrimenti detto stato vegetativo permanente e allora sono sicuro che come me, ti convincerai che non è degno dell’uomo pensare che la morte data ad un altro uomo sia il solo rimedio alla sofferenza.
    In merito al resto lasciami dire che le affermazioni fatte in pieno benessere vengono quasi sempre rifiutate e smentite coll’esperienza della malattia.
    Ti saluto cordialmente
    Federico Lenchi

  13. Caro Federico Lenchi,
    capisco bene quello che vuoi dire, non pensare che chi non crede in Dio non abbia sentimenti, una morale, non provi amore, compassione, desiderio di fare di più per gli altri, di cambiare questa Italia e renderla più civile sotto tutti gli aspetti. Io leggo e mi documento molto, ascoltando tutte le parti, altrimenti non scriverei in questo blog.
    Per GP II ci sono le dichiarazioni di fior fior di medici, non sono io a dirlo. Se hai prove che lo smentiscono, sarei felicissimo, davvero, di ascoltarle. Sono convinto che la diversità di pensiero sia una ricchezza, perché i confronti fanno crescere, maturare, pensare e riflettere. Io non sono contrario ne favorevole all’eutanasia, perché penso che in questi casi debba essere l’individuo a scegliere se vivere o morire. Se è vero che Eluana non voleva vivere in questo modo, chi siamo noi per imporlo? Io, l’ho già detto a tutti i miei parenti e amici, che se dovessi ridurmi così vorrei che i miei organi fossero donati a chi ne ha bisogno e poi morire. Ma se non riuscissi a scriverlo su un pezzo di carta, chi porterebbe avanti questa mia volontà? Sarebbe solo vuote parole…Per questo motivo, non posso pensare che gli amici e il padre vogliano uccidere una amica carissima e una figlia. Per questo motivo non posso pensare che suo padre non soffra a vederla così. Per questo motivo penso che forse vogliono solo rispettare le sue volontà…Dire addio a qualcuno non è mai facile, ma a volte devi fare la scelta che ritieni sbagliata per rispettare e onorare la volontà di qualcuno che ami e a cui voi bene…Non so come andrà a finire con Eluana. Io cmq gli ho già detto addio e spero solo che in questi ventanni non abbia provato nessun tipo di dolore…cmq ti voglio dire che non disprezzo ne il cristianesimo, ne nessuna altra religione. Mi da solo fastidio quando qualcuna di queste cerca di imporre qualcosa con la forza…

  14. Carissimo Giuseppe, in merito a Giovanni Paolo II ribadisco quanto ti ho detto: Il Papa ha sempre fatto quello che gli consigliavano i medici. Giunto però a quello stadio irreversibile di malattia anche i medici si sono resi conto che sarebbe stato inutile continuare a tormentarlo. Quando un malato giunge stremato alla fine della vita e con l’ultimo filo di voce dice “basta”, quando ormai tutto risulta inutile, anche il medico più interventista si arrende davanti all’ineluttabilità della morte.
    Ti parlo come medico, ti parlo con l’esperienza che ho maturato in un reparto di Rianimazione. Mi dici che fior di medici hanno sostenuto che il Papa è stato lasciato morire. Ma davvero ci credi? Il Papa è stato lasciato morire perché non c’era più nulla da fare, il resto sono menzogne come quelle che si leggono sui tanti articoli e pseudo interviste che riempiono i rotocalchi.
    Ritengo allora che crederai ciecamente anche al presunto assassinio di Papa Luciani o a tutte quelle altre illazioni che vogliono Elvis the pelvis ancora vivo o che lo sbarco degli americani sulla luna sia una bufala o ancora che le Torri gemelle… ma non apriamo altri fronti.
    Continuando nella risposta alla tua lettera chi di noi non ha mai detto che piuttosto che rimanere paralizzato avrebbe preferito morire! Tutti l’abbiamo detto. Ma come ti dicevo alla prova dei fatti poi cambiamo idea. Io ho avuto pazienti che avevano giurato che se avessero avuto un tumore avrebbero preso la macchina e si sarebbero schiantati contro un albero oppure che si sarebbero buttati dalla finestra. Ebbene tutti , dico tutti, anche il giorno prima di morire hanno sperato che potessimo allungare di qualche settimana la loro miserevole (avresti dovuto vedere come erano ridotti) vita .Per concludere credo tu sia ancora un ragazzo, ritengo anche che tu sia intelligente e generoso, curioso del mondo e di quanto in esso accade. Allora credimi, non ascoltare le sirene che in nome di un ipotetico progresso dell’uomo, della conquista della sua libertà ti sussurrano che uccidendo un tuo simile compi un atto d’amore perché non lo è.
    Se così fosse dovremmo uccidere mezzo mondo. Tu ti sogneresti di farlo? Non esiste solo Eluana.
    Guarda piuttosto al mondo del volontariato che assiste, cura i disabili e sostiene le loro famiglie. Parla con quei giovani che sacrificando il proprio tempo libero riescono a rendere meno amara la sofferenza che volenti o nolenti appartiene alla nostra condizione di uomini.
    E lascia che i morti seppelliscano i loro morti.
    Con stima
    Federico Lenchi

  15. Caro Federico Lenchi,
    non ho mai detto di credere a tutto, trovo solo curioso che un medico possa mentire su un paziente come GP II in una conferenza stampa, senza trarne alcun beneficio. Come sia andate realmente le cose penso che nessuno potrebbe saperlo con certezza, visto che le cartelle del suo caso e i trattamenti che ha subito non si possono consultare. Cmq ti consiglio di vederti il video della conferenza stampa. Sono d’accordo con te nel dire che la morte cambia ogni cosa. E anche se ho provato cosa significa perdere qualcuno di caro, continuo a pensare che la vita è proprietà dell’individuo e di nessun altro e che può disporne in tutte le maniere possibili. Per me l’individuo deve avere il diritto dell’autodeterminazione. Non si parla di uccidere sistematicamente nessuno, non mi sognerei mai di pensare una cosa del genere. Penso solo che ci vorrebbe una legge sul testamento biologico, in cui nella piena capacità di intendere e di volere ognuno potrebbe esprimere liberamente la sua decisione se dovrebbe trovarsi ad essere un vegetale. Così si potrebbe rispettare il diritto di ognuno. Attenzione però, il testamento biologico lo penso come possibilità non come imposizione. Continuo a pensare che mantenere in vita qualcuno contro la sua volontà sia una forma di violenza. D’altronde dovrai saperlo meglio di me, visto che io studio nell’ambito delle professioni sanitarie, che non si può obbligare un paziente a curarsi, come non puoi obbligarlo a rimanere ancora in vita se non vuole. Sai quante persone che potrebbero allungare di un po la propria vita con la dialisi, preferiscono non farlo? Quante persone con il cancro che accettano di non fare la radioterapia, perché vogliono morire nelle loro case? E molte altre che invece fanno di tutto per sperare nella cura, anche se alla fine la maggior parte sono solo palliativi? Le scelte di ogni individuo si rispettano fino in fondo. Io continuo a pensare che il padre sia solo perpetuando il volere della figlia, tutto qui. Non ci leggo nessun intento omicida…
    Distinti Saluti

  16. Un’ultima cosa. Ho notato che l’anestesista Lina Pavanelli da te citata, ha rilasciato le sue dichiarazioni su G.P. II dai microfoni di Radio Radicale. Converrai allora con me che non è la persona più indicata per parlare “super partes” dato che il suo orientamento risulta più che chiaro.
    Perchè dici che la Chiesa Cattolica impone con la forza i suoi dictat? Qualcuno ti ha forse minacciato per quello che sostieni? I Talebani, quelli veri, credo siano fatti di ben altra pasta.
    Federico Lenchi

  17. Ultima cosa pure io. Radio Radicale ha filmato la conferenza. Personalmente non so di che orientamento sia Lina Pavanelli ne Paolo Flores D’arcais. Cmq penso che sia palese che la Chiesa Cattolica faccia molte pressioni, soprattutto in campo medico, e che qui in Italia abbia molto potere. Ti ricordo che con le nuove approvazioni della camera, non si possono più fare manifestazioni se vicino c’è una chiesa…

  18. Caro Giuseppe,mi permetto ricordarti che il rispetto non è mai a senso unico.Cosa voglio dire? In un paese libero come l’Italia dove è garantita la libertà di religione e di culto,noi cattolici dobbiamo rispettare tutti. Ma tutti possono insultarci e offendere la nostra fede e la nostra identità cattolica. La manifestazione di Milano,dinnanzi al Duomo,posta in essere dai fratelli musulmani è ovvio che ha del provocatorio nei confronti del mondo cattolico. E su ciò non dici nulla. Se poi c’è una direttiva per salvaguardare l’identità cattolica,te la prendi come abuso di potere. Te lo detto e te lo ripeto,fatti assolutamente salvi il rispetto per te e per le tue idee,sei affetto dal complesso “anti-cattolico”. Ciò come cittadino laico non è corretto,perchè siamo chiamati a rispettare anche se non condividiamo. Infine,quali sarebbero,in concreto, le “molte pressioni in campo medico” poste in essere dalla Chiesa Cattolica in Italia? Grazie!

  19. Paolo Flores D’Arcais ha un orientamento completamente anti cattolico, o meglio ha un livore anticattolico.. Leggi Micromega di cui è direttore e te ne renderai subito conto. Per quanto riguarda lemanifestazioni vicino a chiese come recentemente è avvenuto davanti al duomo di Milano perchè ti scandalizzi? Un conto è fare manifestazioni pacifiche aconfessionali o comizi politici in regime democratico, altro è bruciare bandiere e inneggiare alla distruzione di Israele.
    Vedi come sei indottrinato! Inoltre proviamo ad andare a manifestare, noi cattolici, davanti ad una moschea Saudita e poi vedremo quanti di noi potranno prendere l’aereo per tornare a casa.

  20. Caro professore,
    nel suo commento precedente mi ha dato del mistificatore, quando mi basavo su fatti concreti, articoli di giornali, conferenze stampa, trattati e quant’altro ancora. Ma poi non mi ha risposto più. Adesso continua a ribadire che sono affetto dal complesso “anticattolico”, perché dico sulla base di fatti concreti che la chiesa cattolica interviene pesantemente sulla politica italiana. Non mi pare di aver mai offeso nessuno in vita mia, tanto meno l’identità dei cattolici e la loro fede con le mie affermazioni. Non può però negare che tra tutte le religioni monoteiste la chiesa cattolica se regge su uno stato autonomo, il Vaticano e sullo stato italiano, attraverso agevolazioni fiscali. Come ho detto, nel mio commento precedente non ho nulla contro il Cattolicesimo se questo rispetta l’identità di altre religioni o altre correnti di pensiero. Ma come lei ben sa, ci sono state molte censure di libri, trasmissioni, pubblicità di altre correnti di pensiero. Le vorrei ricordare che i bus con la scritta dell’associazione dei atei è stata censurata, perché non si poteva dire “dio non esiste”, mentre il contrario si. La manifestazione palestinese era in una piazza pubblica e il duomo è in direzione della Mecca. C’è che di provocatorio in una preghiera per la pace in palestina? MI scusi ma lei ha mai visto qualcuno lamentarsi per le manifestazioni cattoliche, quali processioni, messe pubbliche, e, contro la legge, benedizioni nei posti di lavoro, considerandole una provocazione a chi non crede?. Suvvia se ci scaldiamo così tanto per una preghiera islamica, gridando alla provocazione, io non so più che pensare. Il rispetto non significa che non posso criticare quella o l’altra religione, perché significa che dovrei essere sempre accondiscendente. Sarei irrispettoso che cominciassi a sminuirla o a demonizzarla senza motivo, ma le assicuro che non è così. E poi sinceramente pensa che quel decreto sia giusto?
    Andando al discorso della medicina:
    – Pillola RU-486, farmaco abortivo. Ha il grande vantaggio di impedire l’ospedalizzazione della donna e il conseguente intervento chirurgico.Più indolore, quindi, e causa di minori traumi e, anche, di minori costi per il Servizio Sanitario. Eppure in Italia non è, e probabilmente non sarà mai, distribuito, ultimo paese europeo a non farlo insieme all’Irlanda. Eppure, persino in Tunisia è utilizzato senza problemi.
    – Procreazione medicalmente assistita: legge 40/2004.
    – Contraccezione e Pillola del giorno dopo.
    – Testamento biologico.
    – Bioetica sulla ricerca scientifica.
    Sono perfettamente d’accordo con il fatto che il Vaticano deve e dico deve far sentire la sua voce. Ma quando questa influenza la politica italiana, che dovrebbe essere laica per principio, penso soltanto che siamo in uno stato falsamente laico. Quindi il Vaticano dovrebbe continuare a far sentire la sua voce, ma i decreti e le leggi per garantire i diritti di libertà e le libere scelte etiche devono essere fatte. Ad esempio negando la pillola RU-486, si va incontro a interventi chirugici pericolosi e antiquati, se poi si vuole impedire l’aborto in tutti i modi, senza considerare la libera scelta è un altro discorso. Secondo me, non non vi spaventa il fatto di perdere la vostra identità cattolica, ma di perdere le percentuali che fanno dell’Italia uno stato a maggioranza cattolica.
    Distinti saluti

  21. Carissimo Giuseppe,
    l’aggettivo “mistificatore” era riferito al fatto che ponevi sullo stesso piano,il caso di Eluana con la fine della vita di Papa G.P.II. Mi pare che meglio delle delucidazioni del Dott,Lenchi io non saprei cosa altro aggiungere. Non ti ho risposto subito perchè non ho avuto il tempo,credimi,di vedere il materiale da te suggerito. Dammi qualche ora di tempo e così provo a rispondere al tuo ultimo dire,abbastanza articolato e complesso. Intanto, ti auguro un buon pranzo!

  22. @ Federico Lenchi
    Sarei indrottrinato da chi? Ti ricordo che mi sono costruito da solo la mia morale. E poi devi contestualizzare la vicenda palestinese. Come ti sentiresti al loro posto, non odieresti Israele? E poi dove sta la provocazione al cattolicesimo?

  23. Caro professore, buon pranzo anche a lei.

  24. Carissimo Giuseppe, ma che mi fai fare? Sono da parenti e invece di sorseggiare un the con biscotti mi sono incollato al loro compute dove ho trovato la tua lettera e quella del professore che saluto cordialmente.Ti risponderò con più calma sui vari punti. Mi limito a dirti che la famosa pillola RU solo apparentemente è meglio dell’intervento in ospedale in quanto è una bomba di testosterone che determina contrazioni tali da poter provocare rotture d’utero molto pericolose perchè avvengono in ambiente casalingo.Guarda che non ti sto dicendo storie. Ma te ne parlerò in maniera più approfondita.
    Per quanto riguarda la morale proprio qui sta il tuo errore: non ci si può fare una morale propria infatti la tua morale è senz’altro diversa da quella di un mafioso e quella di un mafioso infinitamente diversa da quella di San Francesco. Se ciascuno si facesse una morale propria potremmo tornare ai tempi delle caverne.
    Anche l’argomento Israele lo accantono per momenti più tranquilli: spero che come sempre tu non abbia preconcetti o visioni unilaterali e che tu abbia a ricordare come gli Ebrei sono stati trattati 60 anni fa.
    Il torto e la ragione non sono mai da una sola parte.
    Ora vado a vedere se mi hanno avvanzato qualcosa.
    ciao

  25. Dover trasferire le proprie emozioni in certi momenti della vita, diventa difficile specialmente
    quando queste sono sollecitate da casi in cui la pietà umana la fa da padrona. Appunto desidero parlare di pietà, anche se penso che questa definizione sia passata di moda a tal punto che molto probabilmente sono in pochi coloro che ne sono ancora a conoscenza e di conseguenza la utilizzano. La società, purtroppo, vive in uno stato di crisi profondissima; non esistono valori e si è purtroppo diventati aridi fino al midollo. Si è purduta la dignità di singoli e di collettivo. Sento di dover inviare questa e mail ad una persona che ha combattuto per anni, affinchè alla propria figlia venisse tolta la vita nella forma e negli aspetti più legali possibili e, per potervi riuscire, non ha esitato a coinvolgere quante piu istituzioni, rendendo così pubblico il dramma di una ragazza sfortunata. Non volevo scrivere questa e mail ma, dopo aver ascoltato il suo amico Crisafulli, l’ho sentito doveroso Lei, Englaro, oltre ad essere senza cuore, è anche un grande bugiardo: non dica a nessuno come è ridotta sua figlia! Questo non lo potrà, comunque, giustificare, nè davanti agli uomini, nè davanti a Dio! Mi chiedo:” Che strano tipo di padre lei è stato?” Rifletta…

  26. Mons. Casale: “Eluana lasciamola morire in pace come facemmo con Giovanni Paolo II”
    Intervista a monsignor Giuseppe Casale di Giacomo Galeazzi tratta da La Stampa del 5 febbraio 2009

    Nel pieno della mobilitazione della chiesa cattolica contro la «morte» della Englaro, l’arcivescovo Giuseppe Casale (ndr arcivescovo emerito di Foggia-Bovino) afferma, fuori dal coro, che “Non è tollerabile accanirsi ancora … Dovremmo smettere di agitarci contro i mulini a vento e chiederci se quella della Englaro sia realmente vita.
    Una vita senza relazioni, alimentata artificialmente non è vita. Come cattolici dovremmo interrompere tutto questo clamore … E’ giusto lasciarla andare nella mani di Dio. Invece di fare campagne bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre”.

    «Mi sento vicinissimo a papà Peppino. Quella di Eluana non è più vita, porre termine al suo calvario è un atto di misericordia». Nel pieno della mobilitazione cattolica contro la «condanna a morte» della Englaro, l’arcivescovo Giuseppe Casale ( ndr arcivescovo emerito di Foggia-Bovino) prende le distanze dall’«accanimento contro un povero corpo martoriato, tenuto artificialmente in un limbo».

    Lasciar morire Eluana è carità cristiana?

    «Sì. Non è tollerabile accanirsi ancora né proseguire questo ormai stucchevole can can. C’è poco da dire: l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta alcun beneficio può essere legittimamente interrotta.
    Perciò, lasciamo che Eluana termini i suoi giorni senza stare lì a infierire senza alcun esito né speranza di guarigione. Si è creato il “caso Eluana” agitando lo spettro dell’eutanasia, ma non qui si tratta di eutanasia. Alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Vedo quasi il gusto di accanirsi su una persona chiusa nella sua sofferenza irreversibile».

