Rilassiamoci… Domo mia dei Tazenda feat Eros Ramazzotti

Co…mmo deo
So innoe
Oe ‘eo
Soe chene-ene ribos
Eros: Antigos ‘spiritos, umbras…
Eros: Parent chi benint a mie

Ti cherzo donare su sambene
eros: E’ la vita mia
Ti cherzo leare, oh…

E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
Eros: Ogni cosa tua
E t’amo, e t’amo, oh…

Arcanos libros in domo mea
Eros: Sento le parole tue

Ti cherzo donare su sambene
Eros: E’ la vita mia

Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, eLyrics
t’amo, ses sa vida mea
Eros: Ogni nota tua
E t’amo, e t’amo, oh…

Anche se non è più casa mia
Eros: Sento le tue melodie

Ponemila un’idea
In sa manu, in su coro

Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh…

Arcanos libros in domo mea
Eros: Sento le parole tue

Co…mmo deo
So innoe
Oe ‘eo
Vola questo canto per te

TRADUZIONE:

(Beppe)
O…ra io
Sono qui
Oggi io
Sono senza-enza fiumi

(Eros)
Antichi spiriti, ombre…
Sembrano venire a me

(Beppe)
Ti voglio donare il sangue
(Eros)
E� la vita mia
(Beppe)
Ti voglio prendere, oh…
E ti amo, e ti amo
Sei la mia vita
(Eros)
Ogni cosa tua
(Beppe)
E ti amo, e ti amo, oh�

Arcani libri a casa mia
(Eros)
Sento le parole tue

(Beppe)
Ti voglio donare il sangue
(Eros)
E� la vita mia
(Beppe)
Ti voglio prendere, oh…
E ti amo, e ti amo
Sei la mia vita
(Eros)
Ogni nota tua
(Beppe)
E ti amo, e ti amo, oh�

(Eros)
Anche se non è più casa mia
Sento le tue melodie

(Gino e Gigi)
Mettimi un’idea nella mano, nel cuore

(Eros e Beppe)
Ti voglio donare il sangue
(Gigi)
Sei la mia vita
(Eros e Beppe)
Ti voglio cullare, oh…
E ti amo, e ti amo
Sei la mia vita
(Gigi)
Sei la mia vita
(Eros e Beppe)
E ti amo, e ti amo, oh…

(Beppe)
Arcani libri a casa mia
(Eros)
Sento le parole tue

(Beppe)
O…ra io
(Eros)
Soli noi
(Eros e Beppe)
Oh eh, eh oh
Vola questo canto per te

 

 

 

Gerhard Gäde,”ADORANO CON NOI IL DIO UNICO”,per una comprensione cristiana della fede islamica.

GERHARD GÄDE, nato nel 1950 a Brema, sacerdote, è Professore di Teologia Dogmatica e di Teologia delle Religioni presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma e presso la Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo). Ha pubblicato parecchi contributi su temi teologici e pastorali in Germania e in Italia. La teologia delle religioni costituisce l’interesse principale dei suoi studi e del suo insegnamento.

Il presente studio fa parte di un progetto di ricerca della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia ”S.Giovanni Evangelista”.Il volume è stato presentato presso la predetta facoltà dal gesuita napoletano Gamberoni,dall’islamologo Borrmans e dalla principessa Vittoria Alliata traduttrice dal’arabo.Il Libro è stato commissionato all’autore dal Vescovo di Noto Mons.Mariano Crociata. Queste pagine vorrebbero contribuire a comprendere la fede islamica nello Spirito in cui Gesù ha compreso la propria religione ebraica e ha imparato a valorizzare anche la fede di gente di altra religione. Questo appartiene alla novità del suo messaggio. In questa scia, il Concilio Vaticano II ci ha indicato la direzione di un percorso per il nostro tempo. Questo libro si colloca nel quadro dell’insegnamento conciliare e vorrebbe tracciare alcune linee per un’ermeneutica cristiana delle religioni non-cristiane e in particolare dell’islam. In sostanza, si tratta di imparare a percepire la Parola di Dio anche dalle Scritture sacre di altre religioni, ad esempio dal Corano, e di scoprire la realtà del Cristo al di là dei confini della cristianità. In base a una tale comprensione forse ci sarà possibile dialogare con l’islam valorizzando il suo Corano come una testimonianza che Dio non ha abbandonato l’umanità alla propria sorte.

