Lo “schiticchio”.A tavola con il Padrino!

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Avete mai assaggiato i “cannoli dei boss?” oppure la “caponatina alla Al Capone?”;vi siete mai cimentati in cucina con gli “agnelli sacrificali?”, “il silenzio delle sarde al linguate?”.Sapete che cos’è la “latitanza del macco?” e la “la norma della legge?”. A farvelo sapere ci ha provato,egregiamente,Guido Guidi Guerrera* ponendo in essere un volume che ruota attorno al cibo,di matrice sicula, e all’uso che ne fanno i Padrini di Cosa Nostra. Un invito,intriso di ironia, per provare a stare “A tavola con il Padrino” per farsi uno “schiticchio”!

Lo schiticchio in siciliano significa “abbuffata”. Il termine indica per antonomasia, e secondo una tradizione consolidata, il tipico banchetto dei mafiosi e della gente di malaffare in genere. Guido Guidi Guerrera, una delle firme più brillanti e sarcastiche della stampa italiana, ci invita a tavola con il Padrino. Un invito che non si può rifiutare.

Don Saro Partinico da Montelepre, capofamiglia e uomo d’onore, attorno al quale ruota una folla di comprimari e di comparse, è il protagonista indiscusso di questo libro giocato sul filo dell’ironia ma anche dell’analisi, insieme a un comprimario di straordinaria potenza evocativa: il cibo.

Lo schiticchio diventa dunque la metafora di ogni possibile appetito: i mafiosi, afflitti da una voracità declinata in tutti i generi possibili, ridono e si abbracciano, mangiano e parlano di cose sconce, ma nello stesso istante, e continuando a usare identiche forme lessicali, senza neppure mutare l’espressione del volto, con l’aria di non finire mai di scherzare, progettano omicidi e forse stragi. La tavola è il momento della celebrazione di un potere visibile proprio nell’eccesso, come accadeva per gli antichi imperatori, o al giorno d’oggi per ogni dittatore.

Eppure, ogni cibo amato dai padrini è anche sinonimo di un modo semplice se non dialettale di concepire la cucina, che è sempre quella delle madri e delle nonne. Un mangiare “di casa”, sempre preferibile a ogni latitudine a qualsiasi altra raffinatezza troppo distante dai ricordi più cari.

Un libro intriso di atmosfere siciliane alla Puzo, della lingua di Camilleri, di immagini alla Coppola.

Per scoprire, insieme alle ricette di ogni piatto, che lo schiticchio siciliano aveva anche altri significati.

«Se dobbiamo sopportare che Adonis andasse pazzo per la pasta alla norma e Al Capone da tacchino vanitoso per la caponatina, sopportiamolo, anzi: in questo caso non resta altro da fare che associarci. In fondo si tratta di farsi un ottimo schiticchio e, in nome della cucina siciliana, che mi fa battere il cuore allo stesso movimento di quel mare, ci posso stare».(Nino Frassica)

A tavola con il padrino:un invito che non si può rifiutare se è vero che:

  • “ Una goccia di vino dell’Etna è per l’uomo d’onore gradevole quanto una goccia del sangue del suo nemico”( Don Vito Cascio Ferro)
  • “Mi piace la pasta con le sarde,ma sinceramente le preferisco con l’olio che faceva papà” (Michael Corleone)

Un volume da “assaporare” per esportare sempre più la sana e ottima cucina siciliana e,sempre meno, la criminalità mafiosa che ha infangato,oltremodo,questa bellissima isola.

 *Guido Guidi Guerrera scrittore e giornalista per «QN». Tra i massimi esperti di Hemingway in Italia, ha pubblicato, tra gli altri, A spasso con papa Hemingway(Todaro, 2002), Battiato another link (Verdechiaro, 2006), A tavola con Maigret(IL Leone Verde, 2007) e Vivere alla grande (Aliberti, 2008).

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