    Vaticano e Cei combattono una battaglia durissima

    «Dovremmo smettere di agitarci contro i mulini a vento e chiederci se quella della Englaro sia realmente vita. Una vita senza relazioni, alimentata artificialmente non è vita. Come cattolici dovremmo interrompere tutto questo clamore e dovremmo essere più sereni affinché la sorte di Eluana possa svilupparsi naturalmente.
    I trattamenti medici cui è stata sottoposta non possono prolungarle una vera vita, ma solo un calvario disumano. E’ giusto lasciarla andare nella mani di Dio. Invece di fare campagne bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre».

    Perché non è eutanasia?

    «L’alimentazione artificiale è accanimento terapeutico, se la si interrompe Eluana muore. Rispettiamo le sue ultime volontà e non lasciamo solo quel padre che, appena si saranno spenti i riflettori di una parossistica attenzione, sarà in esclusiva compagnia del suo dolore.
    Io lo comprendo, prego per lui, gli sono vicino. Neanche io vorrei vivere attaccato alle macchine come Eluana, anche per me chiederei di staccare la spina. Proprio perché crediamo che la morte non abbia l’ultima parola, dobbiamo inchinarci al suo mistero, invece di nasconderci nelle dispute tecniche. Eluana non c’è più da tanto, da molto tempo prima della rimozione del sondino che simula un’esistenza definitivamente svanita».

  27. Caro Giuseppe,
    trovo solo adesso il tempo per la mia risposta. Circa la situazione Englaro,credo che la ragione ci dica che la vita umana è sacra, dunque intoccabile,tranne che quando essa sta per arrivare, di suo, al “capolinea”. In uno stato di diritto,la Costituzione ci dice che la vita è il valore supremo e che il diritto alla salute (dunque alimentazione ed idratazione) sono assicurati ad ogni cittadino che attraverso di essi continua a vivere.Il rapporto tra lo Stato ital.e la Chiesa cattolica,come ben sai,è normato dai patti lateranensi e dall’art.7 della costituzione che afferma la laicità dello Stato,ma,al contempo,dice la sussistenza di un rapporto particolare con il cattolicesimo per ragioni di ordine storico.Cioè il cattolicesimo è presente,da 2000 anni,in territorio italiano e ha plasmato con i suoi valori e le sue verità di fede la nostra storia.La laicità dello Stato non è da concepire come valore che si contrappone ad ogni forma di religione,seria,presente nel territorio nazionale. Ma come una sinfonia di valori,tra cui quelli religiosi,a cui lo stato ricorre per la vita dei suoi cittadini. Dunque poichè tutto ciò che è cristiano è,anche,profondamente,umano,non capisco perchè parli d’ingerenza…..la legislazione abortista e quella sul divorzio che ingerenze sono?
    Inoltre,ti ricordo che lo Stato Italiano ha creato concordati anche con altre religioni presenti in esso,seppur in forma minoritaria: Valdesi,Ebrei,Evangelici ecc.ecc.Anche loro ricevono benefici da parte dello Stato. La questione del “Dio non esiste”, non pensi che sia un’offesa anche per Ebrei e Islamici? Inoltre,dove ti risultano esistere,in luoghi pubblici, le scritte “Dio esiste”.Anche l’ateismo ha una sua ragione d’essere,ma nella misura in cui non offende i credenti. La preghiera degli islamici.Beh,converrai con me che con tanti luoghi e spazi pubblici esistenti,andare a pregare in piazza duomo a Mi,mi sembra una palese provocazione e contro gli Ebrei e contro i Cristiani. Hai mai sentito parlare,tu che difendi la laicità dello stato,del c.d. “Pan-Islamismo”? Conosci gli effetti devastanti del fondamentalismo islamico? Hai seguito i tanti arresti,avvenuti in Italia,di fondamentalisti Islamici? Perchè,le autorità di Polizia G. hanno chiuso la moschea di via Ienna a Milano?
    Circa le manifestazioni religiose su suolo pubblico dei cattolici. Sei a conoscenza che per porle in essere si chiedono,di volta in volta,le autorizzazioni alle questure o ai commissariati di zona? Dunque sono manifestazioni autorizzate dallo Stato. Perchè le definisci “contro legge”? C’è qualcuno che è obbligato a parteciparvi? Mi pare di no! Allora?
    Seguirà seconda parte sulle questioni etiche.

  28. “Dunque poichè tutto ciò che è cristiano è,anche,profondamente,umano,non capisco perchè parli d’ingerenza…..la legislazione abortista e quella sul divorzio che ingerenze sono?”.
    Dimentica che prima di arrivare al divorzio e leggi abortiste c’è stato il putiferio della Chiesa Cattolica per il no assoluto. Adesso mi dica cosa è più giusto:
    1) che lo Stato sia influenzato da Vaticano nella promulgazioni di leggi etiche, evitando di promulgarle e quindi eliminando anche la scelta.
    2) che lo Stato rispetti il parere del Vaticano ma conduca lo stesso la promulgazione della legge e poi sarà solo una questione di scelte.
    Per adesso viviamo nella prima situazione e io mi vergogno profondamente ad essere italiano. E poi non dimentichiamo che il cristianesimo non è stato sempre umano e i suoi errori li ha fatti, come tutte le altre religioni o peggiori in tempi passati. Ma questa è un’altra storia…
    La legge vieta l’effettuazione di messe, di preghiere, di visite pastorali e di benedizioni in ambito scolastico e lavorativo…mi riferivo a questo quando parlavo di “contro legge”, era un argomento a supporto del fatto che queste si continuano a fare senza minimo rispetto dei luoghi “pubblici”.
    La scritta “Dio non esiste” vi offende. Dire in diretta mondiale che Dio ti vede e ti giudica no…La buttate sul piano morale, nel senso che secondo il vostro parere dire che Dio non esiste è sconfortante, ma come sempre dimenticate la libertà di espressione…
    L’unica cosa che voglio è semplice, e in molti paesi europei è già avvenuto. Le leggi devono andare avanti per garantire diritti alle coppie di fatto, ai ricercatori, al testamento biologico, alla convivenza, ai funerali civili, alla procreazioni medicalmente assistita, all’apostasia…Sta poi a ognuno di noi scegliere che fare. La repressione è la madre di tutte le perversioni. Quando uno Stato dimentica che deve garantire ogni diritto e decisione, influenzato dalla morale di un altro Stato come il Vaticano, non scorgo la differenza tra Stato Laico e Stato Confessionale….La laicità è un valore etico di rispetto reciproco, ma anche di completo distacco da ogni religione rispettando ogni pensiero che non non danneggi l’uomo…Manca poco che si utilizzi la bibbia come costituzione, e visto come si comporta Berlusconi non è poi così remota come idea…

  29. Dov’era il sedicente popolo della vita quando un mese fa morivano centinaia di bambiani a Gaza, le inutile ideologiche pagnotte dov’erano? Furore ideologico, e indifferenza per la sofferenza umana: tutto qui!

  30. @ Giuseppe,
    la Chiesa ha alzato la voce contro il divorzio e,soprattutto,l’aborto perchè è nel suo DNA difendere la famiglia e la vita che sono,innanzitutto valori laici. Nonostante ciò,i referendum hanno dato parere favorevole e sono state fatte le due leggi. Ad oggi,mi risulta,che gli stessi sostenitori della legge sull’aborto,chiedono di rivederla,perchè è scientificamente vergognoso che si consenta solo alla donna( e il padre del bambino?) di poter fermare una vita entro il 90 giorno di gestazione( quando il bambino è già tutto formato) senza nessun motivo. Siamo in uno stato laico e di diritto o in una carnezzeria autorizzata?
    Inoltre,ti ricordo che in Italia,le leggi vengono fatte dal Parlamento e non dallo stato vaticano. La chiesa cattolica dice la sua perchè il cristianesimo,come ogni altra seria religione, avendo una sua dimensione storica chiede anche una prassi realizzativa dei suoi principi che,ripeto,sono profondamente UMANI. Se lo stato non promulga alcune leggi è perchè le ritiene dannose o improprie per al vita dei suoi cittadini.
    Non è affato vero che la legge vieti gli atti di culto nei luoghi pubblici. Dice solo di rispettare la libertà di coscienza dei soggetti. Ciò vuol dire che se vine celebrata una Messa in una scuola o in una fabbrica se ne lascia libera la partecipazione. Dov’è tutta questa costrizione?
    Il codice penale italiano prevede una multa e,credo,anche la denuncia,per chi bestemmia in luoghi pubblici.Offendere Dio,te lo ripeto,significa offendere la sensibilità di milioni di credenti in Lui,i quali essendo cittadini hanno il diritto di essere tutelati dallo Stato. In Italia i diritti delle coppie di fatto sono già garantite dal codice civile.Basta andare da un qualsiasi notaio e mettere nero su bianco. E’ normale,secondo te,che si chieda allo stato di legittimare due omosessuali nella qualità di famiglia? Ovvio che no,per la semplice ragione,mi sembra,che non possono procreare. Va rispettata la loro scelta,ma lo Stato deve aiutare le famiglie etero,cioè naturali,poichè garantiscono la nascita dei bambini e,quindi,il futuro dello stesso Stato. Cosa impedisce,ad oggi,di celebrare funerali civili? Nulla! Allora? Cosa impedisce,ad oggi, di convivere o di sposarsi con il rito civile? Nulla! Allora,mi chiedo,dobbiamo continuare a discutere su pregiudizi o su realtà oggettive?
    La legge 40 è stata fatta per mettere ordine in quel casino che era la procreazione assistita in Italia. Ti sembra normale,che una donna a 60,70 anni debba diventare madre? Ti sembra normale che un bambino nato tramite la fecondazione assistita (eterologa) non abbia il diritto di sapere chi è suo padre e suo madre? Ti sembra normale tutto ciò? Ti sembra normale introdurre la RU-486 che è un farmaco devastante per la vita della donna? Alcune donne,facendone uso sono morte. Dunque ti prego di informarti. Lo stato non è un Becchino,ma una realtà che salvaguarda la vita dei suoi cittadini.Ripeto cittadini,tra cui anche i credenti. Inoltre consentimi di dissentire sul fatto che “la laicità è un valore…di completo distacco da ogni religione”. Perchè non è così? Perchè le religioni con le loro direttive morali,insistono nella storia. Non sono belle storielle per i bambini discoli o addormentati. E hanno diritto di piena cittadinanza. Tutte. Gli errori della Chiesa…poi te la prendi se ti ri-dico che sei affetto dal virus “dell’anti cattolicesimo per l’anticattolicesimo”. Non hai speso una sola parola sui pericoli derivanti oggi per le nostre democrazie dal fondamentalismo islamico…..allora? Dove vedi e dove svedi!!!

    @ Antonella,
    innanzitutto benvenuta. Hai seguito gli interventi di Papa Benedetto con cui chiedeva la fine della guerra? Ha mai detto che i morti palestinesi andavano bene? Non mi risulta. Parli di furore ideologico…prova tu a badare per 17 lunghi anni con il corpo di soggetti come Eluana come hanno fatto le suore di Lecco( e non suo padre). Poi mi dirai se è furore ideologico o carità e amore verso la sofferenza umana.
    Cordiali saluti!

  31. Caro professore,
    negli altri paesi europei quelle leggi già sopracitate sono state approvate, ma non penso che abbiamo la nostra stessa crisi sociale.
    —Legge 40: l’assurdità di tali norme è stata presto portata alla luce dai casi di cronaca. Con una sentenza del maggio 2004 il Tribunale di Catania ha respinto la richiesta di una coppia di coniugi (portatori sani di betatalassemia) di impiantare solo embrioni sani: secondo il giudice Felice Lima «gli ovuli fecondati vanno impiantati, anche se c’è il rischio che possano essere portatori di malattie genetiche». Un’altra coppia ha quindi preferito recarsi a Istanbul (Turchia) per permettere alla madre di essere fecondata con gli embrioni “sani”, in grado di salvare il figlio talassemico. Le coppie che si rivolgono ai centri italiani sono drasticamente calate di numero, mentre sono letteralmente esplosi i cosiddetti “viaggi della speranza”, pressoché quadruplicati.
    —Coppie omosessuali: vengono riconosciute ma non hanno nessun diritto di eredità o di rappresentanza del partner. Cmq dal suo ragionamento non dovrebbero essere famiglie quelle etero sterili, in quanto non possono procreare e dare alla luce il futuro dell’italia.
    —Ru-486: utulizzata in tutti i paesi dell’ue senza problemi, solo l’italia preferisce la pratica chirurgica.
    —Funerali civili: in realtà c’è il vuoto politico del 2005 perchè non è mai passata a legge quella di dare uno spazio nei cimiteri per funerali che non siano religiosi.
    —Aborto: penso che sia una scelta cosciente dell’interessata se portare avanti la gestazione oppure no. Metti che è stata vittima di stupro, se non ci fosse una legge in materia, sarebbe costretta a portare avanti una gravidanza imposta.
    —Visite pastorali e messe in ambiente di lavoro: per lo statuto dei lavoratori non penso ci sia il via libera a celebrazioni religiose durante l’orario di lavoro.
    La negazione di questi valori sarà umano per lei, ma per me rappresentano una negazione bella e buona della libertà di scelta. Continuo a dire che negare qualcosa non elimina la possibilità di farlo. Esempio: se qualcuno non ritiene giusto mangiare gli animali, perchè lo ritiene un assassinio, privare la vendita di animali lo ritiene corretto per gli altri cittadini? penso di no. Non ho speso una parola sul pericolo del fondamentalismo, perchè è assodato che qualsiasi cosa imposta sia negativa per uno stato. Non si può comparare l’Italia agli stati confessionali islamici. Ogni tipo di fondamentalismo deve essere combattuto…

  32. Come potete vedere dalle mie precedenti mail io, cattolico, ho sempre sostenuto che non fosse concepibile sotto il profilo dell’etica cristiana, sospendere l’alimentazione ad Eluana.
    Altri invece erano favorevoli e questo scambio di vedute con voi ha dato luogo ad un allargamento del dibattito con sconfinamenti sul ruolo della Chiesa senz’altro negativo, secondo Giuseppe, sulla società attuale. Infine c’è stato chi ha pure domandato dove eravamo, noi che difendiamo ad oltranza la vita non vita di Eluana quando gli Israeliani. massacravano i Palestinesi di Gaza . Non desiderando polemizzare oltre, per il momento voglio ritornare al punto di partenza riguardante Eluana.
    Proseguendo, altri che si definiscono cristiani, hanno demonizzato il comportamento di papà Englaro arrivando ad insultarlo definendolo non padre ma mostro. Proprio a questi ultimi, proprio perché credenti e quindi seguaci di Cristo mi rivolgo, invitandoli a riflettere sul dramma di questi infelici genitori.
    Eluana era molto bella, intelligente, piena di vita e di voglia di vivere, con un futuro pieno di promesse e di aspettative.
    Non è difficile immaginare come i suoi genitori vivessero in funzione di questa figlia e come ne fossero immensamente orgogliosi. Per di più figlia unica. Una figlia che a loro era riuscita come meglio non si poteva. Una figlia che sembrava nata solo per dare soddisfazioni.
    Poi, improvvisa la tragedia, il buio, la disperazione. Settimane, mesi di attesa e di angoscia. La mamma che le portava in ospedale, le camicie più alla moda, che le pettinava i lunghi capelli perché Eluana, anche se malata, doveva essere sempre la più bella. Un calvario estenuante vissuto nella speranza di un risveglio. Infine la sentenza: “ Eluana non tornerà mai più quella che era. Non potrà mai più parlare, ridere, andare alle feste, studiare, sposarsi. Eluana non si risveglierà mai più. Eluana sarà sempre come ora, morta.”
    Per papà Bettino il crollo psicologico acuito dalla metamorfosi di un corpo, una volta splendido e ota ridotto ad un povero fagotto rattrappito.
    Eluana chiusa nella prigione della sua mente spenta, spenta per sempre.
    Per il padre questa non era più la figlia di cui era così orgoglioso, non era più Eluana.. Eluana era quella che si divertiva in Trentino in lunghe sciate, era quella piena di amici, era quello spirito libero, quella forza della natura, era quella splendida ragazza che tutti gli invidiavano. Era quella che sorrideva spensierata nelle fotografie date ai giornali, immagini di tempi felici che mai più sarebbero tornati.
    Quel povero corpo atrofizzato, che mai ha voluto mostrarci, quelle braccia e gambe rattrappite quella mente spenta e persa nella notte del coma vegetativo non era, non poteva essere Eluana.
    Per lui Eluana era morta, morta per sempre quella mattina del 18 gennaio 1992.
    E poi, come se non bastasse la dolorosa malattia della moglie.
    Se siamo cristiani, se lo siamo veramente, preghiamo in silenzio ricordandoci che con la morte di un figlio si spegne per sempre anche la vita di coloro che lo hanno generato.
    Vi saluto con affetto

    Federico lenchi

  33. Caro Federico,grazie per queste bellissime e sagie parole,che sottoscrivo in pieno. Ho pregato per Eluana e per la sua famiglia.Non ho mai espresso una sola parola di condanna nei loro confronti.La mai esperienza di vita e familiare mi ha fatto convivere,per tanti anni,con il dolore grande di mia madre,per la morte di una mia sorella, di appena soli 4 anni,causa un incidente stradale. Io ero a bordo dell’auto,ho visto la morte in faccia,ma mi ha lasciato vivere…..Da quel triste giorno,mia madre è come se fosse morta insieme alla figlia. Sono drammi che provano e tanto.
    La fede ci aiuta non poco,ma il dolore umano resta….
    Ti saluto con grata amicizia.

  34. @ Federico Lenchi

    Salve, riferendomi all’ultimo tuo post, non posso che farti i miei complimenti per la vivace immaginazione e creatività che ti caratterizza. Niente male. Sentimentalismo da manuale.
    Mi chiedo che fine abbia fatto il diritto e la libertà di decidere sulla propria vita in tutto questo.
    Ognuno decida per se stesso, se ce lo permetteranno. E a quanto pare stanno lavorando sodo per negarcelo questo diritto. Ma è una pagina aperta, corrano pure. Quando si andrà al referendum abrogativo e gli italiani potranno pronunciarsi direttamente, la situazione prenderà il giusto verso del rispetto di un diritto fondamentale della persona che è quello di poter scegliere, liberamente, come finire la PROPRIA vita.

    Saluti.

  35. Marinella Chirico è stata invitata dai genitori della donna, che desideravano che una professionista dell’informazione constatasse in che stato era ormai la figlia

    LA TESTIMONIANZA DI UNA GIORNALISTA RAI “ELUANA ERA IRRICONOSCIBILE, DEVASTANTE VEDERLA”

    “Era completamente immobile, gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostarla ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l’unica parte che non si poteva tutelare era questa”

    TRIESTE – Eluana Englaro era “irriconoscibile” rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine “è stato devastante”: è la testimonianza della giornalista della Rai Marinella Chirico, che domenica pomeriggio ha visitato la donna, su invito dei genitori. La giornalista
    ha trascorso circa tre ore nella stanza di Eluana.

