Il potere dei simboli e i simboli del potere.

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I conflitti sui simboli religiosi nello spazio pubblico riflettono le angosce, le contraddizioni e le ambiguità in cui si dibattono le democrazie occidentali nella gestione della diversità culturale e nella ridefinizione del modello di cittadinanza nell’epoca della globalizzazione. L’analisi comparata delle risposte a questi conflitti nei più consolidati ordinamenti di democrazia liberale rivela un generale offuscamento della linea di demarcazione tra laicità e religione ed una tendenza all’uso strategico di entrambe come fattori di coesione sociale e come clausole di tutela dell’omogeneità culturale. A far le spese di questo fenomeno è soprattutto l’Islam, sempre più esplicitamente caratterizzato in termini di netto antagonismo rispetto ad una non meglio identificata “civiltà occidentale”, di cui la cristianità, seppure nella sua versione secolarizzata, costituirebbe un elemento strutturale. Ne risulta una gerarchizzazione delle culture e delle religioni, la discriminazione sistematica delle minoranze religiose, e la loro relegazione nella periferia democratica, e cioè un modello di cittadinanza-fortezza, incompatibile con la democrazia aperta, inclusiva e partecipativa che l’Europa teoricamente propugna. 


INDICE – SOMMARIO


Prefazione 1
Introduzione 3
I simboli religiosi tra globalizzazione, privatizzazione e fondamentalismo

Capitolo I – I simboli del potere: La preferenza per la cristianità nello spazio pubblico delle
democrazie occidentali

1. Il giudice teologo e la laicità confessionalista: il caso italiano 16
2. La preferenza per la cristianità in Germania e la lezione svizzera: la laicità tra esclusione ed inclusione 28
2.1. Le Christliche Gemeinschaftsschulen 29
2.2. La “soluzione bavarese” alla controversia sul crocifisso 31
2.3. La lezione svizzera: la laicità come garanzia di inclusione 38
3. Gli Stati Uniti: il “non preferenzialismo” preferenzialista 41
3.1. Il regime delle scuole private: il favore per l’istruzione cristiana 45
3.2. L’applicazione della Free Exercise Clause: lo sfavore per le pratiche religiose “non ortodosse” 49
3.3. La disciplina dei simboli religiosi nello spazio pubblico: il presepe, le renne e la slitta di Babbo Natale 54
4. Considerazioni conclusive 66

Capitolo II – Il potere dei simboli: il velo che svela le nostre paure 

1. I simboli di minoranza e il problema della definizione del loro significato 72
1.1. La giurisprudenza francese precedente la legge del 2004 72
1.2. Federalismo, velo islamico e intolleranza: il caso tedesco 78
1.3. La Gran Bretagna: Shabina Begum e i limiti del multiculturalismo inclusivo 84
1.4. Divieto e pregiudizio: la lezione canadese 94
2. L ’aménagement raisonable e la dottrina del margine di apprezzamento degli Stati: la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. 101
2.1. L’aménagement raisonable 101
2.2. Il misterioso margine di apprezzamento 106
2.3. La questione del velo davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo 121
3. I l velo e l’eguaglianza di genere 138
3.1. Il multiculturalismo fa male alle donne? 138
3.2. Velo islamico ed eguaglianza di genere: una collisione necessaria? 143

Capitolo III – Laicità e religione come clausole di salvaguardia dell’omogeneità culturale

1. L ’islam nello spazio pubblico delle democrazie occidentali: la costruzione del “nemico” 153
1.1. Democrazia militante, stato di emergenza e stato di stress 153
1.2. Islam e Stato di stress: la costruzione del “nemico” 161
1.3. Laicità e religione come clausole di protezione della Costituzione: il ruolo dei simboli religiosi 166
2. Il dilemma turco: la laicità ultra-militante e lo spettro dello scontro di civiltà 174
2.1. Laicità e protezione della costituzione: il Refah Partisi e l’antisistemicità dei partiti religiosi 174
2.2. La Turchia e l’Europa: lo spettro dello scontro di civiltà 191
3. Costituzionalismo, pluralismo, laicità e religione: una convivenza possibile? 199

Conclusioni 
Noi e gli altri: l’eguaglianza, la partecipazione e il dialogo 209

Indice delle opere citate 223


Susanna Mancini è professore di diritto pubblico comparato a Bologna e insegna regolarmente
presso diverse università europee e nordamericane. Si occupa di multiculturalismo, eguaglianza di
genere, diritti delle minoranze, conflitti etnici, federalismo e secessione.

 

S.Mancini,Il potere dei simboli, i simboli del potere.
Laicità e religione alla prova del pluralismo

Cedam, 2008, p. XII-232 
Collana: CISR – Centro Italiano per lo Sviluppo della Ricerca, diretta dal prof. Giuseppe de Vergottini.

2 Risposte

  1. Pace del Signore a tutti. Mi chiamo Stefano e sono un cristiano fondato sulla Parola di dio Vivente. Uscite fuori dalle menzogne del Vaticano, ed affidatevi solo ed unicamente al Signore Gesù Cristo.
    Visitate: missionecristianaevangelica.it

  2. Caro Stefano,grazie del tuo intervento! Tutti i cristiani siamo fondati sulla Parola di Dio,quella viva innanzitutto:Gesù-Cristo e quella scritta dai profeti dell’A.T. e del N.T.
    Per il resto,poichè ho capito dal tuo dire,che sei un cristiano delle chiese riformate,non voglio fare polemiche inutili e sterili.E’ il tempo della concordia e della fraternità tra tutti i cristiani,non dell’odio!
    Cordiali saluti!

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