Ciminna-Baucina(Pa):festa del SS.Crocifisso(Maggio 2010).

LE FESTE DELLA Santa Croce.
I libri liturgici attuali ne hanno due: In Inventione S. Crucis (3 maggio) e In Exaltatione S. Crucis (14 sett.).
Le feste seguirono lo sviluppo della devozione alla reliquia della S. C., che ebbe origine col suo ritrovamento. L’anno di questo avvenimento resta incerto. La Cronaca alessandrina lo assegna al 320, il Lib. Pont. al 310 (I, p. 167), la Dottrina d’Addai la riporta addirittura al tempo di Tiberio (14-37). La Peregrinatio Aetheriae (ca. 394) la suppone avvenuta prima del 335, ma Eusebio nella Vita Constantini, scritta nel 337 non ne parla affatto. Il primo documento sicuro è la testimonianza di s. Cirillo di Gerusalemme nella Cathech., XIII, 4: PG 33, 775; scritta nel 347. Meno informati ancora si è sul giorno della Inventio. Da notarsi però che la Cronaca e la Peregrinatio danno il 14 sett. e questo è stato causa di non poca confusione per l’individuazione delle due feste nei documenti.
Storicamente la festa liturgica dell’Exaltatio precede quella della Inventio. L’origine è palestinese, anzi locale di Gerusalemme e deve ricercarsi nell’annuale celebrazione della dedicazione (avvenuta il 13 e 14 sett. 335) delle due basiliche costantiniane dell’Anastasis e del Martyrion. La festa giunse a grande celebrità. Alla fine del sec. IV la Peregrinatio parla di moltitudini di monachi, episcopi (fino a 40 e 50), clerici, saeculares, tam viri quam feminae, che per otto giorni continui accorrevano da tutte le parti dell’Oriente per prendervi parte. Essa non cedeva in nulla alle feste di Pasqua c dell’Epifania (Peregrinatio ad loca sacra, cap. 48, in Itinera, ed. Geyer, p. 100). Con il tempo s’incominciò a fare una solenne ostensione delle reliquie della vera C., sicché a poco a poco questo rito diventò l’oggetto principale della solennità, facendo dimenticare quasi del tutto la dedicazione. Alessandro di Cipro (sec. VI) la designa esattamente con il nome poi rimasto: Exaltatio praeclarae Crucis (PG 86, 2176).
Da Gerusalemme la solennità si diffuse in molte chiese orientali, specie dove si possedeva una reliquia della vera C., come a Costantinopoli, ad Apamea e ad Alessandria.
Per l’Occidente la prima testimonianza d’una festa liturgica della S. C. si trova nella biografia di Sergio I (687-701), nella quale si legge: Qui etiam ex die illo pro salute humani generis ab omni populo christiano die Exhaltationis Sanctae Crucis in basilicam Salvatoris, quae appellatur Constantiniana, osculatur et adoratur (Lib. Pont., I p. 374).
Il testo lascia intendere che la festa era già celebrata prima di Sergio; probabilmente dapprima nell’oratorio della S. C. al Laterano, poi nella basilica Sessoriana Sanctae Crucis in Hierusalem. Ma non si deve andare molto indietro, come mostra l’incertezza dei documenti nel segnalarla: p. es., si trova nel Sacramentario gelasiano (metà sec. VIII; cf. ed. Wilson, p. 198), ma manca nel manoscritto di Epternach del Martirologio geronimiano, eseguito da un vescovo consacrato da Sergio I (cf. Lib. Pont., I, p. 387, nota 29). Alla festa Sergio dovette aggiungere la solenne ostensione e adorazione della C. conservata nel Sancta Sanctorum del Laterano di cui parla il testo riferito, cerimonia attestata ancora nell’Ordo di Cencio Camerario al principio del sec. XIII.
Mentre a Roma s’affermava la festa dell’Exaltatio, fissata al 14 sett., nelle Gallie s’era introdotta, e con successo, una festa Inventionis Sanctae Crucis stabilita al 3 maggio. Pare che essa entrasse nelle chiese gallicane nella prima metà del sec. VIII: non si trova nei Sacramentari leoniano (sec. VI) e gregoriano (sec. VII), non ne fa cenno Gregorio di Tours (593-94), così abbondante in simile materia, manca nel Lezionario di Luxeuil (fine sec. VII). La riportano invece i manoscritti del Martirologio geronimiano di Wolfenbüttel (772) e di Berna (di poco posteriore), i calendari mozarabici, i Sacramentari gelasiani del sec. VIII (cf. P. de Puniet, Le Sacramentaire romaine de Cellone, Roma [1938], pp. 92*-93*; Sacramentarium Pragense, ed. A. Dolci, Beuron 1949, p. 71).
La data del 3 maggio fu suggerita, a quanto sembra, dalla leggenda di Giuda Ciriaco, vescovo di Gerusalemme (BHL, 7022). Il Missale Gothicum (secc. VII-VIII) e quello di Bobbio (sec. VIII) mettono la festa tra l’ottava di Pasqua e le Rogazioni, senz’altra indicazione. Il Reg. 316 e il Pragense hanno già la data del 3 maggio. In sostanza i due calendari, il romano e il gallicano, avevano una propria festa della S. C. in date diverse e ambedue sono rimaste nei libri liturgici quando questi, emigrati in Gallia, ritornarono a Roma con le note aggiunte c trasformazioni.
Anche il formolario liturgico delle due feste ha risentito delle loro vicende. L’ufficiatura della Exaltatio è di evidente fattura romana: lo mostra tra l’altro l’antifona: O magnum pietatis opus, tratta dall’epigrafe metrica di papa Simmaco (498-514) per l’oratorio della S. C. in S. Pietro, e l’altra Salva nos, Christe, che ricorda lo stemma della medesima basilica (cf. U. Mannucci, Per la storia dell’ufficio della S. C., in Rass. Gregor., 1910, col. 249). Le lezioni narrano il recupero della S. C. dalle mani dei Persiani, avvenuto nel 665 sotto Eraclio.
L’ufficiatura dell’Inventio, invece, è gallicana. Le antifone del sec. XII accennavano alla leggenda di Giuda Ciriaco e furono soppresse da Clemente VIII (1592-1605) “quia historiam continebant dubiam” e sostituite dalle attuali (v. l’antico formolario in Tommasi, Opera, t. IV, p. 250). Le lezioni rimaste raccontano il ritrovamento della C. fatto da s. Elena. La Messa è di classico tipo gallicano (cf. G. Manz, Ist die Messe de Inventione S. Crucis im Sacram. Gelas. gallischen Ursprungs?, in Ephem. lit., 47 [1938], pp. 192-96).
Nel 1741 la Commissione nominata da Benedetto XIV per la riforma del Breviario stabili di sopprimere la festa del 3 maggio, ma l’intero progetto, com’è noto, fallì e anche le due feste della S. C. sono rimaste finora al loro posto.
(Annibale Bugnini, Croce nella liturgia in ENCICLOPEDIA CATTOLICA)