    “Eluana – ha raccontato Marinella Chirico – era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l’unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l’impatto”.

    “Era da tempo che seguivo questo caso – ha raccontato la giornalista – e il rapporto da professionale si è trasformato in un rapporto personale di stima e anche di affetto, prima con il dottor De Monte e poi con gli stessi familiari, con Beppino Englaro e con il fratello Armando”.

    “Mi è stato chiesto di vedere Eluana – ha aggiunto – perché c’erano delle critiche ferocissime e crudeli che mettevano in dubbio lo stato reale di Eluana. Questa polemica continuava a crescere e Beppino era profondamente ferito e angosciato dal fatto di non essere creduto quando diceva che la figlia era veramente in condizioni disperate”.

    “Mi hanno chiesto se volevo vedere Eluana – ha riferito – perchè volevano che un professionista dell’informazione, ma anche una persona di fiducia entrasse in questa stanza. Domenica pomeriggio, accompagnata dal dottor De Monte, sono entrato nella cameretta di Eluana. Siamo rimasti lì quasi tre ore. Ci sono state le cure, c’è stata anche la visita di un ispettore, come previsto dal protocollo”.

    Da: repubblica.it del 10 febbraio 2009

  36. Lo dice uno studio dell’epidemiologo Guido Bertolini, dell’istituto Mario Negri di Milano

    MA I MEDICI STACCANO LA SPINA NEL 62% DEI DECESSI NEI CASI DI RIANIMAZIONE

    Si tratta di «desistenza terapeutica», cioè uno stop alle cure che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia.

    ROMA – Il 62% dei decessi nelle rianimazioni italiane sono provocati da un intervento attivo del medico definito «desistenza terapeutica», cioè uno stop alle cure che potrebbero essere considerate un accanimento terapeutico e che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia.

    LO STUDIO – Lo rivela uno studio presentato lo scorso anno e condotto in 84 unità di rianimazione italiane dall’epidemiologo Guido Bertolini, dell’istituto Mario Negri di Milano, che fa luce sulle scelte che quotidianamente vengono fatte e che oggi sono al centro del dibattito per la vicenda di Eluana Englaro e per l’attesa legge sul testamento biologico. L’intervento del rianimatore si traduce nella sospensione del sostegno alle funzioni vitali o nella mancata attivazione di ulteriori aiuto, come la dialisi, ma in ogni caso, avevano tenuto a sottolineare Bertolini non si tratta di eutanasia.

    D’ACCORDO CON LA FAMIGLIA – Nello studio sono state analizzate 3800 schede di pazienti deceduti nelle terapie intensive ed è stato eseguito un approfondimento su 6 unità di rianimazione in cui sono state indagate le dinamiche decisioni che hanno portato i medici alla decisione di interrompere le cure. Nella quasi totalità dei casi riferiti, secondo lo studio, la decisione di interrompere la cura avviene in pieno accordo con la famiglia del paziente e, in rarissimi casi, con il paziente stesso. Rari i casi in cui il medico valuta autonomamente di non continuare nelle cure prestate perché questo non cambierebbe l’evoluzione naturale della malattia. Secondo le statistiche italiane nelle rianimazioni muore il 20% dei pazienti ricoverati.

    da: http://www.corriere.it del 06.02.09

  37. Carissimo Michele ho letto quanto hai voluto raccontarci che non dubito abbia dolorosamente segnato la vostra esistenza. Puoi capire meglio di chiunque altro. Mi assenterò qualche giorno per cui ci risentiremo la prossima settimana. A presto
    Federico

  38. Beh certo, è dura affrontare argomenti quali, autodeterminazione, scelte autonome ed indipendenti degli individui sulle questioni della disponibilità della propria vita in uno stato laico. L’art. 32 della nostra Costituzione che afferma che nessuno può essere obbligato a un qualsivoglia trattamento sanitario, inoltre, parla chiaro. Il rifiuto delle cure, secondo la nostra Costituzione, è legittimo anche quando dovesse comportare la morte del soggetto.
    Nel caso Eluana Englaro, la Chiesa, ed una buona fetta di cattolici (non tutti per fortuna) hanno mostrato intransigenza ed arroganza volendo ad ogni costo condizionare le decisioni dei giudici, e sottolineo dei GIUDICI della Suprema Corte di Cassazione, che hanno verificato che le volontà ultime di Eluana tramite la voce del padre e testimoni, e non di Beppino Englaro.
    Beppino Englaro è stato il portavoce delle volontà della figlia in termini di fine vita.

    Solo nel nostro paese l’attività del legislatore può essere condizionata in ultima istanza dal giudizio del Vaticano. E’ bastata una telefonata del segretario di stato vaticano perché Berlusconi avesse obbedito, attivando un decreto legge che mette in luce la reale situazione del nostro paese; una nazione a gestione clericale, quando tutti i sondaggi dicevano che l’80 per cento della popolazione italiana la pensava in maniera diversa. La destra al governo ha evidenziato con arroganza e presunzione un governo clericale dove le leggi non le fa piu’ il Parlamento, ma il Vaticano, e le regole non sono piu’ applicate dalla magistratura ma dal cardinale segretario dello stato estero vaticano. In questo modo il peccato torna ad essere reato e il governo del Paese solo un’appendice ubbidiente del Papa re.

    Il raccontino dell’amico federico lenchi è solo una proiezione di quello che sarebbe lui al posto di Beppino Englaro. “Non è difficile immaginare come i suoi genitori vivessero in funzione di questa figlia ecc..ecc..”
    Le prime parole che disse Beppino Englaro ricevuta la sentenza della Cassazione furono : “Viviamo in uno stato di diritto”. Ha pensato al diritto individuale, non a falsi sentimentalismi da manuale tirati fuori faziosamente da utenti dall’immaginazione particolarmente creativa.

    Saluti, cari…

  39. Visto che siamo, diciamolo pure, in qualche modo a tema:

    IL CASO CANGIAMILA, TEOCON DEL ‘700

    di Gabriello Montemagno

    Suo il trattato di “Embriologia sacra” ritenuto uno dei primi testi di ostetricia.

    Non c´è dubbio, in teoria, che la missione del prete sia quella di salvare le anime delle creature umane. Battesimo ed estrema unzione, com´è noto, sono i due lasciapassare per la vita eterna dell´anima. E rilasciare questo «pass» è il mestiere del prete. Dunque, cercare le anime da salvare – anche in luoghi e situazioni impensabili – fu l´ossessione, la mission impossible di un famoso gesuita siciliano. Si chiamava Francesco Emanuele Cangiamila.
    Era nato a Palermo nel 1702. All´età di 15 anni è già dottore in Legge ed esercita la professione di avvocato. Studia teologia dai gesuiti e a 26 anni è ordinato sacerdote. Viene inviato come arciprete a Palma di Montechiaro, dove resterà per dodici anni. Ritornato a Palermo, è nominato direttore degli Studi del Seminario, e poi Inquisitore fiscale presso la Santa Inquisizione. Morì nel 1763. La sua fama è soprattutto legata ad un vero best-seller dell´epoca intitolato “Embriologia Sacra, overo dell´ufficio dei sacerdoti, medici e superiori, circa l´eterna salute dei bambini racchiusi in utero”, pubblicato a Palermo nel 1745, seguìto da diverse edizioni in molte città d´Europa fino ai primi dell´Ottocento. Se il nome di questo ecclesiastico nulla più dice alla generalità dei lettori (tranne in quel di Palma di Montechiaro, dove è ancor viva la sua fama e dove una strada e una scuola sono a lui intitolate), continua invece ad essere citato in saggi di filosofia, e nella storia dell´ostetricia. Su queste colonne il 28 marzo 2006 Giovanna Fiume esaminò acutamente gli aspetti teologici della sua opera. Ma sorprende il vederlo portato ad esempio in un articolo di Adriano Prosperi sui pregiudizi ideologici in materia di inizio e fine della vita (“La vita obbligata”, la Repubblica del 6 gennaio scorso): «capaci di azioni come quelle del prete siciliano che entrava nelle stanze delle partorienti a rischio di esito infausto e ne faceva aprire il ventre per battezzare il feto e salvarne l´anima: si chiamava Francesco Emanuele Cangiamila». Certo, detta così la cosa può apparire abbastanza truce. Ma è vera nella sostanza. In premessa al suo trattato infatti il Cangiamila dice: «Due sono gli scogli che deve evitare il medico. Il primo è l´omicidio corporale del povero feto innocente, il secondo è l´omicidio spirituale del medesimo, perché se muore prima di nascere resterà senza battesimo, e perirà eternamente». E riferisce del primo esperimento da lui stesso condotto con successo, facendo praticare il taglio cesareo post-mortem e “salvando” il primo neonato: «Il 5 ottobre 1736, essendo morta una assai povera contadina della mia parrocchia di Palma, una Mammana ben antica e Dr Luciano Taibi eccellente chirurgo attestano che la creatura era morta da due giorni: ma io volli risolutamente che la madre ad ogni costo si incidesse e la bambina trovossi viva. Ella morì poi un quarto dopo (il tempo di battezzarla, ndr) ed io feci che si seppellisse con pompa e ne celebrai io stesso l´uffizio funebre per rendere a bella posta sonoro il fatto».

    Fu questo l´inizio della sua missione e degli studi che lo portarono a scrivere l´Embriologia Sacra, considerato uno dei primissimi trattati di ostetricia, che l´autore inviò a proprie spese a quasi tutti i vescovi del mondo. E fu un grande successo, come osserva lo stesso Cangiamila, perché sia in Europa che in Asia ha prodotto questo grande interesse «a salute dei bambini. Dove affatto era incognito il parto cesareo, ivi ora messo in pratica mirabili effetti ei produce del continuo». E la diffusione del libro si deve anche ad uno sponsor d´eccezione, addirittura il Papa Benedetto XIV che in una sua opera, De Synodo Diocesana, elogia il libro del nostro per la sua grande utilità e necessità, e scritto con solidi argomenti e molta erudizione. E addirittura lo stesso Benedetto XIV, il 7 aprile 1756, scrive una lettera personale all´Autore per avvertirlo che «libri Tui de caesareo partu fecimus mentionem». E certamente, si legge nei testi scientifici, l´opera del Cangiamila contribuì fortemente alla conoscenza pratica e diffusione del taglio cesareo, fino ad allora conosciuto solo in teoria e praticamente avversato. Il cesareo, dunque, diventa una questione morale, alla quale né la donna gravida né i suoi parenti né levatrici né medici e barbieri possano sottrarsi, onde evitare che il “fantolino” non battezzato possa finire in eterno nel Limbo, pena la scomunica per tutti, comminata dai vescovi. Mentre addirittura due anni di carcere minacciava una prammatica emanata nel 1749 da Carlo III re delle Due Sicilie. Il prete palermitano non era un medico, ma molto si era documentato sui testi di anatomia e chirurgia dell´epoca, ai quali univa la sua esperienza pratica in argomento. «Io ho fatte fare in Palma colla mia presenza molte incisioni. In tutte queste il feto era vivo, benché le madri erano morte di molti morbi. Solo in una si vide morto: ma la madre era stata uccisa dal marito dodici ore prima che le vicine se ne accorgessero». Per conseguenza: «Non si deve perdere tempo a fare il taglio cesareo: ma che non si deve neppure tralasciare, benché sia trascorso molto tempo dalla morte della madre: perché i feti possono sopravvivere giorni interi». Le cose si complicano notevolmente se la madre non è morta. Come comportarsi infatti di fronte ad un parto difficile che mette a repentaglio la vita della donna? Qui il trattato del Cangiamila fa molti distinguo, ma in sostanza (e poi nella pratica zelante degli operatori) si può ricavare questo insegnamento: la madre anteponga la vita spirituale del figlio alla sua corporale. Nel dilemma se salvare la madre o il bambino, il chirurgo preferisca il secondo, perché tanto la madre è già battezzata. E questo anche se si giudica che il piccolo resterà in vita solo poche ore «quanto basti a cavarlo dall´utero e conferirgli il battesimo». Come ci resterebbe di stucco padre Cangiamila se sapesse che un altro papa Benedetto, cioè papa Ratzinger, nell´aprile del 2007, ha emanato un documento che stabilisce che il Limbo non è un dogma, e che le anime dei bimbi non nati vanno direttamente in Paradiso. Potrebbe però consolarsi con la sua teoria sull´aborto. Infatti Cangiamila consigliava di dare una penitenza anche alle donne che subivano un aborto involontario. Egli scriveva: «Sarebbe espediente che secondo l´antica disciplina si punissero a cautela le donne con qualche castigo, benché involontariamente abortiscano: perché facilmente può intervenirsi qualche colpa almeno remota. Ciò gioverà almeno in futuro ad atterrirle e tenerle lontano dall´aborto». Ma non è soltanto l´anima dei bimbi non nati che occupa le meditazioni di padre Cangiamila. Anche quella di adulti che sembrano morti per un accidente, come l´annegamento; e che invece si possono far rivivere, anche per poco, per somministrare loro i dovuti sacramenti. Fu questo l´argomento di un suo applaudito discorso tenuto a Palermo di fronte agli accademici del Buon Gusto nel 1755, intitolato “Degli Annegati”, nel quale «si dimostra che gli annegati possono vivere per notabile tempo sott´acqua; e si prescrivono gli aiuti che debbono darsi loro per farli rinvenire quando si estraggono». Qui veramente lo zelo del nostro sacerdote nel voler mandare la gente in Paradiso raggiunge il sublime. Osserva in premessa che anche in Sicilia ogni anno si contano diversi morti annegati che vengono subito destinati al sepolcro, «e pure molti di questi erano, come proverò, vivi, e poteano soccorsi a tempo perfettamente ristabiliti nella pristina sanità; altri almeno essere richiamati per poco all´uso dei sensi, e così ricevendo piamente gli ultimi Sagramenti provvedere al grand´affare di loro eterna salvezza».

    Per dimostrare la sua tesi cita una nutrita casistica di annegati riportati in vita in diversi paesi europei, con eventi «raccolti dai più famosi filosofi e medici del passato secolo e del presente, ai quali il non prestar credenza dovrebbe stimarsi una bizzarria di critica troppo disdegnosa, per non dir temeraria». Comincia con i casi meno clamorosi, gente rimasta in acqua per un quarto d´ora, mezz´ora, due ore, sedici ore, fino ad arrivare, in un fantastico crescendo, ad otto giorni ed anche 42 giorni di permanenza, restati vivi anche se morti in apparenza e riportati, a forza di pannicelli caldi, «a pristina sanità».
    Ma la casistica elenca anche casi di sommersi per giorni e rimasti sempre svegli e coscienti, come quel giovane che caduto in mare camminò sul fondo per mezzo chilometro fino a raggiungere la riva. Cangiamila descrive infine i vari rimedi per riportare in vita gli annegati e sostiene, con illuminate testimonianze scientifiche, che «massimo fra tutti i rimedi è il fumo del tabacco introdotto negli intestini. Egli eccita il moto peristaltico, e questo moto si comunica al diaframma, ai polmoni, ed al cuore; ed ecco restituito il circolo del sangue e la respirazione dell´aria».

    da Repubblica – Palermo del 06.02.2009

  40. DON GALLO SUL CASO ENGLARO: CHI PARLA DI «OMICIDIO» È IDOLATRA FUORI DALLA CHIESA

    «Una elle ultime encicliche di Pio IX diceva che il primato della coscienza personale è dottrina certa nella nostra Chiesa. Perché questa violenza contro il padre di Eluana? Siamo molto vicini al fascismo»

    Roma – Ma allora non c’è salvezza? Non ci sono vie d’uscita per questa storia che contiene il caso di Eluana, non sembra. Pare, e l’Avvenire di ieri lo testimonia con l’assolutezza delle sue argomentazioni a proposito dello stop all’alimentazione col sondino, che esista solo un fronte etico armato di precettazioni, e non contino il dolore, la sofferenza, la tenerezza di chi cede al linguaggio di questa centralità umana spodestata. Ecco che si produce altro dolore supplementare, indesiderato, mentre la gran bolla mediatica sull’argomento illumina paradossalmente proprio questo vecchio-nuovo frontismo, durissimo, lo sponsorizza.

    Crudeltà involontaria, don Gallo?

    Non so. Certo, meraviglio di fronte a quanti riescono ad usare il termine “assassino” per parlare del padre di Eluana. Una delle ultime encicliche di Pio Nono diceva che il primato della coscienza personale nella nostra chiesa apostolica è dottrina certa. Quindi, chi sostiene il contrario è un eretico. Altrimenti come si farebbe a insegnare il Padre Nostro? Un amico biblista sostiene che non dovremmo recitare “Padre nostro” ma “Papà”. La coscienza personale non è infallibile, ma va rispettata…

    Ci si aggancia al concetto di sacralità della vita per motivare l’assalto alla sentenza della Cassazione…

    Posizione fragile, non sta in piedi. Una delle prefazioni della liturgia dei defunti quando si riferisce alla morte dice espressamente: “Vita mutatur”, non “Vita tollitur”, non c’è frattura, semplicemente la vita cambia, non viene eliminata. Dove sta questa “sacralità”, da dove viene?

    L’Avvenire non ha dubbi, in proposito…

    E invece l’Osservatore Romano ha abbassato i toni, lo trovo un buon segno. Ma chi sono questi che gridano che l’unico comportamento giusto è tenere il sondino? Affermano una verità assoluta difendendo una fisiologia minima di sopravvivenza artificiale rispetto a una morte naturale, il contrario di ciò che dicono di voler sostenere. E non c’è università teologica che metta in discussione il primato della coscienza personale. Quel padre va lasciato in pace, quindi anche e soprattutto per la dottrina della Chiesa e non messo alla berlina con violenza… Ecco: temo che qualcuno si stia sostituendo a Dio e al suo immenso amore proprio tra chi ora grida con quella violenza “non toccate quel sondino”.

    Forse il modo in cui si sostengono questi punti di vista lasciano intravedere relazioni di potere che corrono sotto la presunzione dell’etica…

    Guarda, io amo la mia Chiesa, amo e rispetto i miei vescovi e le mie osservazioni, le mie constatazioni vorrei fossero intese proprio come gesto d’amore. Ma questi signori che spesso non sono preti, rischiano di giocare alla teocrazia, dicono: questa è la volontà di Dio. Ma questa è idolatria, è fuori dalla dottrina della mia Chiesa. Così è accaduto per l’aborto, per la procreazione assistita che ho difeso con il mio voto dopo aver detto al mio vescovo: eminenza, io vado a votare perché questa è la democrazia, altro che far fallire il quorum, e la democrazia sta tutta nella nostra Costituzione che è repubblicana, non privilegio di pochi, a proposito delle relazioni di potere. Una Costituzione per una Repubblica laica, ve lo devo dire io? Glielo devo dire io alla Lombardia dove per questo caso non esiste un solo presidio disponibile? Ma siamo matti? Che fa lo Stato? Se ha a disposizione dieci medici obiettori, deve trovarne uno che tuteli il diritto costituzionale…

    Costituzione azzoppata, quindi, libertà limitata, allora; e poi, cosa c’è dietro questo sondino?