Il professore teologo,ha riflettuto sulla reale possibilità di dialogo interreligioso tra cristianesimo ed islam.Nell’ottica del suo ragionamento,il cristianesimo è il punto di vista formale,l’islam l’oggetto guardato.Il teologo,sostiene infatti che l’interiorismo è un modo di definire il rapporto della fede cristiana con le altre religioni,un modo che supera i modi abituali di definire lo stesso rapporto. E spiega che questi modi abituali si chiamano “esclusivismo,inclusivismo e pluralismo”. L’esclusivismo,dice il Prof.,ha dominato per secoli il pensiero cristiano:esso parte dal presupposto che se una religione è vera tutte le altre devono essere false. E dunque esclude le altre religioni dalla verità e dalla salvezza “extra ecclesia nulla salus”. Esso è frutto della paura e anche della incertezza della propria fede,in quanto vede in un’altra religione una minaccia alla propria verità. L’inclusivismo invece rappresenta un grande passo avanti compiuto da concilio Vaticano II:include,cioè vede nelle altre religioni una certa partecipazione imperfetta alla propria verità,riuscendo a dare una relativa valorizzazione alle altre religioni. Però,malgrado questa apertura,l’inclusivismo non potrà a lunga scadenza reggere più di tanto. Il Pluralismo è un modello recente-sostiene il teologo tedesco- elaborato in ambito anglo-americano come forma di insoddisfazione verso l’inclusivismo.Il pluralismo vorrebbe vedere in tutte le religioni,compresa la propria,autentiche esperienze di una comune realtà trascendente che si è manifestata nelle varie esperienze religiose. Solo il modello del pluralismo riesce a valorizzare le altre religioni “relativizzando” la propria. L’interiorismo si porrebbe,a detta del teologo tedesco,come l’unica valida alternativa ai predetti tre modelli.Infatti,grazie all’interiorismo il cristianesimo ha istaurato,sin dall’inizio,un discorso con la religione d’Israele,assumendo nel canone biblico la completa scrittura di un’altra religione,proclamandola Parola di Dio.Cosicchè l’interiorismo supera rendendole vecchie le prime tre categorie,divenendo il modello paradigmatico e insostituibile per definire il rapporto con le altre religioni.Del resto,conclude,il primo interiorista è Gesù, e se noi cristiani possiamo dire che la religione ebraica è una verità insuperabile,allora possiamo dirlo anche per le altre religioni,dal momento che esse comunicano agli uomini una realtà che,se è vera,solo Dio può comunicare.Il teologo tedesco confida di avere trovato a Palermo “un ambiente aperto,ma più dal punto di vista culturale che ecclesiale”. Di avere conosciuto Vescovi illuminati come Cataldo Naro e preti impegnati nell’incontro interculturale.Ma sul fronte del dialogo interreligioso Palermo e la Sicilia possono e devono ancora crescere.Avere la capacità di sapersi sempre confrontare e superare tanti falsi pregiudizi che ci portano indietro nel tempo.

 


Adorano con noi il Dio unico, Gerhard Gäde, Euro 30,50

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Francesco Michele Stabile, Cattolicesimo siciliano e mafia

A cura del Prof.Giampiero Tre Re

Sez.Biblioteca in:

http://terradinessuno.wordpress.com/

FACCIAMO CHIAREZZA….

In data 23 luglio il Ministero dell’Università e Ricerca con Nota prot.12441 ha fornito ulteriori chiarimenti sulla mobilità del personale docente di religione cattolica.

In particolare il Ministero ha specificato che

  • I docenti di religione con il requisito dei cinque anni di servizio maturato con l’anno scolastico 1985/86 possono far valutare i servizi prestati, “ivi incluso il quinquennio utilizzato come titolo di qualificazione”.
  • La graduatoria regionale è finalizza esclusivamente alla individuazione, da parte dell’amministrazione scolastica, dell’insegnante di religione cattolica eventualmente in esubero sull’organico regionale.
  • L’applicazione della riduzione di un quinto (art.2, comma 5 del CCNI 16 giugno 2008 deve intendersi riferita al territorio diocesano e al caso in cui si verifichino, per un numero limitato di insegnanti, riduzioni d’orario che non siano diversamente recuperabili mediante utilizzazione presso altre sedi scolastiche.

Così si esprime la segreteria nazionale dello Snadir.

Alcuni dubbi e conseguenti interrogativi sorgono spontanei:

1.Se la graduatoria regionale,su base diocesana, è finalizzata ESCLUSIVAMENTE alla individuazione da parte dell’amministrazione scolastica,dell’IDR eventualmente in esubero sull’organico regionale,di chi è la competenza per ciò che riguarda l’individuazione della nuova sede o della,eventuale, sede per il completamento cattedra?Dell’USR di riferimento,del CSA di riferimento,della Curia di riferimento? E il ruolo dell’insegnante quale sarebbe?