Dunque,anche in Sicilia da secoli,si festeggia il 3 di Maggio la festa della INVENTIO CRUCIS.Solamente in qualche comune,come ad es.Carini(Pa),si continua a celebrare l’exaltatio crucis il 14 settembre.
In molti comuni dell’isola,la festa del 3 di maggio è caratterizzata anche da eventi di pietà popolare.Come la bardatura dei muli carichi di bisaccie ripieni di grano e coperti da drappi rossi o di altri colori,ricamati a mano,che ripropongono scene della vita di Cristo,come la sua crocifissione o la sua deposizione dalla croce o simboli eucaristici.I muli,dopo adeguata bardatura,vengono fatti sfilare per le vie dei paese che mantengono,ancora oggi questa tradizione(Ciminna-Baucina-Mezzojuso) e alla fine della sfilata,come ad es.a Ciminna,i muli si ritrovano davanti la chiesa, da dove uscirà l’effige del SS.Crocifisso per la solenne processione serale,a fare la c.d. “firriata“.Una sorta di girotondo per la piazza come omaggio al SS.Crocifisso.A seguire i muli,specie in via d’estinzione,tanti bambini,ragazzi,giovani,uomini e donne a cavallo di giovani giumenti o cavalli adulti,recanti in mano un ex voto.

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