    Una affannosa rincorsa del fascismo. Sai cosa voglio dire quando parlo di fascismo? Mi riferisco a due concetti, “empietà” e “violenza”. Empio è ricorrere alla definizione di “omicidio” quando si vuol bollare il caso Englaro, ma in particolare la discrezione con cui il padre della ragazza si fa interprete della volontà della figlia quando difende l’eliminazione del sondino. Mi vien da dire ai miei vescovi: rispettate le leggi, soprattutto. Queste leggi non obbligano ma consentono. La Corte di Cassazione ha solo affermato un principio costituzionale che va rispettato da tutti, altrimenti non si può pretendere di evitare l’obiezione secondo cui la Chiesa interviene aggressivamente nella vita di questo Stato democratico…

    Non ti sembra che l’evento mediatico lavori a costringere il legislatore in un ambito in cui la libertà di coscienza sarebbe in grado di dare le risposte più dolci e sensate?

    La risposta dovrebbe stare nel rapporto tra medico e paziente. Se esistesse una medicina calda e umana. Ma quel rapporto manca e anche questo attiene alle relazioni di potere nella nostra società. Benché il potere terapeutico sia in crisi, così come quello teocratico della Chiesa. Non si riflette sul rapporto tra vita e morte, non c’è educazione alla prevenzione, non c’è abbastanza amore per l’uomo.

    da l’Unità del 17.11.2008

  41. @ federico lenchi, su Febbraio 8th, 2009 a 12:29 am
    Scrivi: “non ho mai visto nessun paziente di 84 anni già provato da gravi patologie quali il Parkinson riprendersi da una situazione quale era quella in cui si trovava il Papa.”

    Perché. hai mai visto un paziente che dopo 17 anni di stato vegetativi permanente riprenderesi?

    Poi, a proposito della tracheotomia, scrivi: “A Eluana comunque non l’hanno fatta”

    Dovresti informarti meglio, vai a leggere il primo capitolo del libro scrotto dal Sig. Englaro e ti renderai conto che ciò che dici non corrisponde a verità. Eccoti il link:
    http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2008/09/30/eluana_englaro_liberta_e_vita.html
    In fondo all’articolo c’è un link per scaricare il primo capitolo in formato pdf.

  42. @ federico lenchi, su Febbraio 8th, 2009 a 9:41 am
    Scrivi: “Quando un malato giunge stremato alla fine della vita e con l’ultimo filo di voce dice “basta”

    Ti rendi conto che la povera Eluana non aveva più neanche quell’ultimo filo di voce?

    Poi scrivi: “Se così fosse dovremmo uccidere mezzo mondo. Tu ti sogneresti di farlo? Non esiste solo Eluana.”

    Ti sbagli, non tutti chiedono di “essere lasciati morire”, ed io credo che, così come va rispettata la volontà di chi chiede di essere tenuto in vita a costo di qualunque sofferenza, vada rispettata anche quella di chi chiede il contrario. Cosa vi fa sentire in diritto di imporre il vostro pensiero ed il vostro credo a tutti quanti?

  43. @ federico lenchi, su Febbraio 8th, 2009 a 10:43 am
    Scrivi: “Ho notato che l’anestesista Lina Pavanelli da te citata, ha rilasciato le sue dichiarazioni su G.P. II dai microfoni di Radio Radicale. Converrai allora con me che non è la persona più indicata per parlare “super partes” dato che il suo orientamento risulta più che chiaro.”

    Premetto che non sono radicale, però vorrei che mi chiarissi un punto: il fatto che sia chiaro il mio orientamento, rende per caso meno dignitoso il mio punto di vista? Se così fosse, allora, anche il punto di vista del papa, e dei cattolici in genere, dovrebbe subire lo stesso declassamento, anch il loro orientamento è più che chiaro.

    Scrivi ancora: “Perchè dici che la Chiesa Cattolica impone con la forza i suoi dictat? Qualcuno ti ha forse minacciato per quello che sostieni?”

    Non si tratta di minacce, ma di impedire il rispetto della volontà dell’individuo. Non ti sembra che questa sia imposizione?

  44. @ federico lenchi, su Febbraio 8th, 2009 a 12:29
    Scrivi: ” proviamo ad andare a manifestare, noi cattolici, davanti ad una moschea Saudita e poi vedremo quanti di noi potranno prendere l’aereo per tornare a casa.”

    E allora? mi pare che la legge del taglione non faccia parte della dottrina cristiana, anzi, mi sembra di ricordare che uno degli insegnamenti di nostro Signore Gesù Cristo fosse: “porgi l’altra guancia”
    Non ti sembra un po’ incoerente ciò che scrivi?

  45. @ antonella l., su Febbraio 9th, 2009 a 8:53 pm
    Hai ragione Antonella, ed aggiungerei: dov’è il sedicente popolo della vita quando si chiede di rimandare i clandestini nei loro paesi d’origine, forse a morire di fame e di sete, pur essendo in piena salute, e poi ci si indigna per la sospensione dell’alimentazione artificiale ad un corpo inerte?
    (e chiedo scusa all’anima di Eluana per questa cruda definizione)

  46. @ maik07, su Febbraio 10th, 2009 a 1:05 pm
    Scrivi: “…il cristianesimo,come ogni altra seria religione…”
    Quali sarebbero le religioni non serie?
    Che autorità hai tu per deciderlo?
    Ai miei occhi l’agnosticismo e l’ateismo hanno pari dignità di tutte le religioni, vuoi impedirmi di pensarlo, e quindi di mettere in pratica i miei convincimenti, solo perché diversi dai tuoi, pur non ledendo la dignità e l’integrità di nessuno?

    Po scrivi: “E’ normale,secondo te,che si chieda allo stato di legittimare due omosessuali nella qualità di famiglia? Ovvio che no,per la semplice ragione,mi sembra,che non possono procreare.”
    Per la proprietà transitiva, un coppia in cui uno dei due coniugi sia sterile, anche se regolarmente sposata non ha qualità di famiglia!
    Permettimi di dissentire.
    Mi sembra di ricordare che Gesù abbia detto: “ovunque due o più sono riuniti nel mio nome, là sono io in mezzo a loro”.

  47. Caro Ciccio,
    parto dalla tua citazione evangelica per dirti che l’espressione di Gesù non ha connotazioni di carattere sessuale,bensì di fede.
    Le religioni non serie…ve ne sono eccome:il Satanismo,le tante sette che si spacciano per veri percorsi religiosi.Lo stesso ateismo è una religione,ma poco seria perchè nega il semplice principio della causa e dell’effetto. Cioè se c’è una cosa ci sarà qualcuno che l’ha fatta.Dal nulla viene fuori il nulla. Tutto ciò lo dice la RAGIONE,dunque l’ateismo è profondamente anti-razionale. Peggio ancora l’agnosticismo,poichè è un non decidersi mai. I propri convincimenti devono tendere alla verità,di ragione e,per chi crede,anche di fede.Tutto ciò che facilità il percorso della verità è meritevole di attenzione. La coppia naturale è fatta da un uomo e una donna.Ripeto NATURALE. Se non possono avere figli,non sono famiglia in senso stretto,ma sicuramente sono coppia che possono aprirsi o alla fecondazione assistita o all’adozione. Gli omo….no. Per la Fivet è superfluo che te lo spieghi,per l’adozione è contro le leggi della natura,ripeto DELLA NATURA, che un bambino cresca bene senza avere le due figure di riferimento:quella maschile e quella femminile. Detto ciò,sei libero di credere a ciò che ti pare meglio e più opportuno per la tua vita.Senza pretendere,però,che lo Stato faccia leggi contro l’ordine della natura e contro il benessere dei suoi cittadini.
    Cordiali saluti!

  48. @ maik07, su Febbraio 15th, 2009 a 6:42 pm
    Caro Maik, scusami ma non mi ritengo soddisfatto dala tua risposta. Credimi non per spirito polemico, ma perché, veramente, vorrei trovare risposte convincenti.
    Per dimostrarti questo ti faccio (perdonami per l’OT) una breve storia del mio rapporto con la/e religione/i. Ho ricevuto un’educazione cattolica, ho frequentato scuole cattoliche per i primi anni delle elementari, poi, verso i quattordici anni, ho cominciato ad avere i primi dubbi e, per circa trent’anni, mi sono posto un sacco di domande, interessandomi di filosofia e di religioni in genere, tanto da frequentare, oltre alle comunità cattoliche, anche protestanti, valdesi, luterani, buddisti, ananda marga, ecc.
    Ho letto più volte il vangelo, ed altri libri sacri di altre religioni. Sto attualmente leggendo la bibbia, e preghiere di varie religioni, anche se il mio tempo libero non è tantissimo e mi sforzo di conoscere le cose, e le idee, prima di approvarle o criricarle ma, a tutt’oggi, sono pieno di dubbi, anche se ho recuperato, credo, un mio personale rapporto con qualcosa di ultraterreno che, però, non so ancora definire.
    Da ciò spero sia chiaro che non c’è spirito polemico in ciò che scrivo ma una reale volontà di capire, anche a costo di risultare irriverente e provocatorio.
    Vengo dunque a ciò che non mi convince delle tue risposte:
    Scrivi: “l’espressione di Gesù non ha connotazioni di carattere sessuale,bensì di fede”. Vero, ma posso assicurarti di conocsere omosessuali con una gentilezza d’animo superiore a quella di tanti sedicenti cattolici. A parte questo, comunque, non vedo perché non si debba legittimare un’unione omosessuale, puoi chiamarla in maniera diversa da “famiglia” ma non puoi negare che la dedizione di una persona ad un’altra, indipendentemente dal sesso delle stesse, ha pari dignità e diritti di un’unione eterosessuale. Non vedo ragione per cui un gay non debba poter subentrare al compagno, in caso di morte, nel contratto di locazione, o perché non possa vere diritto a percepire la pensione del compagno deceduto. Dopo tutto, se sono una coppia, è normale che uno vada a lavorare e l’altro si prenda cura della casa. Ti sembra giusto che, se a morire è colui che lavorava, l’altro si debba ritrovare in una situazione di miseria solo perché non riconosciuto dallo stato? E, su questo tema ci sarebbe ancora tanto da dire: ospedali, ecc.

    Poi scrivi: “…le tante sette che si spacciano per veri percorsi religiosi…”
    Scusami ma, in quest’affermazione ci trovo un po’ di presunzione. Che autorità hai tu (o io), di quale verità sei depositario per idre che altri si spacciano…?

    E poi ancora: “Lo stesso ateismo è una religione,ma poco seria perchè nega il semplice principio della causa e dell’effetto…”
    Non mi sembra molto diverso dal cristianesimo: perché dovrei accettare un Dio che proviene dal nulla, che non ha un punto di inizio, e non posso accettare un universo in continua evoluzione ed anch’esso senza un preciso punto di inizio?

    Continui: “Tutto ciò lo dice la RAGIONE,dunque l’ateismo è profondamente anti-razionale”
    Osserverei che questo lo dice la TUA ragione, non credo tu possa arrogarti il diritto di dire cosa dice la MIA ragione.
    Il pensiero assoluto credo sia una delle minacce più gravi che l’umanità conosca, attento…

    Concludi: “Senza pretendere,però,che lo Stato faccia leggi contro l’ordine della natura e contro il benessere dei suoi cittadini.”
    Lo stato deve tutelare i cittadini, senza preoccuparsi di quali siano gli orientamenti sessuali degli stessi.
    La costituzione recita: “Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.” Non mi sembra specifichi che l’orientamento sessuale costituisca pregiudizio. Dal mio punto di vista, dovrebbe salvaguardare altro della natura, e cioé non con chi vanno a letto i suoi cittadini, ma, per esempio, che non facciano scempio delle risorse naturali, costruendo in siti non edificabili, o talmente belli da meritare di rimanere intonsi. Preoccupandosi di cercare fonti energetiche rinnovabili che non devastino la nostra bella terra, ecc.

    Infine vorrei capire una cosa: riconoscere le coppie di fatto in che modo sarebbe contro il benessere dei cittadini?

    Grazie per il tempo che vorrai dedicarmi

  49. @ federico lenchi, su Febbraio 11th, 2009 a 2:22 pm
    Ciao Federico, capisco che della mia approvazione o disapprovazione non ti importi più di tanto, e trovo anche giusto che sia così. Mi sembrava però doveroso dirti, dopo le critiche che ti ho mosso nei miei post precedenti, che questo tuo post mi sembra di grande buon senso e di grande umanità. Grazie

  50. Caro Ciccio,
    apprezzo,di buon grado, il tuo dire e ti credo. La questione religiosa è complessa come tutte le cose serie della vita e di quella umana. Vanno bene i tuoi studi e i tuoi approfondimenti,ma la religione è percorso di vita. Diversamente, ci si arena su un cammino di filosofia della religione. Ogni religione ha un ortodossia(insieme di verità) e una orto-prassi(le verità che vengono vissute e incarnate nella storia dai credenti). Questo principio è fondamentale.Dunque non basta avere solamente una idea,qualunque essa sia,di Dio,ma bisogna farne esperienza. E’ lo stesso principio che è presente nell’amore umano:avere conoscenza dell’altro,ma fare esperienza di lui/lei significa andare oltre la conoscenza razionale….
    Detto ciò,io non ho mai messo in discussione tutto ciò che riguarda la vita degli omosessuali,ho solo detto che,NATURALMENTE,non sono una famiglia ma una coppia-gay.Ribadisco che il diritto civile dello Stato italiano da tutte le garanzie del caso:basta andare da un notaio e mettere nero su bianco! Dunque non c’è bisogno,ad oggi,di altre leggi in materia (Pacs….ecc.ecc.).Basta chiedere l’applicazione di quelle già vigenti. Per il resto del tuo dire,il punto focale è uno:o accettiamo l’esistenza di una Verità che si è fatta conoscere a noi oppure andiamo avanti a colpi di relativismo. Tutto è relativo,a tuo dire,e non sarebbe possibile fare dei distinguo. Così non è perchè la nostra RAGIONE (e di ragione ve ne è una) ci dice che esiste il principio di causa ed effetto.Tutto ciò che esiste esiste perche è causata da qualcosa o da qualcuno che lo ha fatto esistere.Il creato esiste,dunque,perchè c’è un Creatore. E il Creatore? Esiste da se in quanto Dio! Vedi,cioè,come bisogna coniugare sempre l’operato della ragione con i contenuti della fede.
    La verità dei cammini religiosi e ,dunque,la loro autenticità.
    Si può benissimo evincere dal principio RAZIONALE del benessere complessivo della persona.Le vere religioni aiutano le persone e la società a crescere e a stare bene nel corpo e nello spirito.Le “false” no!.
    Lo Stato che deve fare leggi per tutelare i suoi cittadini….era riferito non agli omo,ma alla legislazione abortiva,a quella sulla RU-486 (pillola del giorno dopo),alla fecondazione omologa piuttosto che eterologa,al caso Englaro poichè nessun tribunale può sentenziare sulla fine della vita umana senza che vi sia una precisa ed inequivocabile indicazione,mentre si è in vita,da parte dei soggetti.Cosa mancante nel caso Englaro.
    Infine,concordo con te e sui “cattolici sedicenti” cioè non cattolici e sul fatto che non bisogna fare discriminazioni per il vissuto sessuale delle persone.Anche se rimane,per ciascun essere umano,sempre valido l’interrogativo se quello che fa e umano,dignitoso,positivo ecc.ecc. I tre aggettivi, a scanso di equivoci,valgono per tutte le azioni e le scelte che facciamo,comprese quelle di natura sessuale.
    Cordiali saluti.

  51. Cari Amici, rientrato oggi, ho visto che avete posto sul tappeto un’enorme quantità di problemi. Il tempo, purtroppo, è quello che è per cui riprenderò a confrontarmi con voi gradualmente nei prossimi giorni. Per il momento lasciatemi ribadire ancora una volta che, pur non condividendole, ho il massimo rispetto delle vostre idee. Del resto siamo qui per questo, per confrontarci e scambiarci opinioni. In ogni caso io non mi permetto di giudicare chi non la pensa come me o critica le mie convinzioni religiose che, vi confesso mi permettono di vivere e affrontare più serenamente le difficoltà della vita.
    Dei vari punti dei miei precedenti post contestatimi da Ciccio inizierò a rispondere a quello relativo alla tracheotomia praticata ad Eluana. In effetti non sono stato chiaro.
    Tutte le persone in coma vengono intubate con tubo orotracheale e ventilate. Se il pz. necessità di ventilazione protratta per più giorni, in quanto non respira spontaneamente, viene sottoposto a tracheostomia in quanto il tubo orotracheale gli procurerebbe dei danni alle corde vocali e ai tessuti laringo tracheali irreversibili. In queste condizioni può andare avanti per anni. Pensate a Welby che respirava con una macchina che gli insufflava ossigeno attraverso una stomia tracheale.
    Se, viceversa, il coma si allegerisce e il pz. riprende a respirare da solo la cannula tracheale viene tolta e la stomia tracheale si chiude. Eluana dopo i primi giorni riprese a respirare da sola e la tracheostomia non si rese più necessaria.
    Altro esempio Dora Moroni e tutti quei feriti da incidenti stradali che vengono tutti prima intubati, poi dopo qualche giorno tracheostomizzati e infine se riprendono a respirare autonomamente ricondotti a una situazione normale. ( con chiusura della stomia tracheale).Per il Papa la situazione era diversa per l’ostruzione delle vie respieatorie superiori che, causa il Parkinson non gli avrebbero più permesso di respirare attraverso la bocca e il naso.
    Quindi Eluana fu intubata e per qualche giorno tracheostomizzata, come si fa per tutti in questi casi, ma subito dopo riprendendo a respirare da solo non si rese più necessaria questa tecnica rianimatoria.
    Non so se sono riuscito a essere chiaro. In ogni caso mi scuso per non esserlo stato prima.
    Un saluto a voi tutti, a Maik07 e a quel papà che da 31 anni cura con grandi sacrifici il figlio.
    A presto
    Federico Lenchi

  52. @ maik07, su Febbraio 16th, 2009 a 7:53 pm
    Ciao Michele, purtroppo continuare in questa sede il nostro scambio di opinioni porta assolutamente OT, se vorrai dunque cancellare questo post, capisco perfettamente.
    A parte ciò mi preoccupa, fra l’altro, anche il rischio di scivolare in un’inutile polemica, noiosa per gli altri lettori, dal momento che, della tua cortese risposta, diversi punti non soddisfano la mia “fame” di capire ed ho l’impressione che insistere non sortirebbe effetti migliori.
    Provo comunque ad esporteli:

    1) Scrivi: “…non basta avere solamente una idea,qualunque essa sia,di Dio,ma bisogna farne esperienza.”
    Come bisogna fare quest’esperienza?
    Ho partecipato a ritiri spirituali, ho fatto assistenza ad anziani, ho attivato un’adozione a distanza, cerco di fare con onestà e coscienza il mio lavoro e, in generale, cerco di essere disponibile con il prossimo. Sono alla ricerca di risposte, ma i dubbi continuano ad accompagnarmi.
    Mi viene in mente un mio professore di liceo che un giorno, parlando proprio di questi argomenti, mi disse: “Non puoi discutere di fede, o ce l’hai, o non ce l’hai… io non ce l’ho”
    Non vorrei, però, fermarmi a questa risposta.