2.poichè la predetta circolare ribadisce che gli IDR di ruolo sono titolari su un organico su base regionale e assegnati sulla sede scolastica,ciò può portare la curia di riferimento a chiedere loro,ogni anno,la domanda di riconferma in servizio?Come,cioè,se continuassero ad essere incaricati a.t.d.?

3.Qual’è il ruolo della curia di riferimento in caso di domanda di utilizzazione o assegnazione provvisoria all’interno dello stesso contesto diocesano?Se le predette domande vanno inoltrate all’USR di riferimento,quali sono i criteri per l’eventuale realizzazione di tutto ciò?Criteri stabiliti da chi?Visto che la graduatoria regionale è finalizzata ESCLUSIVAMENTE,alla individuazione degli eventuali esuberi in organico!

4. E’ normale che una curia di riferimento continui a chiedere a tutti gli idr di ruolo di sua competenza “la riconferma sulla sede di servizio”?Se si,su quali basi giuridico-normative?

5. Quali sarebbero i diritti acquisiti dagli idr di ruolo se devono continuare a presentare,annualmente,la domanda di

-riconferma in servizio;

-riconferma della sede;

-eventuali trasferimenti interni alla diocesi?

E’ legittimo tutto ciò?

6.L’Intesa è una modalità di appropriarsi di compiti e ruoli che sono propri dello Stato Italiano?Come ad es.i trasferimenti,le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie?

7.Infine,l’Intesa è,forse,una modalità di copertura per tutti gli, eventuali, abusi di potere,mobbing,minacce,tentativi di estorsioni,vessazioni di ogni genere,favoritismi,clientelismi,campanilismi posti, eventualmente, in essere contro gli idr?

Brunetta dichiara guerra ai falsi malati.

Circolare del ministero alle pubbliche amministrazioni: «Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia»

ROMA – Giro di vite per limitare le assenze ingiustificate dei dipendenti pubblici. D’ora in poi la visita del medico fiscale «è sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno». Lo stabilisce una circolare firmata dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni (i punti del documento).

«AGEVOLARE I CONTROLLI» – Nel testo si chiarisce che la richiesta di visita fiscale «è sempre obbligatoria, salvo particolari impedimenti del servizio del personale derivanti da un eccezionale carico di lavoro o urgenze della giornata». Il medico potrà poi presentarsi per il controllo con meno limitazioni di orario. Si ampliano le ore in cui potrà essere effettuata la visita, «al fine di agevolare i controlli». Oltre alla burocrazia, la ‘stretta’ si occupa anche del portafoglio dei dipendenti. Ad ogni malattia, nei primi giorni di assenza e indipendentemente dalla durata, si applica la decurtazione della retribuzione, anche se non su tutte le voci dello stipendio. Potrà essere tagliata «ogni indennità o emolumento, aventi carattere fisso e continuativo» e «ogni altro trattamento economico accessorio»: indennità accessione che possono essere quantificate attorno al 25-30% della retribuzione, sottolinea il ministero. Non saranno toccati il trattamento economico tabellare iniziale, la tredicesima, l’anzianità e gli eventuali assegni ad personam.

COMPENSI DI PRODUTTIVITÀ – Le assenze per malattia superiori a 10 giorni e, a prescindere dalla durata, alla terza assenza ogni anno, devono essere giustificate con un certificato medico rilasciato da struttura sanitaria pubblica o dai medici convenzionati. La circolare fornisce inoltre indicazioni alle amministrazioni sull’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva, ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme. In particolare, i compensi di produttività potranno essere percepiti «solo in misura corrispondente alle attività effettivamente svolte e ai risultati conseguiti» e nell’erogazione dei compensi incentivanti «deve essere esclusa ogni forma di automatica determinazione del compenso o di ‘erogazione a pioggia’». In pratica, se si fanno assenze non si ha diritto ai premi economici dovuti alla produttività. Inoltre i contratti collettivi dovranno quantificare i permessi retribuiti stabilendo sempre un monte ore massimo, al fine di «impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario».

«NORMA INIQUA» – Il capogruppo del Pd della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha immediatamente criticato la circolare di Brunetta che, secondo lui, «colpisce la retribuzione in modo pesante e iniquo». «Agendo sul salario variabile – ha detto Damiano – la misura penalizza in modo differente, a seconda della struttura retributiva, i singoli settori della pubblica amministrazione ed è del tutto in controtendenza con gli annunci del governo di voler valorizzare, anche nel pubblico impiego, forme di retribuzione legate alla produttività». Secondo Damiano ci rimetteranno soprattutto le forze di polizia «che hanno una struttura retributiva caratterizzata da elevata variabilità».

