Elogio di una comunità:l’infiorata di Borgetto!


La solennità del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore), più propriamente chiamata solennità del santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica. Si celebra la Domenica successiva alla solennità della Santissima Trinità Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della Messa in Cena Domini del Giovedì Santo.
Venne istituita l’8 settembre1264 da papa Urbano IV con la Bolla Transiturus de hoc mundo in seguito al miracolo di Bolsena; nacque però in Belgio nel 1246 come festa della Diocesi di Liegi. Il suo scopo era quello di celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia.
In alcune località, (per esempio a Genzano di Roma, la stessa Bolsena patria dell’evento, Spello- classificatasi nel 2002 come infiorata più bella d’Europa- Pievepelago e Fiumalbo in Provincia di Modena, Spotorno, Dasà, Itri, San Pier Niceto), lungo il percorso della processione viene realizzata l’infiorata, un tappeto naturale costituito da petali di fiori. Alcune tradizioni, vogliono che i petali utilizzati per la realizzazione delle opere floreali, debbano essere freschi e raccolti all’albeggiare.
L’eucaristia è strettamente collegata con la Pasqua, con la morte e risurrezione di Gesù. Il fatto fondamentale che collega i due avvenimenti è l’ultima Cena: fondante l’eucaristia e annunciante la Pasqua. Cristo celebra la pasqua ebraica, ma le dona un nuovo significato. L’antica alleanza tra il popolo di Israele e Dio sul monte Sinai fu suggellata con il sangue di un sacrificio; così anche la nuova e definitiva alleanza del nuovo Israele è suggellata dal sacrificio di Cristo, vero Agnello che “toglie il peccato del mondo”, che “riconcilia l’umanità col suo creatore”. Nella cena pasquale ebraica, consistente in azzimi ed erbe amare, si assisteva al ricordo della liberazione dall’Egitto e degli eventi dell’esodo stesso. Nella cena pasquale cristiana – l’eucaristia appunto – si assiste al ripresentarsi vivo e vero della passione morte del Figlio di Dio, che libera del peccato e “riconcilia nel suo amore il mondo intero”. Perciò Gesù dice: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue”: si tratta della nuova Pasqua dell’Agnello.
L’apostolo Paolo di Tarso scrive: “Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice voi annunziate la morte del Signore finché egli venga”. È necessario soffermarsi in modo particolare sulla comprensione dell’eucaristia come memoriale (anamnesi): questo termine nel contesto biblico – quindi con il termine ebraico “zikkaron” – indica azioni rituali riferite ad un evento (salvifico) passato in grado tuttavia di attualizzarlo, rendendolo presente ai celebranti nelle sue stesse dimensioni salvifiche, e proiettandolo anche verso il futuro.
E nella concezione memoriale le confessioni cristiane trovano consenso nell’affermazione: “L’eucaristia è il memoriale di Gesù crocifisso e risorto, cioè il segno vivo ed efficace del suo sacrificio, compiuto una volta per tutte sulla croce e ancora operante in favore di tutta l’umanità” (Battesimo, eucaristia, ministero, documento ecumenico di Lima, 1982).
L’intero complesso della celebrazione eucaristica (e dunque liturgia della parola e liturgia eucaristica) è il memoriale di tutto il mistero di Gesù, centrato nella sua morte e risurrezione; la preghiera eucaristica è, in modo particolare, pervasa dal tema del memoriale.
Secondo la chiesa cattolica, nelle specie consacrate del pane e del vino, dette anche Santissimo Sacramento dell’Altare, vi è la presenza reale di Cristo stesso, in corpo, sangue, anima e divinità. La continua ri-attualizzazione di questo grande mistero avviene mediante l’azione dello Spirito Santo. Per i cristiani cattolici e ortodossi la stessa messa è effettivamente la rinnovazione dell’ultima Cena (ovvero “la sua continuazione in una Comunione di Santi che unisce i presenti alla messa a chi è morto cristianamente prima di loro”). Il sacerdote che celebra l’eucaristia, agendo in persona Christi, invoca la potenza dello Spirito Santo. Secondo la Chiesa cattolica, avviene così la transustanziazione, ovvero il cambiamento “oltre la sostanza” (trans-substantia) del pane e del vino in corpo e del sangue di Cristo. Per i cristiani cattolici ogni eucaristia, in quanto memoriale dell’evento sacrificale di Cristo, è sacrificio in modo attuale: la Chiesa lo considera dono del Signore e ne fa il suo sacrificio. Per questo invita i fedeli ad offrire se stessi a Dio in ubbidienza e devozione, perché – come ancora Paolo scrive – “chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini sé stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna”. In quanto comunione alla Cena del Signore, nell’eucaristia i fedeli trovano il fondamento, la fonte ed il vincolo dell’unione fra loro e con Cristo.

Ogni anno la Chiesa Madre di Borgetto,guidata dall’arciprete don Antonio Crupi,celebra la solennità del Corpus Domini cercando di vivere quanto scritto al n.61 del documento Eucarestia,Comunione e Comunità, della Cei del 1983:
“Non si può essere Chiesa senza l’Eucarestia. Non si può fare Eucarestia senza fare chiesa. Non si può mangiare il pane eucaristico senza fare comunione nella Chiesa”.
Pertanto, la comunità cattolica borgetana da parecchi anni crea,in omaggio al Cristo eucaristico,una bellissima infiorata,la quale vuole essere da stimolo per riflettere sul fatto che:”molti cristiani vivono senza l’Eucarestia,altri fanno l’Eucarestia ma non fanno la Chiesa,altri ancora celebrano l’Eucarestia nella Chiesa,ma non vivono la coerenza dell’Eucarestia.”(ib.n.61)
Riprendendo S. Cipriano il Concilio Vaticano II afferma che “ la Chiesa è un popolo adunato nell’unita’ del Padre del Figlio e dello Spirito Santo” (LG. 4) . La stessa parola “ Chiesa” significa assemblea e proprio l’assemblea eucaristica manifesta la natura della comunità cristiana che è convocazione: essa è risposta ad una chiamata ,è accoglienza di un dono .La celebrazione eucaristica vede il riunirsi insieme dei fratelli ,in comunione con tutta la Chiesa .
In quest’ottica,tutta la comunità parrocchiale si prodiga per realizzare l’infiorata. Un momento in cui tutti,Arciprete in testa,sudano sette camice per portare a termine l’opera. L’infiorata di Borgetto dice anche che la comunità parrocchiale ha imboccato un cammino di crescita spirituale grazie anche alla guida saggia dell’Arciprete molto avvezzo al grembiule e non allo scettro. Una comunità che riflette sulla sua identità religiosa specifica e che con spirito di umiltà e fraterna collaborazione cresce. L’Eucarestia crea la comunità! Ed è per questo che il “tempio” di Borgetto(dedicato a Santa Maria Maddalena) è stato,pian piano,restaurato e abbellito sempre di più. Dio è Bellezza e la sua “casa”non può non essere bella. Di recente la creazione della penitenzeria e della porticina aurea del tabernacolo. Momento forte la solennità del Corpus Domini,con la creazione anche degli altari devozionali lungo il percorso della processione, che unitamente al Venerdì Santo e alla festa di San Giuseppe,con la creazione delle mense,costituisce una trilogia inscindibile del vissuto della comunità della chiesa madre di Borgetto.

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