    2) Poi scrivi: “Ribadisco che il diritto civile dello Stato italiano da tutte le garanzie del caso:basta andare da un notaio e mettere nero su bianco! Dunque non c’è bisogno,ad oggi,di altre leggi in materia (Pacs….ecc.ecc.).Basta chiedere l’applicazione di quelle già vigenti.”

    Può anche darsi che non ci sia bisogno di altre laggi ma, dal momento che, comunque, non mi sembra che, qualora si facessero, lederebbero i diritti delle famiglie come intese dai cattolici, perché impedirle? Perché far sostenere alle coppie di fatto (omo o etero) la spesa di un notaio, quando potrebbe essere sufficiente andare al comune?

    A parte ciò, non ho trovato, in internet, nulla che confermi quanto tu dici, anzi, al contrario:

    da: http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_e_legge
    “Dunque attualmente le coppie dello stesso sesso, in Italia, non godono di alcun riconoscimento giuridico: per lo Stato è come se non esistessero.”

    Sarò lieto di documentarmi, se vorrai indicarmi dei link, ma resta sempre valida la domanda di prima: non ledendo, mi sembra, i diritti della famiglia tradizionale, perché non riconoscere, per legge, le coppie di fatto?

    3) Continui con: “…Così non è perchè la nostra RAGIONE (e di ragione ve ne è una)…”

    Come credo ti sia chiaro, la mia “ragione” è diversa dalla tua. Io non credo di avere il diritto di affermare che la mia sia “LA” ragione ma, allo stesso modo, non mi sento di riconoscerlo a te.

    4) Ed ancora: “Il creato esiste,dunque,perchè c’è un Creatore. E il Creatore? Esiste da se in quanto Dio!”

    Quanto affermi è certamente vero per chi crede, ma non mi sembra ci sia un’evidenza innegabile, diversamente non potrebbero esistere gli atei. La prima parte della frase, poi, sinceramente, mi sembra solo esercizio di dialettica, non dimenticare, però, che il linguaggio (e le parole) sono solo un’invenzione dell’uomo e quindi non dimostrano nulla.

    5) “Le vere religioni aiutano le persone e la società a crescere e a stare bene nel corpo e nello spirito.Le “false” no!.”

    Credimi, non conosco nessuno che pratichi una religione per decrescere e stare male nel corpo e nello spirito. Mi sembra che tu sottovaluti le differenze di visione, di cultura, ecc.

    6) “Lo Stato che deve fare leggi per tutelare i suoi cittadini….era riferito non agli omo,ma alla legislazione abortiva,a quella sulla RU-486 (pillola del giorno dopo),alla fecondazione omologa piuttosto che eterologa,al caso Englaro poichè nessun tribunale può sentenziare sulla fine della vita umana senza che vi sia una precisa ed inequivocabile indicazione,mentre si è in vita,da parte dei soggetti.Cosa mancante nel caso Englaro.”

    Tu dimentichi l’autodeterminazione. Io, per esempio, sono contrario ad ogni forma di fecondazione assistita, specialmente se eterologa (ritengo che ci siano sufficienti bimbi sfortunati già nati per cui, chi ha davvero questo senso materno, o paterno, può soddisfarlo adottando e non forzando la natura), non mi sognerei mai, però, di vietarla, né di pensare che la mia posizione sia quella giusta: è SOLO la mia posizione.

    Relativamente al “caso” (che brutta parola!) Englaro, vorrei ricordarti che la povera Eluana era in stato di incoscienza e che il padre ne era il tutore. Vorrei anche farti osservare che un padre che ama la propria figlia (e mi sembra che il Signor Englaro abbia dimostrato un amore sconfinato) farebbe di tutto per assecondare i suoi desideri. Sono quindi convinto che, se Eluana avesse espresso intenzioni diverse (leggasi “tenetemi in vita a qualunque costo”), nel malaugurato caso che le fosse successo ciò che è accaduto un anno prima di lei al suo amico (e che poi, purtroppo, le è davvero capitato), suo padre avrebbe rispettato comunque la sua volontà. Non credi anche tu?

    7) “…umano,dignitoso,positivo…”

    Io trovo che amare sia sempre umano, dignitoso e positivo

    Cordiali saluti

    Ciccio

  53. A tutti:
    L’inno alla vita riportato nel corpo dell’articolo è bellissimo e Madre Teresa è stata, ed è, una delle donne che più ho ammirato.
    Credo, però, che, nel caso specifico, andrebbe un po’ rivisto (mi perdoni Madre Teresa per l’arroganza, ma, se fosse ancora in vita, mi piacerebbe conoscere il suo punto di vista che, certamente, sarebbe illuminante).
    INNO ALLA VITA

    La vita è bellezza, ammirala. (come, se non ho coscienza?)

    La vita è un’opportunità, coglila. (come, se sono inerte ed incosciente?)

    La vita è beatitudine, assaporala. (come, se continuo ad essere inerte ed incosciente, e senza possibilità di ripresa?)

    La vita è un sogno, fanne una realtà. (come, se ogni gesto, ogni pensiero, mi è impossibile?)

    La vita è una sfida, affrontala. (come, vista la mia condizione?)

    La vita è un dovere, compilo. (vorrei, ma mi è impossibile)

    La vita è un gioco, giocalo. (mi piacerebbe, ma…)

    La vita è preziosa, abbine cura. (come, se non posso prendermi cura di niente)

    La vita è una ricchezza, conservala. (che ricchezza è, se è uguale e vuota da 17 anni e non ho speranza che cambi?)

    La vita è amore, donala. (vorrei, ma non posso donare neanche un sorriso o una parola…)

    La vita è un mistero, scoprilo. (anche il mio stato è un mistero, eppure voi esprimete tante certezze…)

    La vita è promessa, adempila. (come, se non posso adempiere a nessuna delle mie funzioni)

    La vita è tristezza, superala. (la mia tristezza è infinita e non ho alcuna speranza di superarla, anzi, mio malgrado, ho dato tristezza anche ad altri a cui, invece, avrei voluto donare gioia)

    La vita è un inno, cantalo. (come, se non ho voce)

    La vita è una lotta, accettala. (come, se non ho i mezzi per combattere)

    La vita è un’avventura, rischiala. (non ho neanche la possibilità di rischiare)

    La vita è felicità, meritala. (anche se la meritassi, non potrei mai averla)

    La vita è la vita, difendila. (anch’io vorrei essere difesa da “questa” vita)

    Madre Teresa di Calcutta Grazie

    E’ solo il mio modesto punto di vista

    umilmente

    Ciccio

  54. Caro Sebastian, a commento del mio post N° 32 dell’11 febbraio scrivi:”…non posso che farti i miei complimenti per la vivace immaginazione e creatività che ti caratterizza. Niente male. Sentimentalismo da manuale”.
    Nell’ulteriore tuo intervento N° 38 aggiungi: “Il raccontino dell’amico federico lenchi è solo una proiezione di quello che sarebbe lui al posto di Beppino Englaro……Ha pensato (Beppino Englaro) al diritto individuale, non a falsi sentimentalismi da manuale tirati fuori faziosamente da utenti dall’immaginazione particolarmente creativa”.
    Ciccio invece giudica diversamente la mia lettera, infatti scrive:” Mi sembrava però doveroso dirti, dopo le critiche che ti ho mosso nei miei post precedenti , che questo tuo post mi sembra di grande buon senso e di grande umanità. Grazie.”
    Sulla stessa lunghezza d’onda Maik07.
    Questa divergenza di opinioni ci dimostra l’enormità di questo problema. E la scienza, ci metterà di fronte a scelte sempre più drammatiche.
    In quel post ho voluto esprimere tutta la mia sofferenza di uomo, di padre, di cristiano e di medico davanti alla scelta, per me inconcepibile di Beppe Englaro.
    (Sebastian ti sento già definire questo mio dire, sdolcinata retorica. Pazienza!)
    Infatti : veramente Eluana in occasione dela visita all’amico in coma, aveva pronunciato la famosa frase riferita dal padre ?
    O bisogna credere al sig. Crisafulli che la smentisce?
    E’ questo, un punto di non poco conto per chi fa riferimento alla sentenza della Corte di Appello di Milano.
    E’ comunque sconcertante che papà Englaro abbia intrapreso la sua battaglia non dopo 17 anni di coma ma dopo poco tempo se la sentenza di primo grado risale al 97 o al 99 ( non ricordo con esattezza) e tutti sappiamo come la Giustizia sia lenta.
    Come padre mai e poi mai avrei fatto la scelta di togliere l’alimentazione a mia figlia e in questo mi conforta l’esempio di migliaia di genitori che continuano ad amare e curare, a prezzo di enormi sacrifici di ogni tipo, i loro sfortunati figlioli.
    Come cristiano sono radicato nella convinzione che la vita sia sempre sacra e che non sia in nostro potere decretarne la fine.
    Come medico sono infine convinto che il buon Samaritano è colui che si prende cura del sofferente e non colui che lo abbandona al suo destino.
    Queste sono mie forti e radicate convinzioni che cerco di esprimere civilmente, senza offendere o ridicolizzare nessuno.
    MA NON PRETENDO MINIMAMENTE CHE SIANO ANCHE LE VOSTRE.
    Allora, avendo queste convinzioni, ho cercato di dare una spiegazione umana al comportamento, per me inconcepibile di Beppino Englaro elaborando quelle motivazioni, se volete banali, che conoscete.
    In ogni comportamento umano che è obiettivamente scorretto o che riteniamo tale cerchiamo delle motivazioni, delle attenuanti che lo giustifichino. Questo è quello che ho fatto con Englaro, ho cercato di giustificare quello che per me è stato un suo grande errore. Non così per te Sebastian,che vedi in lui un eroe e un paladino dei diritti e della libertà. Giudizi diametralmente opposti i nostri ma che non mi fanno diminuire il rispetto per le tue idee e quindi per te.
    Per gli ulteriori argomenti dei vostri post ci risentiamo.
    Buona giornata a tutti
    federico lenchi

  55. federico, mi metti in bocca parole che non ho mai detto. Quando ho scritto che vedo in Beppino Englaro un paladino dei diritti e della libertà? Se ben leggi ho detto qualcosa di diverso e, riferito ad una tua riflessione a mio parere inopportuna. Continuo a pensare che la tua creatività è sempre vivace e degna di essere spesa bene ma, non in questo contesto. Beppino Englaro ha posto un problema, lo ha portato fino in fondo e la GIUSTIZIA gli ha dato ragione. Questi sono i fatti. Tutto il resto, le tue congetture, non contano, o meglio hanno rispettabile valore solo per te stesso. Vogliamo mettere in discussione il giudizio della Cassazione del nostro paese? E’ questo che in sostanza stai facendo. Con quale diritto? Puoi esprimere la tua opinione se vuoi, col peso che ha; tutto qui. Spero tu comprenda.

    Alle tue opinioni di cristiano Mons. Casale, e non solo, hanno formulato pareri opposti. Sono forse cattivi pastori? Sono cultori della morte? Non credono alla sacralità della vita? E l’opinione della Conferenza Episcopale tedesca, mai contestata dal Vaticano, è fuori dal cristianesimo? Una delle ultime encicliche di Pio IX diceva che il primato della coscienza personale è dottrina certa nella nostra Chiesa. Quindi, chi sostiene il contrario è un eretico. Lo sai? Perché questa violenza contro il padre di Eluana?

    Molti tuoi colleghi medici hanno pareri divergenti dai tuoi. Prof. Veronesi, Ignazio Marino. Sono forse cattivi samaritani e dispensatori di morte? Vogliamo mettere in discussione la libertà di coscienza?

    Non dovremmo rivedere il giudizio morale su Beppino Englaro per la mancanza di carità cristiana a lui negata dalla stragrande maggioranza della comunità cattolica e fare noi profonda riflessione sull’attegiamento avuto nei suoi confronti?

    Saluti anche per te, e piacere di averti conosciuto.

  56. _ _ Appena ricevuto, diffondo _ _

    Carissima/o,

    grazie per la tua adesione all’appello per il diritto alla libertà di cura sul sito http://www.appellotestamentobiologico.it, e grazie perché, anche con il tuo contributo, abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme!

    Ti scrivo per chiederti un ulteriore sforzo per questa importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l’ultima parola. Qual è allora l’utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario d ella nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.

    Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.

    Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello,

    Ignazio Marino

  57. A proposito del tragico epilogo della vicenda di Eluana Englaro

    Cari fedeli, sento il dovere di inviarvi alcune riflessioni che possano guidarvi in questi giorni, dopo la tragica fine di Eluana Englaro. È come se sentissi voi tutti rivolgermi la domanda del profeta: «Sentinella, quanto resta della notte? (Is 21,11)». Oso pensare e sperare che queste mie riflessioni raggiungano anche uomini e donne non credenti, e pensosi del destino del nostro popolo.
    1. La prima cosa da fare è di chiamare cose ed avvenimenti col loro nome: fare chiarezza è la prima necessità nel percorso della vita.
    È stata uccisa una persona umana innocente, e per giunta con l’autorizzazione di un tribunale umano. Risuonano tragicamente solenni le parole del servo di Dio Giovanni Paolo II: «Niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere per se stesso o per un altro affidato alle sue responsabilità questo gesto omicida, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo, né permetterlo» [Lett. Enc. Evangelium Vitae 57, 5].
    Non è la prima volta nella storia che un tribunale dà questa autorizzazione. Ma le sentenze dei tribunali non cambiano la realtà. Né lasciamoci confondere dalle pur legittime discussioni sulla Costituzione, sulle competenze degli organi costituzionali, e da cose di questo genere. Prima che cittadini di uno Stato, siamo uomini e donne partecipi della stessa umanità. Prima della legge scritta sulle Carte costituzionali e nei Codici, c’è la legge scritta nel cuore umano. Essa insegna che l’uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale; lo è anche quando la morte fosse causata da semplice omissione di un atto che invece avrebbe potuto tenerlo in vita .
    2. Ma è accaduto anche un altro fatto sul quale vorrei che riflettessimo profondamente: è stato messo in essere il primo tentativo di delegittimare nella coscienza del nostro popolo la pietas e l’operosità della carità cristiana, di offuscarne la splendente bellezza.
    Se infatti si afferma il principio che esistono uomini e donne la cui “qualità di vita” rende la loro esistenza indegna di essere vissuta, che senso ha stare loro vicini con l’amore che se ne prende cura, con la tenerezza che condivide la loro umanità devastata? Ci sono dei gesti che hanno una portata simbolica che va molto oltre a chi li compie, ed il cui significato obiettivo si insedia dentro al vissuto umano, devastandolo. Notte tragica quella in cui Eluana Englaro fu tolta alle Suore Misericordine! L’essere umano fragile è stato tolto alla carità cristiana per consegnarlo nella sua impotenza all’arbitrio della decisione di altri.
    Ed allora le vere eroine in questa vicenda sono state loro, le Suore Misericordine. Sono le suore che nelle nostre Case della carità continuano ad affermare non colle parole, ma con la vita, l’unica vera libertà: la libertà di amare, la libertà di donare. E con loro vedo tutte le nostre religiose, e tutte le altre persone, famiglie ed aggregazioni dedite ai più diseredati: a chi “non ha più senso che viva”.
    3. Di fronte al mistero della sofferenza e del male, alla ragione che non sa rispondere alla domanda: “perché?”, non resta che riconoscere umilmente che il mistero, senza negare la ragione, la trascende. Non c’è altra possibilità di salvezza per una ragione che non voglia dissolversi nell’assurdo.
    Cari fedeli, a questo punto forse mi chiederete: ed allora che fare? A voi rispondo che c’è una cosa sola che ci salva dalla perdizione totale: radicarci in Cristo, vivendo un’intensa esperienza di fede nella Chiesa.
    È da comunità di uomini e donne che in Cristo hanno trovato la perla preziosa che dà senso alla vita, che nasce quel nuovo modo di pensare e di vivere, di giudicare ed introdurci nella realtà che afferma il valore infinito di ogni persona umana. In una parola: solo una fede profondamente pensata e vissuta genera una cultura vera; solo una fede quotidianamente praticata potrà tenere viva nella nostra società quella grande tradizione umanistico–cristiana, la cui necessità è riconosciuta anche da non credenti.
    È il grande impegno educativo: la rigenerazione di tutto l’umano in Cristo; è la via che la nostra Chiesa vuole percorrere. A Maria affidiamo la causa dell’uomo: perché «in Lei si riaccese l’amore».

    Card. Carlo Caffarra
    Avvenire, 15 febbraio 2009

  58. Testamento biologico

    LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE FRANCESCHINI

    Umberto Veronesi, Andrea Camilleri, Stefano Rodotà, Paolo Flores d’Arcais: Gli emendamenti del Pd sulla legge “fine-vita” non sono una mediazione, sono una resa.