ASSENTEISMO IN CALO – Presentando la misura ‘anti-assenteismo’, Brunetta ha fatto il punto della situazione, parlando di dati confortanti: l’assenteismo nella pubblica amministrazione, specie per malattia, registra una diminuzione da fine maggio del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ha detto il ministro annunciando prima della pausa estiva un rapporto strutturato su questo argomento anche se con dati parziali. Da settembre ci sarà un osservatorio sull’assenteismo che pubblicherà mensilmente dati su «questa nostra azione moralizzatrice», ha detto Brunetta. Il calo del 20%, ha precisato, si registra «da quando è emersa l’opinione che ‘cambiare si può’, quindi con il decreto 112, le circolari e la cosiddetta operazione trasparenza».

http://www.corriere.it/politica/08_luglio_17/brune_01_8035c258-5415-11dd-a440-00144f02aabc

Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia

di Gianni Trovati

16 luglio 2008

Arrivano anche per i 500mila dipendenti di Regioni ed enti locali le prime indicazioni operative sul taglio agli stipendi nei primi 10 giorni di malattia, disposto dall’articolo 71 del Dl 112/2008. Le conseguenze non sono positive per gli interessati, e la misura si rivela più incisiva del previsto.

Rispondendo al quesito di un’amministrazione, punta dell’iceberg di pressioni sindacali che si sono attivate negli enti locali, l’Aran ha messo nero su bianco un elenco di 12 voci stipendiali colpite dalla stretta antiassenteismo, in cui rientrano anche indennità di comparto, retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa, cioè dei dipendenti di categoria D che in virtù di un incarico a termine svolgono mansioni tipiche di un livello superiore, e indennità di direzione e staff per il personale dell’ex ottava qualifica funzionale. Tutte queste voci, insieme con le remunerazioni più specifiche ( turno, orario notturno e tempo potenziato), rientrano nello stop imposto nei primi dieci giorni di malattia dal Dl 112, che salva solo il «trattamento fondamentale».

Di quest’ultimocapitolo fanno parte solo stipendio tabellare, tredicesima e progressione orizzontale che, in quanto «forma di carriera esclusivamente retributiva», di fatto si traduce in un aumento del tabellare. Salvi, ma assai più rari, sono anche le retribuzioni individuali di anzianità precedenti alla scomparsa degli scatti a fine anni ’80 e gli eventuali assegni ad personam nati dall’esigenza di mantenere la retribuzione individuale di chi prima occupava posti meglio pagati.

Nella divisione operata dall’Aran,quindi,il confine del trattamento fondamentale esclude l’indennità di comparto, che a una prima lettura della norma alcuni osservatori avevano ritenuto esente dalla stretta. L’indennità, creata nel 2004 (articolo 33 del contratto nazionale del 22 gennaio), nasce per allineare gli stipendi dei dipendenti di Regioni ed enti locali a quelle dell’altro personale pubblico, e quindi è una voce fissa che riguarda tutti (varia dai 390 ai 623 euro all’anno a seconda della categoria). L’Aran, nella sua attività di interpretazione univoca del dettato contrattuale (articolo 45, decreto legislativo 165/2001), la colloca fra i compensi che devono remunerare le «particolari condizioni di rischio o di disagio » della prestazione lavorativa, e quindi fuori dal recinto sicuro del trattamento fondamentale.

Ancora più consistente il bottino della retribuzione dedicata ai titolari di posizione organizzativa, che oscilla da 5.164 a 16mila euro annui, accompagnata da un bonus ulteriore tra il 10% e il 30% risultato. Evidente, in questo caso, il collegamento di tali compensi alle «particolari condizioni» che connotano il trattamento accessorio. Il taglio di queste due voci è quello che garantisce l’effetto sulle buste paga dei dirigenti. Il rigore targato Aran sulle conseguenze in Regioni ed enti locali della misura antiassenteismo arriva all’indomani dell’allarme lanciato dai docenti di scuola sulla stessa norma ( si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Ma anche nei Comuni il personale legato alla scuola non ha di che ral-legrarsi, perché le indennità previste per educatori degli asili nido, insegnanti delle materne ed elementari, docenti di sostegno (dipendenti degli enti locali) operanti nelle scuole statali e docenti dei centri di formazione professionale rientrano nelle voci sforbiciate dall’assenza.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/07/malattia-tagli-busta.shtml?uuid=3bf59cdc-5300-11dd-b353-a98d07585a6c&DocRulesView=Libero

19 LUGLIO 1992:RICORDIAMOLI….


Meglio un giorno da Paolo Borsellino,Agostino Catalano-Walter Cusina-Emmanuela Loi-Vincenzo Traina-Claudio Li Muli

che 50 anni da

don Totò-Ciancimino

Rilassiamoci un po’… La cura di Battiato

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te