    Stimato onorevole Franceschini,
    appena eletto segretario del Partito democratico, lei ha fatto riferimento alla laicità come valore irrinunciabile del suo partito, in quanto valore irrinunciabile della carta costituzionale. Il banco di prova della coerenza pratica rispetto a questa affermazione è costituito dall’atteggiamento che il suo partito assumerà nella discussione sulla legge cosiddetta “fine-vita”.
    Laicità significa che nessuna convinzione religiosa o morale viene imposta per legge da un gruppo di persone, per quanto ampio, alla totalità dei cittadini. E questo vale più che mai per quanto riguarda ciò che è più proprio di ciascuno, che fa anzi tutt’uno con la propria esistenza, la sua stessa vita, e la parte finale di essa.
    E infatti la Costituzione della Repubblica nel suo articolo 32, e la convenzione di Oviedo ratificata dall’Italia, la legge sul servizio sanitario nazionale, e numerose e univoche sentenze della Cassazione negli ultimi anni, stabiliscono in modo tassativo che nessun cittadino può essere sottomesso a “interventi nel campo della salute” senza il suo consenso (debitamente informato) e che tale consenso può essere ritirato in qualsiasi momento. La convenzione di Oviedo evita ogni distinzione tra “cure” e altri interventi (“di sostegno vitale”, ecc.) proprio perché non si possa giocare sulle parole e violare così il diritto del paziente di rifiutare qualsiasi trattamento medico e/o ospedaliero (tranne che per gli eccezionali motivi di sicurezza pubblica: epidemie, vaccini e simili).
    Sulla propria vita, insomma, può decidere solo chi la vive, e nessun altro. Questo l’abc della laicità che l’Europa tutta ha adottato in campo medico, confermando l’essenzialità del consenso informato nell’articolo 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
    Il disegno di legge Calabrò distrugge tale diritto. All’art. 2, comma 2 dice infatti: “L’attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all’alleviamento della sofferenza non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”.
    Il che significa che Piergiorgio Welby non potrebbe far disattivare il respiratore artificiale, e che Luca Coscioni non avrebbe potuto rifiutare la tracheotomia, e che l’amputazione di un arto che va in gangrena diventerebbe coatto, e così la trasfusione di sangue anche a chi la rifiuta per motivi religiosi (tutti rifiuti garantiti oggi dalla legge e più volte applicati fino al “prodursi della morte del paziente”).
    Non basta. L’articolo 5 comma 6 stabilisce che “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. In tal modo il cosiddetto testamento biologico diventa una beffa. Qualsiasi cosa abbia stabilito il cittadino, davanti a un notaio e reiterando le sue volontà ogni tre anni, il sondino gli sarà messo in gola a forza. I medici delle cure palliative hanno del resto spiegato drammaticamente che alimentazione e idratazione non alleviano ma moltiplicano e intensificano le sofferenze nei malati terminali. Queste sofferenze aggiuntive, che è difficile non definire torture in malati in quelle condizioni, diventano con questa legge obbligatorie.
    E’ evidente il carattere anticostituzionale di tale legge, ma anche il suo carattere semplicemente disumano. Purtroppo gli emendamenti proposti dal suo partito (primo firmatario Anna Finocchiaro) lasciano intatta la violenza dell’articolo 2 comma 2, e aprono solo un modesto spiraglio rispetto a quella dell’articolo 5 comma 6. Non parliamo della cosiddetta “mediazione” di Rutelli, praticamente indistinguibile dal disegno di legge della maggioranza, e che non a caso è stata benevolmente accolta dall’on. Quagliariello.
    Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale programma andò alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione.
    Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave.
    Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile – per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione – lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?
    La legge ora in discussione sulle volontà di fine vita è, se possibile, ancora più liberticida (e disumana) di quella sopra evocata. Non costringe al battesimo forzato, costringe al sondino forzato, al respiratore forzato, a qualsiasi accanimento che prolunghi artificialmente una vita che, per la persona che la vive, non è più vita ma solo tortura. Peggiore quindi della morte.
    In ogni caso la libertà di coscienza del parlamentare non può essere invocata per violare e cancellare la libertà di coscienza delle persone.
    Siamo certi perciò che nulla di tutto questo accadrà, e che in coerenza con il valore della laicità da lei riaffermato, il Partito democratico non tollererà scelte che violino, opprimano e vanifichino l’elementare diritto di ciascuno sulla propria vita.

    Andrea Camilleri
    Paolo Flores d’Arcais
    Stefano Rodotà
    Umberto Veronesi

    da http://temi.repubblica.it/micromega-online/
    (25 febbraio 2009)

  59. Beppino Englaro a “Che tempo che fa” di sabato 21.02.09

    http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1095926,00.html

  60. Ho paura del fanatismo cieco di Maik07, il quale non si rende conto in quali contraddizioni è caduto.
    Tuttavia non posso tutte le volte stare a spiegare cose che per me sono ovvie, questioni che un ragazzino alle medie e superiori forse ha gia risolto.

    1) Negazione di Sè stesso e del suo ESSERE

    2) Obbligare gli altri a negare Sè stessi ( dicesi dittatura).

    3) ogni essere umano è sovrano di sè stesso, anche perchè il contrario significa scadere nella “dittatura”, con la negazione della volontà individuale, e/o nella metafisica di basso livello :-S
    E’ inquietante pensare che la mia vita appartenga ad un essere/ente astratto che si è rivelato con atteggiamento mitologico e pieno di contraddizioni.
    Successivamente qualcuno intuì che tutto ciò è “Umano troppo Umano” …

    4) Il testamento biologico è la volontà di un individio di decidere di Sè stesso, quando non avrà più le facoltà per farlo … negarlo è DITTATURA!

    5) Il significato delle parole è importante, la coerenza delle proposizione ancor di più.

    6) Sbandierare sempre Eluana contro il testamento biologico è stupido e scorretto:
    1.1) perchè il caso di Eluana scade in una APORIA ( strada senza uscita),
    1.2) Eluana è diventata un “simbolo” e non la pratica continua.

    7) Si è avuto il caso Eluana perchè tutti in questo mondo ipocrita si sono lavati le mani, in primis i religiosi e il Berlusca, che ipocritamente ha fatto quello che sappiamo: e prima dove era?! e tutte le lettere che ha mandato il padre di Eluana a Berlusca?!
    Dai! siamo onesti è 17 anni che Eluana è in stato vegetativo, se consideriamo che Berlusconi è diventato primo ministro ( capo del governo) nel 1994, si capisce che il gesto che ha fatto è davvero ipocrita, anzi, diciamo che tramite Eluana Berlusca voleva sondare la poltrona del Presidente della Repubblica. Ma lasciamo perdere, troppo machiavellico per te😉

    8) I religiosi fanno uno sbaglio di base: non contestualizzano i testi, ergo affidarsi letteralmente alla Bibbia e/o al Vangelo 2000 anni dopo, è folle. Sarebbe come dire: oggi opero in ospedale seguendo il metodo di Ippocrate. E’ folle!!!

    Ora capisci Maik dov’è il tuo problema, capisci che questo modo di affrontare le cose è solo fanatismo, bisogno di credere, frustrazione e rischio di cadere nella malattia mentale. Non possiamo essere più tolleranti con questo modo di pensare, folle e atavico, che non fa un’anilisi obbiettiva della vita, ma considera la vita solo dolore.
    La vita è fatta anche di dolore, che non va confuso con l’apologia del dolore, cilicio e frustini vari, che è il classico atteggiamento di una personalità masochistica, nulla a che vedere con la Passione di Gesù.

    Speriamo che tu capisca il significato delle mie sintetiche parole …

  61. Vedo che ti adiri e non poco e pensi di affermare le tue modeste verità insultandomi. I valori con la “V” maiscola,e la vita umana è il numero uno,non vanno soggetti alle mutazioni dei tempi e/o alle varie mode. Per noi credenti,la Bibbia è Parola di Dio e sta scritto:Non Uccidere (5 comandamento). La cosa davvero grave è che una persona normo dotata,serena,tranquilla capisce,con la sua Ragione,che quello che è stato fatto ad Eluana è,solamente,animalesco. In Italia gli animali si trattano meglio di Eluana,la quale non aveva lasciato nulla di scritto sulle sue ultime volontà. Il tribunale si è fidato della testimonianza del padre e di due amiche,ma ne ha rifiutate altre:perchè? Infine ti ricordo che è tipico dei sistemi totalitaristici che i tribunali emettano sentenze di vita o di morte. Nelle democrazie evolute e civili non dovrebbero fare ciò,eccezion fatta per l’Italia!

  62. Però Maik con tutto il rispetto parlando, non hai risposto ad un solo punto che ho posto e questo mi fa pensare che tu non abbia argomenti per rispondere. Tu hai riproposto Eluana, tuttavia io ho risposto a questo nel punto n°6.
    Allora riproviamo, uno alla volta le questioni poste!

    1) ogni essere umano è sovrano di sè stesso, anche perchè il contrario significa scadere nella “dittatura”, con la negazione della volontà individuale, e/o nella metafisica di basso livello.

    Tu Maik condividi questo punto, senza tergiversare come fanno i politici, usiamo il metodo filosofico: condividi oppure no! in tutti i casi esplica la risposta

    2) Il testamento biologico è la volontà di un individio di decidere di Sè stesso, quando non avrà più le facoltà per farlo … negarlo è DITTATURA!

    Maik sei d’accordo oppure no … un tutti i casi esplica il perchè.

  63. Scusate se intervengo… ma gli animali in Italia vengono trattati meglio degli uomini in caso di momento fine vita.
    Un animale non viene tenuto stato di sofferenza ( ho vissuto 2 casi personalmente) fino alla fine; viene addormentato per sempre per non farlo, appunto, soffrire più. Per noi uomini mi sembra che la prospettiva sia differente.

    Bisogna discuterne bene serenamente e, far profonda riflessione ponendo in primo piano la libertà di scelta ognuno secondo i propri convincimenti.

  64. @ Roberto,
    Certo che ognuno di noi è libero di decidere della sua vita,ma mentre è in vita ed è nel pieno possesso delle sue facoltà mentali e lo mette per iscritto.
    Il testamento biologico va bene,purchè non sia una eutanasia.Mi spiego,o ci provo.Lo stato deve intervenire, per rispettare la volontà del soggetto,ma solamente in cui per la salute pscico-fisica di quest’ulttimo non ci sia più nulla da fare.Finchè c’è un briciolo di speranza,la vita umana non va toccata. Inoltre il Testamento biologico deve tener conto del fatto che il morire umano,cioè di ogni uomo sia esso credente oppure no,in quanto civis dunque,deve avere una sua dignità garantita dalla Stato. La morte di Eluana è avvenuta senza dignità. Mi spiego? La questione della fine della vita di Eluana è,innanzitutto,uno schiaffo per la dignità della persona umana che lo stato non ha saputo e voluto tutelare.
    @ Sebi,
    meno male che la prospettiva sia differente,diversamente quale sarebbe il distinguo tra noi esseri umani e gli animali?

  65. Scusa Michele, ma lo Stato non dovrebbe intervenire proprio in un momento di fine vita. L’ideale sarebbe il rapporto medico paziente (o famiglia), come si è sempre fatto in libera coscienza. E’ palese la volontà di imporre un certo tipo di valori, a tutti, in maniera indistinta.

  66. @ Maik
    Ciao Maik,
    torno dopo qualche giorno sul tuo blog e, devo dire, sono piuttosto sconcertato:
    1) Dici a Roberto Ladisa: “Vedo che ti adiri e non poco e pensi di affermare le tue modeste verità insultandomi”. A me sembra che sia tu ad insultare lui, e la sua intelligenza, definendo le sue verità “modeste”. Scusami ma dimostri solo presunzione, chi sei tu per definire modeste le opinioni diverese dalle tue?
    2) Aggiungi: “La cosa davvero grave è che una persona normo dotata,serena,tranquilla capisce,con la sua Ragione,che quello che è stato fatto ad Eluana è,solamente,animalesco.”
    Così insulti non solo Roberto, ma anche me e tutti quelli che la pensano come noi! IO SONO NORMODOTATO! E la penso diversamente da te! Non hai il diritto di insultare me, né altri, solo perche la pensiamo diversamente da te! Ma chi credi diessere?
    Per me, e molti altri, è stato animalesco tenere in “quella” vita la povera Eluana per 17 anni ma, nonostante ciò, non dico a te che sei un subnormale!
    3) Poi scrivi: “Finchè c’è un briciolo di speranza,la vita umana non va toccata”. Che speranza c’era per la povera Eluana? Forse quella di finire la sua vita come un vegetale?
    4) Uccidere un animale per non farlo soffrire è, ai miei occhi, un gesto di carità cristiana; tenere in vita un uomo senza speranza, e soprattutto contro la sua volontà, è crudeltà. Chi è sano ma stanco di vivere ha, almeno, la libertà di suicidarsi. Un poveretto ammalato, in condizioni gravissime, non ha neanche quella libertà, non ti fa un po’ di pena? A me si!
    5) Non hai risposto a nessuna delle osservazioni avanzate da Roberto, né alle mie di qualche giorno fà. La cosa mi fa pensare che non hai argomenti e la cosa mi starebbe bene, se fossi almeno umile quel tanto che basta a farti accettare le opinioni divergenti dalle tue come aventi, comunque, pari dignità delle tue.

    Ti prego, renditi conto che non sei il depositario della verità!

  67. Caro Ciccio,io in questo modesto blog da me creato,do spazio a tutti.Anche a quelli,come te,che si presentano solamente con un nome e basta che, spero,almeno sia il loro vero nome. Fatta questa premessa,debbo dirti che evidentemente hai letto superficialmente ciò che Roberto ha scritto.Leggilo con più pacatezza e distacco e vedrai che sussistono delle offese nei miei riguardi. Io penso che ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee.Io sul caso Englaro la penso così.Tu e Roberto diversamente.Va bene!
    Non ho risposto al tuo ultimo post perchè tu stesso hai detto che era inoppurtuno parlare di queste cose a mezzo blog. Per ciò io ho assecondato solamente il tuo dire. Mi pare che agli altri tuoi interventi ho sempre risposto,pur rispettando le tue idee. Io accetto le opinioni divergenti,ma come dici tu stesso sono “opinioni”. Anche le mie possono essere reputate tali,ovviamente e dunque rispettate.Per me Eluana è stata fatta morire come un animale,con la differenza che era una persona. Inoltre,mi permetto farti notare che la carità cristiana può essere usata anche per lenire il dolore degli animali o porre termine alla loro vita.Ma,innanzitutto,dovrebbe essere usata,se parliamo di carità cristiana,nei confronti delle persone sofferenti e/o gravemente ammalate.Non per idolatrare il dolore,niente affatto,ma perchè il dolore umano,con la morte in croce del Cristo,è diventato redentivo.Questo ragionamento vale per chi crede.E per chi non crede? Basta usare la RAGIONE UMANA per capire come la vita umana è un bene assoluto e non può sottostare alle varie opinioni. Queste ultime sono sempre discutibili,la verità o le verità,quelle elaborate dalla RAGIONE UMANA,no! Dunque a me ha fatto pena come hanno fatto morire Eluana e non il fatto di lasciarla vivere.Visioni diverse.Niente di personale dunque e come uomo cerco di essere “depositario” delle verità di Ragione.Come credente,ho l’obbligo morale di accettare e di vivere le verità rivelate della fede cattolica.Le religioni non sono come la cipria che al mattino si mette e alla sera si spolvera.
    Cordialissimi saluti.

  68. Intervista al teologo cattolico Hans Kung, realizzata dal quotidiano francese Le Monde e ripubblicata il 26.02.09 da La Stampa

    – LA CHIESA RISCHIA DI DIVENTARE UNA SETTA –

    Intervista a Hans Küng, a cura di Nicolas Boursier e Stéphanie Le Bars in “Le Monde” del 25 febbraio 2009

    Figura slanciata, viso glabro, ciuffo ribelle, Hans Küng, considerato il più grande teologo contestatore cattolico vivente, riceve nella sua casa, a Tubinga, in Germania, nella sua elegante proprietà dai muri tappezzati di libri. I suoi, moltissimi e tradotti in tutte le lingue, sono in bella evidenza nel suo ufficio personale. Torna a parlare della tempesta scatenata dalla mano tesa da Benedetto XVI agli integralisti cattolici.

    Qual è la sua analisi a proposito della decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica dei quattro vescovi della corrente integralista di monsignor Lefebvre, di cui uno, Richard Williamson, è un notorio negazionista?

    Non ne sono stato sorpreso. Fin dal 1977, in un’intervista ad un giornale italiano, monsignor Lefebvre indica che “dei cardinali sostengono – la sua – corrente” e che “il nuovo cardinal Ratzinger ha promesso di intervenire presso il papa per trovare – loro – una soluzione”. Questo mostra che la faccenda non è né un problema nuovo né una sorpresa. Benedetto XVI ha sempre parlato molto con queste persone. Oggi toglie loro la scomunica perché ritiene che sia arrivato il momento. Ha pensato che avrebbe potuto trovare una formula per reintegrare gli scismatici, che, pur conservando le loro convinzioni, potrebbero in apparenza sembrare in accordo con il concilio Vaticano II. Si è proprio sbagliato.

    Come spiega il fatto che il papa non abbia considerato lo scandalo che la sua decisione avrebbe suscitato, anche al di là delle affermazioni negazioniste di Richard Williamson?

    La revoca delle scomuniche non è stata un difetto di comunicazione o di tattica, ma ha costituito un errore di governo del Vaticano. Anche se il papa non avesse avuto sentore delle affermazioni negazioniste di monsignor Williamson e anche se lui stesso non è antisemita, ognuno sa che i quattro vescovi implicati lo sono. In questa faccenda, il problema fondamentale è opposizione al Vaticano II, e in particolare il rifiuto di un rapporto nuovo con l’ebraismo. Un papa tedesco avrebbe dovuto considerare questo come un punto centrale e mostrare senza ambiguità le sue posizioni sull’Olocausto. Non si è reso conto del pericolo. Contrariamente alla cancelliera Angela Merkel, che ha reagito duramente. Benedetto XVI ha sempre vissuto in un ambito ecclesiastico. Ha viaggiato molto poco. È rimasto chiuso in Vaticano – che è come il Cremlino di una volta -, dove non gli pervengono le critiche. Così non è stato in grado di misurare l’impatto di una tale decisione nel mondo. Il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che potrebbe essere un contro-potere, era un suo subordinato nella Congregazione per la dottrina della fede; è un uomo di dottrina, assolutamente sottomesso a Benedetto XVI. Siamo di fronte ad un problema di struttura. In quel sistema non c’è nessun elemento democratico, nessuna correzione. Il papa è stato eletto da dei conservatori, e oggi è lui che nomina i conservatori.

    In che misura si può dire che il papa è ancora fedele agli insegnamenti del Vaticano II?

    È fedele al Concilio alla sua maniera. Insiste sempre, come Giovanni Paolo II, sulla continuità con la “tradizione”. Per lui, tale tradizione risale al periodo medioevale ed ellenistico. Soprattutto non vuole ammettere che il Vaticano II ha provocato una rottura, per esempio, sul riconoscimento della libertà religiosa, combattuta da tutti i papi anteriori al concilio. La concezione profonda di Benedetto XVI è che bisogna accogliere il Concilio, ma che è opportuno interpretarlo; forse non alla maniera dei lefebvriani, ma in ogni caso nel rispetto della tradizione e in maniera riduttiva. Per esempio è sempre stato critico sulla liturgia del Vaticano II. In fondo, Benedetto XVI ha una posizione ambigua sui testi del Concilio, poiché non è mai stato a suo agio con la modernità e la riforma. Mentre il Vaticano II ha proprio rappresentato l’integrazione del paradigma della riforma e della modernità nella Chiesa cattolica. Monsignor Lefebvre non lo ha mai accettato, e i suoi amici della Curia nemmeno. Per questo Benedetto XVI ha una certa simpatía verso monsignor Lefebvre. Comunque trovo scandaloso che per il cinquantesimo anniversario dell’annuncio del concilio da parte di Giovanni XXIII – nel gennaio 1959 -, il papa non abbia fatto l’elogio del suo predecessore, ma abbia scelto di revocare la scomunica di persone in opposizione a quel concilio.

    Quale Chiesa Benedetto XVI sta lasciando in eredità ai suoi successori?

    Io penso che lui difenda l’idea del “piccolo gregge”. È un pò la linea degli integralisti, che ritengono che, anche se la Chiesa perde molti dei suoi fedeli, ci sarà alla fine una Chiesa di élite, formata dai “veri” cattolici. È un’illusione pensare che si possa continuare così, senza preti, senza vocazioni. Questa evoluzione è chiaramente un movimento di restaurazione. Ciò si evidenzia nella liturgia, ma anche in atti o gesti, per esempio quando dice ai protestanti che la Chiesa cattolica è la sola vera Chiesa.

    La Chiesa cattolica è in pericolo?

    La Chiesa rischia di diventare una setta. Molti cattolici non si aspettano più niente da questo papa. Ed è molto doloroso.

    Lei ha scritto: “Come è possibile che un teorico così dotato, gentile e aperto come Joseph Ratzinger sia potuto cambiare al punto da diventare in Grande Inquisitore Romano?” Allora, come?

    Penso che lo choc dei movimenti di protesta del 1968 abbia risuscitato il suo passato. Ratzinger era conservatore. Durante il concilio si è aperto, anche se era già scettico. Con il 68 è tornato a posizioni molto conservatrici, che ha mantenuto fino ad oggi.

    Il papa attuale può ancora correggere questa evoluzione?

    Quando mi ha ricevuto nel 2005, ha fatto un atto coraggioso e ho veramente pensato che avrebbe trovato la via per riformare, anche se lentamente. Ma, in quattro anni, ha provato il contrario. Oggi mi chiedo se sia capace di fare qualche cosa di coraggioso. Innanzitutto occorrerebbe che riconoscesse che la Chiesa cattolica sta attraversando una crisi profonda. Poi potrebbe molto facilmente fare un gesto a favore dei divorziati e dire che a certe condizioni possono essere ammessi alla comunione. Potrebbe correggere l’enciclica Humanae Vitae – che ha condannato ogni forma di contraccezione nel 1968 – dicendo che in certi casi la pillola è possibile. Potrebbe correggere la sua teologia, che risale al Concilio di Nicea – nel 325 -. Potrebbe dire domani: “Abolisco la legge del celibato per i preti.” È molto più potente del presidente degli Stati Uniti! Non deve rendere conto alla Corte suprema! Potrebbe anche convocare un nuovo concilio.

    Un Vaticano III?

    Potrebbe essere un aiuto. Una simile riunione permetterebbe di sistemare delle questioni alle quali il Vaticano II non ha risposto, come il celibato dei preti o il controllo delle nascite. Bisognerebbe anche prevedere un nuovo modo di elezione dei vescovi, nel quale il popolo dovrebbe poter dire la sua. La crisi attuale ha suscitato un movimento di resistenza. Molti fedeli rifiutano di tornare al vecchio sistema. Perfino dei vescovi sono stati obbligati a criticare la politica del Vaticano. La gerarchia non può ignorarlo.

    La sua riabilitazione potrebbe essere uno di questi gesti forti?

    Sarebbe in ogni caso più facile della reintegrazione degli scismatici! Ma non ci credo, perché Benedetto XVI si sente più vicino agli integralisti che alle persone come me, che hanno lavorato e accettato il Concilio.

    da: Taller de Filosofía y Religión del Prof. Bacigalupo

    http://blog.pucp.edu.pe/index.php?blogid=119

    PS
    Nota al webmaster.
    La pubblico qui pensando possa essere interessante.

  69. Ohilà, ma siete ancora a discutere su un problema di coscienza che esula dall’appartenere o meno a un credo religioso?
    Ritenete, come ha scritto qualcuno di voi, che i cani siano più fortunati di noi umani in quanto a loro è concessa la dolce morte con un’iniezione di Tanatos? Allora forza! Battetevi con tutti i mezzi perché di malati oncologici, di cerebrolesi, di Alzheimer, di tetraplegici, di depressi che non vedono sbocchi è pieno il mondo. Pensate a quanto bene potreste far loro, sopprimendoli.
    Potreste cominciare con gli assistiti nelle strutture del Cottolengo. Una bella iniezione come si fa con i cani e…tutti contenti.
    Questo si che sarebbe un bel passo avanti, una lezione di civiltà a tutto il mondo e in primis alla Chiesa cattolica che con tutti i suoi divieti su divorzio, aborto, utilizzo delle staminali embrionali, matrimoni gay sta proprio passando il limite.
    Potremmo vivere felici e contenti come nel Paese dei Balocchi di Collodiana memoria e invece sempre questa Chiesa a rompere le scatole con le sue filippiche oscurantiste.
    Fortunatamente la Chiesa non è solo Benedetto XVI o Tarcisio Bertone ma anche Hans Kung! Qualcuno di voi, l’ha tirato in ballo e ha riporta un’intervista il cui contenuto è in aperto contrasto con il pensiero e l’insegnamento del magistero ecclesiastico. Se non fosse per queste sue critiche quanti di voi, in tutta sincerità, lo conoscerebbero? Quanti di voi sanno citare le sue opere e il suo pensiero teologico?
    Credo pochi, per non dire nessuno:
    Ecco allora il punto: Voi citate persone di cui non conoscete nulla e le citate perché sono solo ed unicamente allineate con le vostre idee che a loro volta sono in contrasto con quelle della Chiesa che tanto disprezzate.
    Voi parlate di cose che non conoscete se non superficialmente perché se così non fosse non potreste venire a dire che i cani sono più fortunati di noi potendo usufruire dell’iniezione letale. Guardate che non ci vuole molto per praticare un’iniezione, è la cosa più semplice e più a buon mercato.
    I cani non hanno nessun loro simile che si prende cura di loro e li assiste amorevolmente per anni e anni come succede in migliaia di famiglie o presso tante istituzioni, Cottolengo in testa. Noi uomini questa fortuna l’abbiamo.
    Quale padrone si prenderebbe la briga di lavare, accudire, imboccare il suo cane, per quanto amato, come sta facendo Omero con suo figlio da 32 anni. La sua testimonianza è su questo stesso blog.
    Sebastian tu lo faresti?
    Per quanto ami il mio cane io non lo farei. Per mia figlia assolutamente sì. Per il mio cane sceglierei l’iniezione. Per mia figlia l’amore incondizionato per anni e anni.
    Sebastian, tu sei padre? Queste sono le domande a cui ti prego rispondere.
    .Di Eluana e di tutte quelle persone che sono in stato vegetativo, e lo dico per l’ennesima volta da rianimatore, sarebbe bastato che ci fossero mostrati gli occhi per capire una volta per tutte che non erano gli occhi di una persona morta e tantomeno gli occhi di un cane, animale che peraltro amo moltissimo.
    Avremmo visto gli occhi di una persona che, pur nella sofferenza, non chiedevano altro che di poter continuare a vedere la luce.
    Con buona pace di tutti noi e delle nostre idee contrastanti
    federico lenchi

  70. federico (lenchi), il sunto delle le risposte a tutto ciò che hai scaraventato, sta nella tua prima frase; è un problema di coscienza personale, libertà di scelta secondo propria coscienza o credo, religioso o no. Ma se questa libertà non viene concessa, anzi, viene imposto un protocollo per legge uguale per tutti, le conclusioni sono ovvie. Dove sta più questa libertà tanto decantata?

    E poi, per favore, smetti di pararti deitro la tua professione di rianimatore che ogni giorno ecc… ecc… è patetico tutto ciò, anzi, non è professionale. La medicina è una scienza, non è sentimentalismo, chi vuoi commuovere? Hai prorprio sbagliato indirizzo con me. Sii professionale e quanto meno cita i criteri di Harvard per le morte cerebrale e lo stato vegetativo.

    Saluti, e buon lavoro.

  71. Ho letto con attenzione gli interventi del 25 febbraio 2009, mercoledì delle Ceneri, di Küng (sulla Stampa) e di Mancuso (su Repubblica): mi sembra che siano il segno di quella posizione – oramai abbondantemente diffusa – di coloro che riducono il cristianesimo alle proprie idee, desiderosi di essere loro i giudici e i critici del Magistero pontificio. Sport nobilissimo, e soprattutto ben remunerato, in fama e monete. Già Paolo VI nel 1972 affermava (e riporto la sintesi che ne dà il sito del Vaticano): «Riferendosi alla situazione della Chiesa di oggi, il Santo Padre [Paolo VI – ndr] afferma di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio». C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. Dalla scienza, che è fatta per darci delle verità che non distaccano da Dio ma ce lo fanno cercare ancora di più e celebrare con maggiore intensità, è venuta invece la critica, è venuto il dubbio. Gli scienziati sono coloro che più pensosamente e più dolorosamente curvano la fronte. E finiscono per insegnare: «Non so, non sappiamo, non possiamo sapere». La scuola diventa palestra di confusione e di contraddizioni talvolta assurde. Si celebra il progresso per poterlo poi demolire con le rivoluzioni più strane e più radicali, per negare tutto ciò che si è conquistato, per ritornare primitivi dopo aver tanto esaltato i progressi del mondo moderno. Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza. Predichiamo l’ecumenismo e ci distacchiamo sempre di più dagli altri. Cerchiamo di scavare abissi invece di colmarli. Come è avvenuto questo? Il Papa confida ai presenti un suo pensiero: che ci sia stato l’intervento di un potere avverso. Il suo nome è il diavolo, questo misterioso essere cui si fa allusione anche nella Lettera di S. Pietro. Tante volte, d’altra parte, nel Vangelo, sulle labbra stesse di Cristo, ritorna la menzione di questo nemico degli uomini. «Crediamo – osserva il Santo Padre – in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio Ecumenico, e per impedire che la Chiesa prorompesse nell’inno della gioia di aver riavuto in pienezza la coscienza di sé. Appunto per questo vorremmo essere capaci, più che mai in questo momento, di esercitare la funzione assegnata da Dio a Pietro, di confermare nella Fede i fratelli. Noi vorremmo comunicarvi questo carisma della certezza che il Signore dà a colui che lo rappresenta anche indegnamente su questa terra». La fede ci dà la certezza, la sicurezza, quando è basata sulla Parola di Dio accettata e trovata consenziente con la nostra stessa ragione e con il nostro stesso animo umano. Chi crede con semplicità, con umiltà, sente di essere sulla buona strada, di avere una testimonianza interiore che lo conforta nella difficile conquista della verità.»
    Parole gravi, parole accorate e cariche di dolore, da unire a queste altre (dette a Jean Guitton l’8 settembre del 1977): «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: ‘Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?’. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. […] Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia».
    Parole che indicano il compito da vivere in quest’ora drammatica del mondo, e dentro la Chiesa: la fedeltà a Cristo deve essere anche fedeltà al magistero, solo così si servirà l’uomo. E questo aprirà alla missione, verso tutti gli uomini, compito che troppi intellettuali non sanno più vivere.
    N.B. per Küng: mi pare che sia ossessionato da quelli che in dialetto si chiamavano i «peccati di braghetta». La battaglia da fare oggi credo abbia un orizzonte più vasto.
    Don Gabriele Mangiarotti di Cultura Cattolica.

  72. Michele, spero ti renda conto, tu e compagnia, ed in fretta, che non è più tempo di affrontare le situazioni in questi termini. I risultati sono quelli che vediamo e, non sono molto esaltanti.

  73. Caro Sebastian, se continuo a parlare della mia esperienza di rianimatore è solo ed esclusivamente per farti capire che non parlo in astratto ma per esperienza professionale. In altre parole so di cosa parlo e non per averlo letto o per aver consultato siti internet.. Allora per quanto riguarda lo stato di percezione che questi pz. hanno nei riguardi del mondo esterno, nessuno dico nessuno allo stato attuale lo sa anche se afferma il contrario. Interessanti comunque gli studi di elettrostimolazione delle aree corticali che stanno facendo i neurochirurghi di Torino su pazienti in stato vegetativo, Liberissimo di considerarmi uno sciocco sentimentale. Ma ne riparleremo tra qualche anno anche se già adesso non sono in molti a pensarla come te: siete meno di quello che credete e non a causa del Vaticano.
    Complimenti a Michele per la sua lettera profonda, documentata, da vero cristiano.

  74. Caro federico, ti pregherei di aver maggior rispetto dei tuoi interlocutori visto che è proprio sui siti internet che la stragrande maggioranza dei professionisti, oggi, attinge informazioni professionali. L’informazione, tutta, oggi gira su internet, anche quella relativa all’aggiornamento professionale medico. E meno male che esiste!
    Che parli della tua esperienza professionale mi sta benissimo, anche se ne ho vista poca qui. Vedo solo una strumentalizzazione di alcuni eventi della tua professione addomesticati alla tua, pur rispettabile, coscienza morale di un certo tipo. Obbiettività ne vedo poca.
    Che la ricerca vada avanti, non può che farmi piacere. Ben vengano le iniziative volte ad approfondire la realtà di una vita vegetativa, ma ciò non toglie che io al posto di Eluana, avrei scelto comunque di addormentarmi per sempre e non vivere 17 anni in un letto in quelle condizioni. Posso avere la libertà di scegliere cosa farne di questa MIA vita? Se la vita è un dono, posso farne di questo dono ciò che ritengo meglio per me? Che dono è altrimenti se non ne posso disporre? Sarebbe l’unico caso di dono del quale proprietario ne rimanga il donatore!

    Saluti.

  75. Non mi resta a questo punto che venire da te a prendere lezione di morale e di professionalità. Spera di non incontrare mai sulla tua strada medici dalla scarsa o nulla professionalità quale è la mia. Per fortuna vi sono colleghi alla Da Monte a cui potrai rivolgerti per te e i tuoi cari se ve ne fosse la necessità. Auguri

  76. La mia porta è sempre aperta… vieni pure quando vuoi.

    Per il resto non ho valutato la tua professionalità, non ci sono proprio i presupposti in questo blog. Come potrei?
    In caso di necessità so già a chi rivolgermi ed è cattolico come te e me. Sceglieremo insieme come agire in libertà di coscienza senza bisogno di leggi “giuste” imposte dall’alto e non condivise.

    Senza legge, in caso di necessità, tu, potrai garantire un martirio perfetto. La tua scelta sarà libera e svincolata da qualsiasi giudizio. Nessuno potrà metterlo in discussione a causa di una legge, e, il Paradiso ti sarà assicurato.

    Auguri di buon lavoro.

  77. L’insopportabile accanimento scientifico sulla zona grigia della vita umana
    Quando si pretende di illuminare certi misteri dell’esistenza
    con riflettori tanto violenti quanto inefficaci e ideologici,
    difendere la sacralità della persona è un dovere, non un “imperio”, come ha scritto Panebianco

    Per secoli morire ha significato perdere il soffio vitale: uno specchietto che non si appannava di fronte alla bocca era il segno inequivocabile della morte. Poi, con la scoperta della circolazione del sangue, l’arresto cardiaco è divenuto la prova della morte. E, a ben vedere, questo resta il criterio più corretto e indiscutibile: è noto che un arresto cardiaco anche di breve durata può compromettere irreparabilmente il cervello e anche altri organi e, se il tempo di arresto si prolunga, nulla può salvare la persona dalla morte. Ma da quando la medicina ha appreso ad agire sempre più efficacemente nella fascia ristrettissima di tempo antecedente la morte irreversibile e da quando è iniziata l’era dei trapianti, quel criterio troppo netto e radicale non poteva più essere accettato ed è subentrato il criterio della “morte cerebrale”, ovvero una definizione dello stato di “morte” che rende possibile e lecito espiantare gli organi di una persona.
    Le pratiche mediche sempre più sofisticate e “accanite” in quella ristrettissima zona prima preclusa ad ogni intervento esterno hanno prodotto situazioni inedite, spesso drammatiche e difficili, e hanno sollevato non poche questioni etiche che la scienza è impotente a risolvere, perché non è in grado neppure di comprenderne le radici. Quando ci si avventura in quella zona si è costretti a trattare i problemi della mente e della coscienza. È sconcertante assistere alla leggerezza con cui questi problemi vengono affrontati in termini di funzioni cerebrali, quando è evidente – fosse anche per una provvisoria incapacità della scienza – che l’attività mentale deborda da ogni lato quella cerebrale. Se dico «voglio morire», nessuno sa spiegare come questo concetto verrebbe generato da processi fisici cerebrali. Pertanto concetti come quello di «stato minimo di coscienza» sono delle bestialità da ogni punto di vista, incluso quello scientifico. Si tratta di convenzioni che servono solo a governare processi che non siamo in grado di definire e comprendere, e che escono dal campo dell’umano per entrare in quello della rappresentazione formale della vita.
    Pertanto, sono pienamente d’accordo con Giuliano Ferrara quando scrive che «il codice deontologico dei medici, le giuste regole contrarie all’accanimento terapeutico e all’abbandono o desistenza terapeutica, interpretate con discrezione e amore, caso per caso, sono una soluzione incomparabilmente migliore della guerra delle sentenze e delle leggi», e quando lamenta che la zona grigia – che è proprio quella di cui parliamo sopra – sia stata invasa «manu militari» da operazioni ideologiche violente. Angelo Panebianco trova contraddittoria la difesa della zona grigia con «l’imperiosa riaffermazione della difesa della sacralità della vita». Ma a me pare che egli non si avveda che la zona grigia esiste proprio nella misura in cui le si riconosce una caratteristica di mistero, di qualcosa che non può essere completamente illuminato e che chiede rispetto: appunto, il rispetto della vita umana che no i, con le nostre modeste conoscenze, tentiamo di praticare con discrezione e amore. Ma quando si pretende di illuminare questa zona con riflettori tanto violenti quanto inefficaci, malgrado la loro pretesa di onnipotenza, per trattare la persona come un meccanismo, da accendere e spegnere secondo le convenienze, e non come un essere umano, allora le cose cambiano. In tal caso, difendere la zona grigia non ha nulla di «imperioso». È, al contrario, l’estremo tentativo di salvaguardare la dignità della persona umana contro la pretesa violenta di trattarla come una macchina in nome di principi che nascondono la loro natura ideologica dietro il manto della “scienza”.

    Giorgio Israel
    TEMPI.IT
    16 febbraio 2009

  78. Egr. signor Faggionato,
    ho riletto il suo intervento del 9 febbraio e il farlo è stato come respirare una boccata di aria pulita. E’ paradossale che il comune di Firenze abbia dato la cittadinanza onoraria a Beppini Englaro. Ma cosa si dovrebbe dare a lei e alle persone che come le da anni sole e abbandonate dalle istituzioni curano con assoluta dedizione questi poveri ammalati?
    Grazie per esserci di tale esempio.
    Federico Lenchi

    • Gent. Sig. Lenchi,
      A riprova della complessità della vicenda di Eluana e delle problematiche che ha sollevato (paragonabili, per i suoi effetti sulla consapevolezza etica dell’attuale società italiana, solo al lacerante dibattito sull’aborto sollevato a suo tempo dalla l. 194) le dirò che approvo le sue parole di stima nei confronti di Faggionato ma non quelle di Faggionato su Beppino Englaro. L'”occasione di crescita” che (si presume!) l’Englaro avrebbe mancato è totalmente irrilevante per il nocciolo della questione morale posta dalle condizioni della figlia Eluana. Infatti, se Eluana, in un’ottica di morale AUTONOMA, aveva DIRITTO alla sospensione dell’alimentazione ed idratazione forzata (come Englaro padre sosteneva, ottenendo in ciò ragione dalla competente autorità giudiziaria) tale sospensione le era DOVUTA indipendentemente da ogni altra considerazione ETERONOMA, compresa quella del bene morale che altri potevano trarre dal perdurare delle condizioni di Eluana stessa.
      La ringrazio dell’attenzione.
      Giampiero Tre Re.

  79. Gent. signor Tre Re,
    leggo solo oggi il suo intervento del 18 luglio scorso.
    Al di la di ogni considerazione medica (relativa al caso Englaro)è innegabile che viviamo in un’epoca di grande cinismo pragmatico per cui se ho difficoltà con il coniuge o con il convivente, divorzio oppure lo abbandono per una nuova esperienza, se mi si presenta una gravidanza che non desidero, abortisco, se ho un anziano malato che pone problemi organizzativi alla mia vita, auspico l’eutanasia.
    Tutte queste soluzioni a ben vedere erano praticate abitualmente e senza tanti scrupoli morali prima dell’avvento del cristianesimo.
    E’ stato proprio in seguito a quanto il cristianesimo predicava se per 2000 anni questi comportamenti sono stati ufficialmente banditi e considerati riprovevoli e penalmente perseguibili.
    Ora, si pensa giusto e moderno ( ma come le ho detto moderno non è) reintrodurli.
    Ma cos’è eticamente corretto e a chi spetta decidere cosa è moralmente giusto?
    Credo sia opinione comune ritenere che questo spetti alla “gente” ovvero che la gente debba decidere cosa è bene e cosa è male e il legislatore mettere in pratica ciò che la gente ha stabilto.
    Anche la cittadinanza onoraria conferita a Bettino Englaro rientra in tale logica.
    Salutandola con stima.
    Federico Lenchi

  80. Benvenuto Dott.Lenchi,mancava da tempo da Terra Mia! Cordiali saluti.

  81. Egr.Dottore,
    la ringrazio per le gentili parole di bentornato.Confrontarsi con i partecipanti al suo blog e leggere i suoi interventi è sempre stimolante. Spero pertanto di poter continuare sempre nel rispetto reciproco. A presto.
    F.Lenchi

  82. I suoi interventi sono, sempre, piu che graditi,perchè posti in essere con equilibrio,competenza ed onestà intellettuale,nonchè,credo,anche con un pizzico di affetto:grazie ancora!
    Cordiali saluti.

  83. Infatti, federico lenchi, ciò che mi lascia perplesso è rendere penalmente perseguibile ciò che moralmente cristiano non è. Come se tutti fossero cristiani o se tutti i non cristiani adottassero una turpe morale.
    Non credo che imporre politicamente e per legge determinate norme morali, come vediamo di questi tempi, sia corretto. L’imposizione non è cristiana, rendere liberi si.

  84. Caro Sebastian non è l’uomo che è fatto per il cristianesimo ma il cristianesimo per l’uomo il che significa che se le leggi fossero fatte seguendo gli insegnamenti cristiani, cosa che non è , vivremmo molto meglio e avremmo un anticipo di paradiso già qui in terra.
    Da 2000 anni il cristianesimo predica gli stessi valori, non così la morale laica che come ho detto in un intervento precedente su Don Camillo, è possibilista e considera l’uomo misura di tutte le cose come già diceva il filosofo Protagora. E questo lo vediamo tutti i giorni: quello che per un laico è un delitto, per esempio l’aborto, per un altro laico non lo è. La morale però non può essere mercè delle mode del momento o delle elucubrazioni degli intellettuali di turno. Se no che morale è? Fino a non molto tempo fa esisteva nella nostra legislazione il delitto d’onore. Ti sembra fosse moralmente accettabile?Oggi per fortuna non più e questo mentre la morale cristiana predicava che l’omicidio è omicidio anche se d’onore.
    Noi crediamo di essere moderni per aver reintrodotto divorzio aborto e prossimamente l’eutanasia. Ma che vi è di moderno se questi erano comportamenti abituali in epoca pre cristiana: bel progresso tornare indietro di 2000 anni.
    In ogni caso la religione cristiana non impone niente semmai invita, si appella alle coscienze ma sempre pacificamente senza roghi di famigerata memoria.
    Come sai sono medico e mi ha sempre fatto soffrire il pensiero di quei colleghi non obiettori che hanno praticato migliaia di aborti. Alcuni di questi sono morti: come si saranno presentati al Signore della vita? Io sono credente e prego per le loro anime. Pensiamoci:migliaia di essere umani non nati con tutto quello che ne consegue. Ma la nostra è una società pragmaticamente cinica ed egoistica che ragiona così: ti sei stancato del coniuge o del convivente? Cancellalo col divorzio o con l’abbandono e inizia se ti va una nuova esperienza. L’attuale gravidanza giunge in un momento che consideri sbagliato? Abortisci! Il vecchio nonno è malato e crea problemi organizzativi per la tua vita ? Speriamo che approvino in fretta l’eutanasia.
    Problemi come vedi che possono essere risolti in fretta.
    Per te questi sono argomenti da bigotto tradizionalista che fortunatamente la società ha ricacciato nel suo naturale alveo, il medioevo !
    Per me viceversa sono il risultato di una mentalità che sta distruggendo la dignità umana per elevare a proprio Dio solo e unicamente la tecnologia.
    A presto.
    federico lenchi

  85. La questione morale non è ambito prioritario nel cristianesimo. E’ la conoscenza del Dio trinitario obiettivo sul quale porre esclusiva attenzione. Nella relazione intima, spirituale e mistica col Dio creatore, l’uomo inizia a comprendere ciò che è essenza, purezza e, da perseguire, da ciò che è superfluo e fuorviante.
    Il resto sono chiacchere da uomini poco spirituali che devono pur sbarcare il lunario e farsene una ragione dell’abito “sacro” che portano addosso.

  86. La fede nel Dio Uno e Trino chiama il credente a delle scelte di vita che siano incarnazione e testimonianza della fede creduta.Il cristianesimo non è una morale,ma ha,sicuramente,una morale,cioè un “mos” comportamento da porre in essere. Il dramma di oggi,anche all’interno del mondo cristiano,è la frattura esistente tra le verità di fede credute e la vita vissuta. Poco importa l’abito che s’indossa,perchè,un giorno,tutti ci presentermo dinnanzi al tribunale di Dio per rendere conto e ragione della nostra vita.

  87. Vorrei far notare che non ho usato il termine “fede” ma “conoscenza”, è diverso.
    La conoscenza del Dio trinitario implica un’ approccio profondo, costante ed intimo che una fede avulsa da qualunque reale esperienza dello Spirito non potrà mai dare.
    Il cristianesimo non può essere sbilanciato verso una questione morale sistematicamente sbandierata ma poco praticata che bisogna dell’imposizione parlamentare per darsi una nota di rispetto. Ma che invito?

    Liberi siamo, e nulla ci è stato imposto dall’Alto. Tale è l’esempio da seguire. Liberare e rendersi liberi.

  88. Caro Sebi,senza voler fare polemiche,la tua è una posizione GNOSTICA:rispetto,ma non condivido.La fede implica già,in sè,un cammino di conoscenza,anche razionale(fides quaerens intellectum….),ma l’apice della conoscenza non è di stampo razionalistico(GNOSI),bensì rivelativo.Dio si è fatto conoscere e noi lo accogliamo…..
    Ciao.

  89. La mia non è una posizione gnostica.
    Lo gnosticismo si basa sul principio che è la conoscenza che salva; io non l’ho detto.
    Lo gnosticismo si basa sul fatto che questa conoscenza è rivelata a pochi; io non l’ho detto.

    Una fede posta su verità dottrinali basate sulla tradizione e l’autorità non conducono a qualcosa di importante.
    Insegnava Ignazio di Loyola nei suoi esercizi spirituali: Dobbiamo tener presente sempre questo criterio. Quello che io vedo bianco lo credo nero se lo stabilisce la Chiesa gerarchica.

    Ciao.

  90. Cristo si,chiesa no? Perchè?

  91. Chiesa si, ma… più spirituale e meno istituzionale.
    Più attenta alle esperienze dello Spirito suo, e del popolo di Dio. Perchè il cristianesimo è fondamentalmente una esperienza nello Spirito, Santo. Del quale tutti si riempiono la bocca ma pochi, veramente pochi sanno di cosa si parla. Tutti sono occupati d’altro, di mantenere l’apparato istituzionale e la questione morale. Non senti parlare che di divorzio, aborto, omosessualità ed eutanasia. NESSUNO PARLA DI DIO. E sai perchè? Perchè non sanno cosa dire; non lo conoscono. Però hanno fede! Ma a chi? A cosa? Ad una dottrina religiosa che è distante da Dio, Eterno ed Onnipotente, 1000 miglia.

  92. Caro Sebastian come si può fare un’esperienza nello Spirito Santo se si va contro lo Spirito Santo di cui abbiamo conoscenza solo per quello che ci dicono i Vangeli? Tu dici che noi pensiamo solo al divorzio, all’aborto alle unioni gay ect. e non all’essenza, all’unione col Dio Trinitario. E lo chiami poco? Questi aspetti ti sembrano optionals? Del resto sono gli stessi Vangeli ( proprio quelli che come ho detto ci hanno rivelato la presenza dello Spirito Santo e del Dio Trinitario) che ci parlano delle sue leggi tra cui il divieto a divorziare. Commette adulterio -recitano-non solo chi ripudia la propria moglie ma anche chi sposa una ripudiata. Non possiamo prendere dai Vangeli o usare i Vangeli solo per quello che ci piace e ci fa comodo, nel tuo caso tirare in ballo lo Spirito Santo per rimproverarci che non facciamo esperienza in Lui. Rifarsi alla Sacra Scrittura cercando di utilizzarla a proprio vantaggio è una tecnica già usata da qualcuno in passato. Ricordi le tentazioni nel deserto? In quel caso, per ovvi motivi, era l’Antico Testamento e non il Nuovo ad essere utilizzato. Se parliamo di Spirito Santo di cui solo i Vangeli, lo ripeto ci parlano, dobbiamo credere anche alle altre cose di cui sempre loro ci parlano. Del resto è proprio grazie al divorzio a cui si ricorre con troppa disinvoltura se assistiamo allo sfasciarci delle famiglie che si riflette sulla sofferenza dei figli e sul decadimento della società. Riguardo alle unioni gay basta leggere l’Antico testamento o la lettera di San Paolo ai Romani che trattano specificatamente dell’argomento. Tutte sciocchezze scritte tanto per dir qualcosa? Forse? Ma la tanto detestata gerarchia invece di pensare all’unione con il Dio Trinitario pensa a queste sciocchezze con cui noi, sciocchi integralisti, ci riempiamo la bocca(parole tue). Mi domando però come ci possa essere in unione con il Dio trinitario come auspichi tu se si disattendono le sue leggi? Evidentemente questo benedetto Dio tirato sempre in ballo per i nostri comodi ha comandato di “non uccidere, non desiderare la donna d’altri, non fornicare” così, tanto per scherzare.
    Tu credi che il problema aborto sia un problema da poco, ingigantito dalla Gerarchia per alimentare e giustificare il suo dominio su me massa più o meno ignorante e su te massa critica e pensante?
    Se ho ragione io a considerarlo un crimine o tu a considerarlo una semplice interruzione volontaria di gravidanza e basta, lo vedremo. Si tratta di avere un poco di pazienza poichè sono così pochi e rapidi i nostri giorni terreni. In ogni caso sono certo che il Dio Trinitario che ci ha creati ci chiederà conto dei tanti bambini mai nati.
    Infine sostieni che dobbiamo liberare (gli altri) e rendere liberi noi stessi poichè nulla ci è imposto dell’Alto (come vorrebbe farci credere la gerarchia).
    Libertà, conoscenza!
    Parole ,le tue che mi sembrano essere state già dette da qualcuno nel Libro della Genesi: o sbaglio?
    federico lenchi

  93. Ecco Michele, la conferma di ciò che ho affermato prima. E’ nelle prime parole della replica di federico lenchi:”Caro Sebastian come si può fare un’esperienza nello Spirito Santo se si va contro lo Spirito Santo DI CUI ABBIAMO CONOSCENZA SOLO PER QUELLO CHE DICONO I VANGELI?”
    Era come dicevo… non lo conoscono. Il cristianesimo declassato a dotrina morale-religiosa.
    Inutile dire che mi sono fermato alla prima frase di federico perchè basta ed avanza. Mi rifiuto di leggere tutto il suo intervento…

    Bacioni per tutti…

  94. Caro Sebastian ti invito cortesemente a leggermi e a capirmi. Tutti dobbiamo cercare di farne esperienza ed essere in unione spirituale con il Dio Trinitario. Ci mancherebbe altro!
    Quando ho detto, e tu l’hai capito benissimo, che noi ne abbiamo conoscenza solo per quello che ci dicono i Vangeli, intendevo dire che è una rivelazione che solo i Vangeli ci hanno fatto. Prima dell’avvento di Gesu’, ai tempi di Abramo, Isacco e Giacobbe il popolo di Dio non ne aveva sentore. Nessuno aveva mai sentito parlare e aveva ipotizzato l’esistenza di un Figlio e di uno Spirito Santo ovvero di quel Dio Trinitario che tu hai citato e di cui ne hai auspicato l’unione da parte dei credenti.
    Quindi parlendo di un Dio Trinitario tu dimostri di dar credito ai Vangeli perchè solo loro ce ne hanno rivelato l’esistenza.
    Allora, ti chiedo, perchè se credi a questa verità non vuoi credere anche alle altre cose che i Vangeli dicono come ad esempio il non dover ammettere il divorzio?
    Ricordi quando Gesù dice …chi fa la volontà del Padre mio…? Ora tra le altre cose chi fa la volontà di Gesù (che dice di non divorziare) fa la volontà del Padre dato che è, insieme allo Spirito Santo, uno stesso Dio in 3 Persone uguali e Distinte. In caso contrario che Dio Trinitario sarebbe?
    Questa è Verità rivelata fatta propria dal Magistero ovvero dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Ma tu pur dicendo di non credere al Magistero dimostri di credere nel Dio Trinitario.
    Ma allora deciditi.
    Nelle prime parole di federico lenchi, cioè mie non c’e’ proprio nulla di quanto tu affermi ,come scrivi a Michele, ma solo la prova che nei tuoi ragionamenti ci sono delle contraddizioni inconciliabili con la logica.
    Infatti, e lo ripeto nel caso non mi avessi ancora capito tu credi, visto che ne parli, nel Dio Trinitario rivelatoci dai Vangeli, ma non credi alle altre cose che i Vangeli ci dicono, come ad esempio la condanna del divorzio (cosuccia di poco conto che solo la Gerarchia si ostina a condannare oltre che Gesù, aggiungo se me lo consenti ).
    Allora fammi capire: perchè nel Dio Trinitario dici di credere e in quello che il Dio Trinitario comanda no, non ci credi?
    Posso darmi io la risposta che sono certo tu non mi darai non essendoci peggior sordo di chi non vuol sentire?
    Perchè è facile riempirsi la bocca con ipotetiche unioni spirituali con Dio, molto, molto più difficile realizzarle, obbedendo alle leggi che lo stesso Dio e non la Chiesa ci ha dato.
    Infatti non si può essere amici di Dio disobbedendo a Dio.
    Se sbaglio, rispondimi.
    federico lenchi
    federico lenchi

  95. Mi sembra comunque che tu sia come quelle persone che più che ascoltare l’interlocutore, ascoltano se stesse.
    federico lenchi

  96. Sebastian, ancora una cosa!
    Al di la di questi sterili discorsi che lasciano ognuno sulle proprie posizioni, a me piacerebbe molto condividere con te la bellezza della nostra fede, vedere con te tutti i passi del Vangelo che spiegano come Gesù abbia voluto questa nostra Chiesa, pur con tutti i suoi limiti, peccati e manchevolezze, raccontarti come i Santi e i grandi mistici l’abbiano amata e rispettata.
    Se si ama Gesù non si può non amare anche la sua Chiesa.
    Noi parliamo, parliamo e perdiamo di vista l’essenza.
    Ma non ci può essere essenza senza il rispetto e l’obbedienza verso colei che qui sulla terra lo rappresenta e ne tramanda l’insegnamento.
    Passeranno le mode, gli insegnamenti dei falsi profeti, dei detrattori, di chi ci vorrebbe schiavi di azioni cattive ma le Sue parole non passeranno.
    Pietro ci ha tramandato che solo Lui ha parole di vita eterna e ce l’ha dimostrato pagando con il martirio.
    Non così i vari neoilluministi che anzi vengono invitati nei salotti, che hanno posti di riguardo sui media, che vengono ascoltati e riveriti come autentici profeti veri benefattori dell’umano progresso.
    Così va il mondo.
    federico lenchi

  97. “Andate in tutto il mondo e fate mie discepoli tutte le genti,battezzandole nel nome del Padre,del Figlio,dello Spirito Santo,a chi rimetterete i peccati saranno rimessi………”;
    “Chi ascolta voi ascolta me”.

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